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Bce, con i tagli alle porte scende la rata del mutuo. I tassi fissi restano più vantaggiosi, per i variabili svolta in vista da giugno

Come da attese degli analisti, l’Eurotower non ha tagliato i tassi ma gli ultimi segnali dell’inflazione sono incoraggianti e per giugno potrebbe muoversi. Facile.it calcola un potenziale risparmio da 100 euro al mese al giugno 2025
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MILANO – Non è ancora il momento di muovere i pezzi sulla scacchiera ma “ci siamo quasi”, per dirla con gli analisti di BofA Research. La Bce ha confermato le attese di mercato: non ha toccato il costo del denaro ma detto che – con altri segnali incoraggianti dal calo dell’inflazione – la riduzione ci sarà.

Lagarde ha più volte chiarito che si procederà di riunione in riunione ma tutto, secondo gli osservatori di mercato, punta ormai per giugno. Ben Laidler, Global Markets strategist di eToro, annota che “dopo i commenti da colomba rilasciati oggi, la Bce sembra sulla buona strada per tagliare i tassi di interesse nella riunione del 6 giugno prossimo. Ciò sta ampliando il divario transatlantico tra tassi d'interesse e inflazione, soprattutto considerando che, con un'inflazione europea al 2,4%, la Bce ha la capacità di manovra di tagliare i tassi d'interesse per tre volte quest'anno”.

E come si riflette tutto ciò nei nostri mutui?

Migliorano le condizioni dei mutui

La pressione sui fi…

MILANO – Non è ancora il momento di muovere i pezzi sulla scacchiera ma “ci siamo quasi”, per dirla con gli analisti di BofA Research. La Bce ha confermato le attese di mercato: non ha toccato il costo del denaro ma detto che – con altri segnali incoraggianti dal calo dell’inflazione – la riduzione ci sarà.

Lagarde ha più volte chiarito che si procederà di riunione in riunione ma tutto, secondo gli osservatori di mercato, punta ormai per giugno. Ben Laidler, Global Markets strategist di eToro, annota che “dopo i commenti da colomba rilasciati oggi, la Bce sembra sulla buona strada per tagliare i tassi di interesse nella riunione del 6 giugno prossimo. Ciò sta ampliando il divario transatlantico tra tassi d'interesse e inflazione, soprattutto considerando che, con un'inflazione europea al 2,4%, la Bce ha la capacità di manovra di tagliare i tassi d'interesse per tre volte quest'anno”.

E come si riflette tutto ciò nei nostri mutui?

Migliorano le condizioni dei mutui

La pressione sui finanziamenti – che ha fatto crollare le compravendite di immobili nei passati trimestri – si sta allentando. E’ emerso anche dall'indagine sul credito bancario nell'area dell'euro della Bce, secondo la quale le banche, per la prima volta dal quarto trimestre del 2021, hanno segnalato un moderato allentamento netto degli standard di credito per i prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni.
Sappiamo che i tassi fissi hanno già da tempo preso una china al ribasso, anticipando questi scenari e avvantaggiandosi rispetto ai variabili che invece si muovono solo a valle dei tagli ai tassi ufficiali. D’altra parte, conferma una nuova indagine di Mutuionline.it, a marzo l’Euribor a 3 mesi – riferimento dei variabili – è rimasto stabile (3,92%) mentre l’Irs cala su tutte le durate. Gli ultimi dati di Bankitalia, di ieri, dicono che a febbraio è proseguita la discesa dei tassi sui mutui con un Taeg (comprensivo delle spese accessorie) medio del 4,31%, contro il 4,38% di gennaio. Secondo l’Unione nazionale dei consumatori “da quando la Bce ha interrotto in ottobre i rialzi dei tassi di riferimento, dopo 10 aumenti consecutivi, le famiglie con mutui a tasso variabile possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Considerando l'importo e la durata media di un mutuo, il calo dei tassi significa che la rata, per chi ha sottoscritto ora un mutuo a tasso variabile, scende, rispetto al picco di novembre 2023, di 48 euro al mese, pari a un risparmio su base annua di 576 euro".

Il fisso conviene

"Va tuttavia rilevato come siano ancora forti le differenze tra tasso fisso e variabile – aggiunge il Codacons – Chi oggi accende un mutuo da 140mila euro a 25 anni per l'acquisto della prima casa affronta un Taeg attorno al 2,7% e una rata mensile di circa 631 euro. Nel caso del variabile, per la stessa tipologia di finanziamento la rata mensile è invece di circa 766 euro. Una differenza di spesa pari a 135 euro al mese, 1.620 euro l'anno, che dimostra come la strada per riportare i tassi ai livelli precedenti i rialzi disposti dalla Bce sia purtroppo ancora molto lunga". Conferma la forbice Mutuionline: il Tan medio dei mutui variabili è 5,13% mentre il TAN medio dei mutui fissi è 3,22%, quasi 200 punti base di differenza.

Il ribasso dei variabili alle porte

Cosa potrà cambiare dopo la Bce? Come detto, anche per gli analisti il mese cerchiato di rosso è giugno. L’analisi di Facile.it sui future degli Euribor – indice di riferimento per i mutui variabili – conferma che una diminuzione significativa potrebbe arrivare proprio allora e potrebbe impattare, per un finanziamento medio, sui 22 euro. Considerando un mutuo medio variabile sottoscritto a gennaio 2022 (126.000 euro in 25 anni, loan to value 70%), la cui rata a marzo 2024 ha superato i 750 euro, Facile.it ha calcolato che, poiché l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scendere al 3,05% entro la fine dell’anno e arrivare intorno al 2,63% entro giugno 2025, la rata diminuirebbe di 65 euro entro dicembre 2024, per poi arrivare ad un calo di quasi 100 euro a giugno 2025.

Una cosa per gli esperti è certa: “la discesa degli indici sarà graduale e molto più lenta rispetto alla salita cui abbiamo assistito negli scorsi mesi ed anni”.

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