✕

Buy Now Pay Later, perché il boom dei micro-debiti può diventare un problema

Ascolta l'audio

Acquistare con interessi zero, e senza compilare formulari, offre indubbi vantaggi, ma i pericoli sono numerosi. Le cinque regole per evitare di trovarsi sovra-indebitati
4 minuti di lettura

MILANO – “Il rischio più grande è che il debito cresca a dismisura per la mancanza di un limite”. Il Financial Times ha lanciato un grido d’allarme per i rischi connessi al boom del Buy Now, Pay Later (ovvero “Compro ora e pago dopo”), una modalità di finanziamento dei pagamenti che sta prendendo rapidamente piede anche da noi. Merito della semplicità di accesso, un’opportunità che al tempo stesso può costituire un problema per i consumatori, e non solo. Vediamo perché.

Il decollo con la pandemia

Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe mai immaginato una diffusione su larga scala dei finanziamenti anche per acquisti di piccolo importo, ma il boom dell’e-commerce iniziato allo scoppio della pandemia ha rivoluzionato lo scenario. Il s…

MILANO – “Il rischio più grande è che il debito cresca a dismisura per la mancanza di un limite”. Il Financial Times ha lanciato un grido d’allarme per i rischi connessi al boom del Buy Now, Pay Later (ovvero “Compro ora e pago dopo”), una modalità di finanziamento dei pagamenti che sta prendendo rapidamente piede anche da noi. Merito della semplicità di accesso, un’opportunità che al tempo stesso può costituire un problema per i consumatori, e non solo. Vediamo perché.

Il decollo con la pandemia

Fino a pochi anni fa nessuno avrebbe mai immaginato una diffusione su larga scala dei finanziamenti anche per acquisti di piccolo importo, ma il boom dell’e-commerce iniziato allo scoppio della pandemia ha rivoluzionato lo scenario. Il suo funzionamento è semplice: al momento di finalizzare l’acquisto online, sul device utilizzato appare un bottone che chiede all’utente se vuole saldare in toto l’importo o a rate, di solito tre o quattro e con cadenza ravvicinata, in genere mensile. Nel caso si scelga la seconda opzione, non vi sono costi aggiuntivi e questo ha inevitabilmente un effetto calamita su tanti consumatori.

Pesa la mancanza di controlli

“A differenza di una carta di credito, che ha un limite di spesa prestabilito determinato dal punteggio di credito, è possibile accumulare una quantità teoricamente illimitata di spese Bnpl; non è raro che gli individui più spendaccioni abbiano diverse decine di prestiti sovrapposti da una serie di fornitori”, avverte il quotidiano della City. Che aggiunge anche qualche dato: secondo uno studio della Banca dei Regolamenti Internazionali, gli utenti statunitensi di questo servizio presentano un tasso di insolvenza complessivo (considerando quindi i mancati pagamenti, non solo quelli con Bnpl) di quasi il 18%, rispetto al 7% circa degli utenti che non ricorrono a questo canale.

“In sostanza, molti dei consumatori meno affidabili ricorrono a questa modalità per acquistare beni”, racconta Armando Cirrincione, docente in carico al dipartimento di Marketing dell’Università Bocconi. Il quale spiega come sia possibile. “Nel credito al consumo come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi c’è un doppio livello di controlli: quello effettuato dalla società che riceve la richiesta di finanziamento, ed è relativa a eventuali rapporti intercorsi con il medesimo consumatore, e le banche dati che gli operatori di settore condividono, le quali evidenziano l’eventuale qualifica di cattivo pagatore”. Questi controlli nel caso del Bnpl mancano, o sono comunque carenti. “La sua diffusione è merito della rapidità con cui viene concesso il finanziamento e questo inevitabilmente porta ad abbassare la guardia”.

I pacchetti di crediti agli hedge fund

Con ricadute negative sia per gli operatori del settore, che in questo modo si espongono pesantemente alle insolvenze, sia per gli stessi consumatori. “Sul fronte degli operatori, il mercato è dominato da meno di una decina di aziende, per lo più anglosassoni, che puntano su una crescita aggressiva finalizzata a conquistare e consolidare quote di mercato in tempi rapidi. Per farlo, periodicamente si liberano di pacchetti di crediti di dubbia esigibilità, cedendoli agli hedge fund”. Questi ultimi li valorizzano una frazione del nominale, per cui non sempre il gioco vale la candela. Per dirne una, la leader Klarna aveva programmato la propria Ipo per il 2022, poi la decisione è stata più volte rimandata.

Lo scenario italiano

Quanto all’Italia, l’ultimo Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments, curato da Assofin, Ipsos e Nomisma, con il contributo di Crif segnala che il Buy Now Pay Later è conosciuto da metà degli italiani tra i 18 e i 64 anni, ma si sale al 66% a considerare la sola Generazione Z. L’analisi rileva una crescita a doppia cifra nel 2022 (ultimo anno disponibile) e la previsione di un valore intorno ai 3 miliardi di euro nel 2026. “Malgrado un contesto che nel 2022 ha visto il tasso di insolvenza attestarsi su livelli inferiori a quelli registrati per il credito al consumo, resta tuttavia elevata l’attenzione dall’introduzione della nuova direttiva in materia di credito ai consumatori”. Quest’ultima, che ha tra i suoi principali obiettivi la tutela dei consumatori dal rischio di sovraindebitamento, “imporrà ai player di mercato di adottare prassi più stringenti per valutare e garantire la sostenibilità finanziaria delle operazioni che propongono”.

Secondo Cirrincione, “occorre che l’Europa proceda a una regolamentazione del Bnpl per evitare rischi eccessivi per i soggetti coinvolti, considerato anche che di una legislazione ad hoc si sta discutendo già da tempo negli Stati Uniti”, che pure hanno una minore propensione a fissare regole per i settori innovativi rispetto al Vecchio Continente per il timore di frenarne lo sviluppo.

In ogni caso, l’esperto ritiene che presto un freno verrà dall’offerta prima ancora che dalla domanda. “Attualmente i merchant pagano commissioni altissime, dal 2 all’8% ai fornitori di questi servizi, mentre la crescente concorrenza sulle carte di credito ha fatto scendere in questo ambito il livello medio ben al di sotto dell’1%”. Allora viene da chiedersi perché i negozi online accettino di offrire il servizio.

"Indubbiamente il Bnpl è una spinta importante a completare gli acquisti”, ribatte Cirrincione, “ma la spesa viene accettata perché per molti venditori il commercio elettronico è ancora un terreno relativamente giovane da sviluppare. Una volta raggiunto il livello di maturità, e si vedono già alcuni segnali in questo senso, come l’introduzione del reso a pagamento da parte di alcuni portali, queste commissioni non saranno più accettate”.

I rischi per i consumatori

Passando ad adottare la prospettiva degli utenti, cosa fare? Gli importi generalmente contenuti delle transazioni e la semplicità di accesso rischiano di giocare un brutto scherzo, avverte Ivan Marinelli, presidente dell’Associazione europea consumatori indipendenti. La mancanza di incrocio dei dati su altre esposizioni, avverte, rischia di portare a un sovraindebitamento. “Per altro, non sempre le condizioni contrattuali dei servizi Bnpl sono chiare e comprensibili, soprattutto per quanto riguarda i costi nascosti e le procedure in caso di mancato pagamento”.

Davide Zanon, segretario regionale Codici Lombardia-Associazione di consumatori ed utenti, riconosce il vantaggio della flessibilità per questo strumento, ma sottolinea che la pubblicità di “pagamento senza interessi” può portare alcuni a trascurare il fatto che, se si sgarra con i termini di pagamento delle rate, le penali possono essere molto salate. “La mancanza di informazione in merito è un problema serio, specialmente per chi non ha esperienza con i servizi finanziari”, sottolinea.

Gli strumenti di autodifesa

Dunque, come attrezzarsi? Zanon indica cinque strade da seguire:

  1. stabilire un budget personale prima di utilizzare il Bnpl, alla luce delle proprie entrate e di eventuali altri debiti in corso;
  2. tenere bene a mente le scadenze;
  3. riflettere sulla reale utilità di effettuare l’acquisto;
  4. non eccedere con i piani di rimborso aperti per non perdere il controllo;
  5. infine effettuare controlli periodici del proprio bilancio personale e della disponibilità sui conti bancari per assicurarsi che le rate Bnpl non stiano incidendo in modo eccessivo sulle finanze personali.
Leggi i commenti