MILANO – Poco interessati, preoccupati ma non proattivi sul prepararsi alla pensione, un po’ più attenti a coprirsi per eventuali imprevisti sul fronte della salute. L’indagine annuale realizzata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi fotografa il rapporto tra italiani e risparmio e vede le famiglie italiane confermare la loro propensione a metter soldi da parte, pur tagliando la quota di reddito che dedicano al salvadanaio.
Aumentano le formichine
Nonostante l’incertezza economica, dice la ricerca, sale fin quasi al 60% la quota di chi ha risparmiato nell’ultimo anno dal 53,5% del 2022 e 54,7% del 2023. Scende però la quota media di reddito risparmiato, dal 12,6 all’11 per cento.
Retrocede invece l’attenzione verso questi temi: il 30% degli intervistati si dichiara “per niente interessato” agli argomenti di economia e finanza, dopo un 2023 che aveva visto un risveglio d’attenzione. Si risparmia per motivi precauzionali, per supportare i figli, per investire nella casa e per la vecchiai…
MILANO – Poco interessati, preoccupati ma non proattivi sul prepararsi alla pensione, un po’ più attenti a coprirsi per eventuali imprevisti sul fronte della salute. L’indagine annuale realizzata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi fotografa il rapporto tra italiani e risparmio e vede le famiglie italiane confermare la loro propensione a metter soldi da parte, pur tagliando la quota di reddito che dedicano al salvadanaio.
Aumentano le formichine
Nonostante l’incertezza economica, dice la ricerca, sale fin quasi al 60% la quota di chi ha risparmiato nell’ultimo anno dal 53,5% del 2022 e 54,7% del 2023. Scende però la quota media di reddito risparmiato, dal 12,6 all’11 per cento.
Retrocede invece l’attenzione verso questi temi: il 30% degli intervistati si dichiara “per niente interessato” agli argomenti di economia e finanza, dopo un 2023 che aveva visto un risveglio d’attenzione. Si risparmia per motivi precauzionali, per supportare i figli, per investire nella casa e per la vecchiaia. Si è molto preoccupati per la pensione, con solo un terzo del campione ottimista (le donne precipitano al 24,8%) ma ciononostante rimangono basse le adesioni alla previdenza complementare: meno del 20% del campione dichiara di esser iscritto a una forma integrativa. L’unica speranza, a tendere, è che i giovani sono saliti dal 10 al 20% nelle adesioni al secondo e terzo pilastro.
Qualche miglioramento, invece, nelle assicurazioni sanitarie: dal 14 si passa al 17,5% dei rispondenti che hanno copertura: “Un buon dato – si dice – anche se è presto per considerarlo un aumento strutturale piuttosto che una conseguenza della pandemia”.
Più obbligazioni e risparmio gestito, meno mattone
Dal punto di vista degli investimenti, nel 2024 si è consolidato l'orientamento degli italiani verso le obbligazioni, complice anche il contesto dei tassi d'interesse alti, con la quota dei portafogli che sale dal 28 al 34%. L'indice di soddisfazione segna un massimo storico, con oltre 8 investitori soddisfatti per ogni insoddisfatto, probabilmente perché le obbligazioni sono tornate finalmente ad offrire rendimenti interessanti. Cresce notevolmente l’interesse per il risparmio gestito che in Europa è cresciuto dal 107 al 167% del Pil, e in Italia dal 70 al 95%, compresa la ricchezza assicurativa. In lieve calo l'interesse per il mattone.