Violenza economica: la guida delle banche per contrastarla e prevenirla
di Cecilia RossiLo diceva già nel 1929 Virginia Woolf: “Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé”. La scrittrice inglese rivolgeva la sua raccomandazione a chi volesse scrivere romanzi, ma è un monito ancora attuale per tutte quante le donne e che condensa in poche righe i consigli della dettagliata “Guida contro la violenza economica”, realizzata dall’Associazione Bancaria Nazionale (ABI) e la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (FEduF), in raccordo con il Dipartimento per le Pari opportunità.
Ostacolare il lavoro e l’indipendenza economica è violenza
Proprio come la violenza fisica o psicologica, anche quella economica ha come fine ultimo limitare la libertà e l’autonomia della donna, anche nelle più piccole decisioni di tutti i giorni.
Sono al corrente delle decisioni finanziarie che riguardano me e la mia famiglia? Ho un reddito per mantenermi o vengo limitata nella ricerca di autonomia lavorativa ed economica? Gestisco il mio denaro in modo autonomo?
Sono le domand…
Lo diceva già nel 1929 Virginia Woolf: “Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé”. La scrittrice inglese rivolgeva la sua raccomandazione a chi volesse scrivere romanzi, ma è un monito ancora attuale per tutte quante le donne e che condensa in poche righe i consigli della dettagliata “Guida contro la violenza economica”, realizzata dall’Associazione Bancaria Nazionale (ABI) e la Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio (FEduF), in raccordo con il Dipartimento per le Pari opportunità.
Ostacolare il lavoro e l’indipendenza economica è violenza
Proprio come la violenza fisica o psicologica, anche quella economica ha come fine ultimo limitare la libertà e l’autonomia della donna, anche nelle più piccole decisioni di tutti i giorni.
Sono al corrente delle decisioni finanziarie che riguardano me e la mia famiglia? Ho un reddito per mantenermi o vengo limitata nella ricerca di autonomia lavorativa ed economica? Gestisco il mio denaro in modo autonomo?
Sono le domande con cui si apre il vademecum, che permettono di individuare un fenomeno non facilmente riconoscibile ma che “si verifica generalmente nella sfera familiare, quando vengono messi in atto comportamenti che impediscono e/o ostacolano la tua indipendenza economica, fino a controllarti e a danneggiarti”.
Le precauzioni: sempre scegliere e comprendere
Quelli economici sono abusi difficili da riconoscere perché spesso sembrano nascere dalle intenzioni più nobili o comprensibili: “mi occupo io dei soldi, tu non dovrai pensare a nulla”, oppure “lo stipendio a casa lo porto io, per cui decido io”. Il primo consiglio della guida, però, non lascia spazio a fraintendimenti: devi scegliere. “È importante conoscere le tue entrate e quelle della tua famiglia, pianificare le spese e partecipare alle decisioni economiche, senza delegare”, per cui vitale “è avere un conto corrente a te intestato oppure una carta con la quale operare in autonomia e gestire i tuoi soldi”.
Le scelte riguardano anche, e soprattutto, gli impegni contrattuali: sii sempre sicura “delle decisioni che stai assumendo e delle loro conseguenze”, spiega ABI. Se non lo sei, rivolgiti a degli esperti: basta dirigersi alla banca più vicina. E poi, conserva tutti i documenti finanziari e legali, insieme ai codici d’accesso delle piattaforme istituzionali e bancarie.
Educare alla finanza, all’indipendenza
La migliore difesa personale contro questa violenza rimane comunque ampliare la propria conoscenza in campo finanziario, su cui in Italia siamo ancora indietro. Sul sito “curaituoisoldi.it”, FEduF permette di acquisire informazioni su tanti temi economici: dalla costruzione del tuo bilancio familiare alla gestione consapevole delle bollette. È presente, inoltre, la sezione “Inclusione finanziaria di genere” per approfondire come prevenire e contrastare proprio la violenza economica.
I numeri della violenza
La guida punta al contrasto di un fenomeno che interessa ancora molte, troppe, donne: una su due in Italia subisce violenza economica, addirittura due su tre tra quelle separate o divorziate, secondo l’ultimo report di WeWorld e Ipsos. Inoltre, stando ai dati del Global Thinking Foundation, solo il 58% ha un conto corrente intestato personalmente, mentre il 12,9% ne ha solo uno intestato con il partner o con un altro familiare, e il 4,8% non ne ha affatto.
Se pensi di vivere queste o altre forme di violenza puoi chiedere aiuto chiamando il 1522, il servizio nazionale gratuito di prima assistenza per le donne vittime di violenza.