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Risparmio, i “regali di Natale” per i nipotini: dagli Etf ai buoni postali

(reuters)

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Regalare ai giovani un prodotto finanziario consente di ridurre i condizionamenti legati alla contingenza
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Non farà brillare gli occhi ai bambini quanto un gioco, ma l’idea di regalare per Natale un investimento è tra le scelte più sagge che si possano fare. Perché significa seminare per il futuro dei propri piccoli, sapendo di poter contare su due alleati preziosi: il tempo, che consente di programmare senza i condizionamenti di breve periodo (le incognite sono oggi quanto mai numerose), e l’interesse composto, meccanismo in virtù del quale gli interessi prodotti da un investimento vengono aggiunti al capitale iniziale, contribuendo così alla crescita dell’ammontare.

In linea generale occorre puntare su strumenti che offrano flessibilità nei versamenti (sia ricorrenti sia occasionali), diversificazione degli asset e costi contenuti.

Il Buono postale per i più picc…

Non farà brillare gli occhi ai bambini quanto un gioco, ma l’idea di regalare per Natale un investimento è tra le scelte più sagge che si possano fare. Perché significa seminare per il futuro dei propri piccoli, sapendo di poter contare su due alleati preziosi: il tempo, che consente di programmare senza i condizionamenti di breve periodo (le incognite sono oggi quanto mai numerose), e l’interesse composto, meccanismo in virtù del quale gli interessi prodotti da un investimento vengono aggiunti al capitale iniziale, contribuendo così alla crescita dell’ammontare.

In linea generale occorre puntare su strumenti che offrano flessibilità nei versamenti (sia ricorrenti sia occasionali), diversificazione degli asset e costi contenuti.

Il Buono postale per i più piccoli

Una delle soluzioni a lungo utilizzate dai genitori per i propri piccoli è data dai Buoni fruttiferi postali. In particolare, il Buono dedicato ai minori può essere acquistato fino ai 16 anni e gli interessi maturano fino alla maggiore età, con sottoscrizione a opera di un genitore, un familiare o un conoscente, purché maggiorenne. Il rendimento annuo lordo è legato al periodo di possesso del Buono. Si va dal 2,50% in caso di permanenza nell’investimento per un anno e mezzo fino al 5,00% per chi sottoscrive il prodotto alla nascita del piccolo e lo riscatta al raggiungimento della maggiore età. «Tra i vantaggi c’è il fatto che i Buoni vengono emessi da Cdp e sono garantiti dallo Stato italiano. Inoltre presentano costi quasi nulli, rendimenti prestabiliti e una tassazione agevolata del 12,5%», racconta Andrea Rocchetti, global head of investment advisory di Moneyfarm. «Tuttavia, presentano limiti in termini di diversificazione e flessibilità, sia per la gestione dei versamenti, sia per i riscatti anticipati».

Pensare alla pensione con il vantaggio fiscale

Un’altra possibilità, agendo con lungimiranza alla luce delle dinamiche demografiche, è sottoscrivere un fondo pensione, che consente a chi effettua i versamenti di dedurre fino 5.164,57 annui (in modo da ridurre l’importo su cui calcolare l’Irpef) presenta una tassazione agevolata del 20% sui rendimenti. «È possibile intestarlo direttamente al minore, che diventerà protagonista nella contribuzione e nelle scelte una volta acquisita la maggiore età e una propria capacità di reddito», racconta Bernardo Calini, consulente finanziario di Gamma Capital Markets. «Si tratta di una soluzione caratterizzata da una grande flessibilità nei versamenti, progettata principalmente per integrare la pensione futura. Sebbene siano previste opzioni di riscatto e anticipazioni, è vincolato a questa finalità» sottolinea Rocchetti.

Polizze vita ed Etf

Ci sono poi le polizze vita, con un’offerta di mercato molto variegata, che comprende anche soluzioni per i minori. «I genitori farebbero bene a tutelare i propri figli con una polizza personale in caso di premorienza, infortuni o malattie, soprattutto laddove esistano dei mutui o dei prestiti fatti da entrambi» sottolinea Calini. Questi strumenti combinano i vantaggi delle assicurazioni, come impignorabilità e insequestrabilità, con la diversificazione degli investimenti.

Oltre ai costi e alle effettive coperture offerte, occorre analizzare i vincoli previsti, che spesso prevedono penali in caso di uscita anticipata, oltre a presentare una scarsa flessibilità nella modifica dei versamenti ricorrenti.

Un’opzione ulteriore è costituita dai fondi comuni d’investimento e dagli Etf, entrambi caratterizzati da un’ampia diversificazione dei sottostanti, con i primi che affidano la gestione del portafoglio a professionisti del settore e perciò presentano commissioni più elevate dei secondi, i quali replicano un paniere di sottostanti.

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