✕

Come investire ora che l’inflazione non fa più paura

Dai titoli di Stato alle azioni di Piazza Affari: per i gestori c’è ancora spazio per ottenere buoni rendimenti, ma occhio ai rischi
2 minuti di lettura

L’esperienza degli ultimi anni ha insegnato che le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo, ma sta di fatto che l’inflazione sembra tornata sotto controllo dopo oltre due anni. A febbraio, l’indice italiano dei prezzi al consumo è rimasto stabile allo 0,8%, mentre quello europeo è sceso di due decimali, al 2,6%. Uno scenario del tutto nuovo rispetto a quello vissuto fino a poco tempo fa (a ottobre 2022 era stato raggiunto il picco inflazionistico, con prezzi in crescita del 10,6% anno su anno a livello europeo), che impone un check-up del portafoglio investimenti.

Le banche centrali non hanno fretta

“La premessa è che la corsa dei prezzi ha rallentato, ma resta al di sopra del target fissato dalla Bce (2,0%, ndr), che pertanto attende conferme prima di avviare il ciclo dei tagli ai tassi ufficiali”, sottolinea Giovanni Brambilla, responsabile investimenti di AcomeA Sgr. Il quale vede uno scenario ancora positivo per il reddito fisso, che da una parte offre cedole elevate, dall’…

L’esperienza degli ultimi anni ha insegnato che le sorprese possono essere sempre dietro l’angolo, ma sta di fatto che l’inflazione sembra tornata sotto controllo dopo oltre due anni. A febbraio, l’indice italiano dei prezzi al consumo è rimasto stabile allo 0,8%, mentre quello europeo è sceso di due decimali, al 2,6%. Uno scenario del tutto nuovo rispetto a quello vissuto fino a poco tempo fa (a ottobre 2022 era stato raggiunto il picco inflazionistico, con prezzi in crescita del 10,6% anno su anno a livello europeo), che impone un check-up del portafoglio investimenti.

Le banche centrali non hanno fretta

“La premessa è che la corsa dei prezzi ha rallentato, ma resta al di sopra del target fissato dalla Bce (2,0%, ndr), che pertanto attende conferme prima di avviare il ciclo dei tagli ai tassi ufficiali”, sottolinea Giovanni Brambilla, responsabile investimenti di AcomeA Sgr. Il quale vede uno scenario ancora positivo per il reddito fisso, che da una parte offre cedole elevate, dall’altra beneficia della prospettiva di allentamento monetario. Infatti, quando le banche centrali si apprestano a tagliare i tassi, il valore delle obbligazioni già sul mercato tende ad aumentare. “La componente obbligazionaria rimane interessante sulla parte breve e media della curva. Tra le emissioni societarie guardiamo con interesse soprattutto al comparto finanziario, mentre a livello di geografie guardiamo ai mercati emergenti, in particolare all’America Latina”, sottolinea Brambilla.

Quanto all’azionario, AcomeA vede spazi di rivalutazione soprattutto tra le utility (“che potrebbero beneficiare del taglio dei tassi”) e le Telecom (“che potrebbero vedere un miglioramento dei flussi di cassa per l’allentamento monetario, ma soprattutto un consolidamento nei diversi paesi europei con una riduzione della competitività”). Maggiore cautela viene espressa verso il settore tech (“a fronte di valutazioni elevate”).

Il peso dei titoli di Stato

Il successo dell’ultima emissione del Btp Valore ha confermato l’interesse del mercato per i titoli di Stato. Thomas Avolio Deputy, ceo e principal di Redfish Listing Partners, punta in particolare sui Btp a tre anni e sulle emissioni corporate con rating elevato, preferendo le scadenze breve per limitare i rischi di oscillazioni. Quanto all’azionario, ottimismo viene espresso verso il comparto bancario, soprattutto nella prospettiva di aggregazioni che consentirebbero di generare valore, nonché per la redditività che sta caratterizzando il settore, “che si tradurrà in importanti dividendi per gli azionisti”. Avolio punta, inoltre, sul settore della difesa, dato che le crescenti tensioni a livello geopolitico dovrebbero spingere ulteriormente la spesa negli armamenti. Anche la sua view è positivo per il comparto tecnologico: “Sebbene abbia corso parecchio negli ultimi mesi, ha ancora spazio per crescere in una prospettiva di taglio ai tassi”. Un ragionamento legato al fatto che tendenzialmente le aziende innovative ricorrono maggiormente al debito, e quindi beneficiano di un costo del denaro contenuto. Infine, a livello dimensionale il numero uno di Redfish Listing Partners vede spazi di recupero per le small cap, che quotano a sconto rispetto alle grandi aziende.

Anche David Coppini, investment manager di First Capital, sottolinea che, “a fronte di bond a lungo termine che già scontano un importante allineamento monetario, quelli con scadenza più ravvicinata conservano un potenziale di rivalutazione. Preferiamo in particolare il Btp a tre anni, che rende ancora oltre il 3%”. In linea con gli altri esperti è anche la valutazione sulla componente azionaria, con un’attenzione particolari ai titoli tecnologici, “con i tagli ai tassi che porterebbero benefici alla struttura del capitale, consentendo rifinanziamenti a tassi più contenuti”. Tassi più bassi comportano anche maggiore liquidità sul mercato e questo spinge Coppini a privilegiare le small cap rispetto alle large, dato che le prime nell’ultimo anno sono state penalizzate proprio da una minore disponibilità di denaro in circolo. Infine uno sguardo titoli. “Le nostre preferite sono: Intred, Tps, Linbergh, CY4Gate ed Ala”, sottolinea.

Come sempre, la raccomandazione è di considerare ogni scelta d’investimento alla luce di un’attenta pianificazione finanziaria, che non può prescindere da un’adeguata diversificazione.

Leggi i commenti