✕

Risalgono i rendimenti dei titoli di Stato, il Btp decennale verso il 4%. Ecco su cosa puntare

Ascolta l'audio

I BTp restano in cima alle preferenze degli analisti, ma è fondamentale la selezione. Il calendario delle prossime aste
3 minuti di lettura

Il successo registrato dalle prime emissioni di titoli governativi del 2025, con richieste per 270 miliardi di euro a fronte dei 18 miliardi collocati tra BTp decennale e del BTp green a 20 anni, hanno evidenziato l’appeal del debito pubblico italiano. In uno scenario ricco di incognite, le emissioni governative sono tornate nel mirino degli investitori (piccoli e grandi), complice il rialzo recente dei rendimenti. Detto del passato, su cosa puntare nel futuro tra prossime emissioni e titoli già sul mercato?

Rendimenti in crescita nel reddito fisso

A questo proposito va segnalato che, pur all’interno di un trend discendente partito la scorsa estate, nelle prime settimane del 2025 vi è stato un rimbalzo dei rendimenti obbligazionari co…

Il successo registrato dalle prime emissioni di titoli governativi del 2025, con richieste per 270 miliardi di euro a fronte dei 18 miliardi collocati tra BTp decennale e del BTp green a 20 anni, hanno evidenziato l’appeal del debito pubblico italiano. In uno scenario ricco di incognite, le emissioni governative sono tornate nel mirino degli investitori (piccoli e grandi), complice il rialzo recente dei rendimenti. Detto del passato, su cosa puntare nel futuro tra prossime emissioni e titoli già sul mercato?

Rendimenti in crescita nel reddito fisso

A questo proposito va segnalato che, pur all’interno di un trend discendente partito la scorsa estate, nelle prime settimane del 2025 vi è stato un rimbalzo dei rendimenti obbligazionari conseguente ai nuovi dati sull’inflazione, soprattutto negli Stati Uniti, all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e ai rischi geopolitici.

“Le dichiarazioni del presidente eletto Trump continuano a incrementare l’incertezza sul futuro, suscitando preoccupazioni globali e, a queste, si aggiungono i dati appena usciti sull’occupazione Usa (256 mila nuovi posti di lavoro creati a dicembre contro i 227 mila attesi dagli analisti, ndr), che creano pressioni inflazionistiche”, analizza Gian Marco?Salcioli, strategist di Assiom Forex. Gli effetti più rilevanti si sono registrati sulle scadenze più lunghe: i rendimenti trentennali Uk (dove pesa anche la fragilità del governo in carica) hanno raggiunto il 5,40%, un livello mai visto dalla fine degli anni '90, mentre i decennali sono arrivati al 4,85%, con un aumento di 20 punti base in soli due giorni. Intanto anche i BTp decennali sono risaliti a 3,75%, il massimo degli ultimi sei mesi.

L’asta di ieri ha visto assegnare titoli a 3 e 7 anni per un totale di 5,75 miliardi di euro. In particolare sono stati collocati 2,75 miliardi di titoli a 3 anni, con rendimento lordo al 2,85%, in aumento di 49 punti base, e 3 miliardi di Btp a 7 anni con rendimento lordo del 3,49, con un rialzo di 57 punti base.

Al di là della congiuntura, spiega Salcioli, c’è un aspetto tecnico che spinge verso l’alto i rendimenti ed evidentemente è destinato a durare. Da quest’anno la Banca centrale europea non acquista più le emissioni governative, come fatto dall’inizio della crisi pandemica, per cui i privati che investono chiedono agli emittenti un maggiore premio al rischio. “Il forte interesse della domanda estera al momento premia i titoli italiani che presentano i maggiori tassi reali di tutta Europa, visto che l’inflazione è la più bassa di tutto il Vecchio Continente”, aggiunge l’esperto di Assiom Forex. “La domanda e la richiesta con ogni probabilità rimarrà sostenuta anche nei mesi a venire”.

Focus sui BTp, ma con vita residua limitata

Giorgio Vintani, analista e consulente finanziario indipendente, punta sul debito pubblico italiano. “Sia le nuove emissioni, che i titoli già sul mercato, presentano opportunità interessanti. Le prime hanno una cedola più alta, che riflette il tasso offerto in quel momento, mentre le seconde presentano una maggiore varietà di scadenze. L'aspetto importante è scegliere titoli che riflettano il profilo di rischio dell’investitore. La raccomandazione, per il piccolo risparmiatore, è di comprare titoli con la cedola più alta possibile, a un prezzo che sia alla pari o sotto la pari, con la scadenza legata al grado di rischio che si è disposti ad assumere”. Quindi aggiunge: “I titoli inflation linked non sono ottimali in un contesto di inflazione/crescita bassa o discendente, meglio puntare sui titoli a?tasso fisso”. In particolare, Vintani segnala il BTp 15 Gn 29 2,8%, “che presenta una cedola elevata a fianco di una scadenza non troppo lunga, con il prezzo che viaggia sotto 100”.

Considerato lo scenario, e fermo restando che ogni investimento andrebbe calibrato alla luce del profilo investitore e del portafoglio già detenuto, per Salcioli ci sono le condizioni per puntare su BTp con scadenza fino a due-tre anni, che dovrebbero beneficiare più di altri dei tagli al costo del denaro attesi dalla Bce nei prossimi mesi. “Da non trascurare i BTp Italia già emessi, con scadenza marzo o novembre 2028, che hanno la peculiarità che il capitale nominale e le cedole sono indicizzati al Foi (Indice dei prezzi al consumo per famiglie, esclusi i tabacchi, ndr). Questo nell’idea che l’inflazione possa risalire con un titolo che appare meno caro rispetto a CCTEu anche perché la sua indicizzazione è all’Euribor 6 mesi (in attesa diminuzione, ndr)”.

Occhio ai pericoli del cambio

Un altro aspetto da considerare è l’opportunità di diversificazione valutaria, a maggior ragione se si considera che i Treasury Usa offrono un rendimento superiore rispetto alle emissioni governative dell’Eurozona, un distacco destinato a crescere se verranno confermate le previsioni di una Fed più prudente sul fronte della politica monetaria nei mesi a venire rispetto alla Bce. “Attenzione a non farsi tentare solo dai rendimenti”, avverte però Gabriel Debach, market analyst di eToro. “Vanno considerati il rischio di cambio e le agevolazioni fiscali. Negli ultimi tre mesi, il dollaro si è rafforzato di oltre il 6% contro l’euro, un movimento che sottolinea la volatilità del mercato valutario e non sempre idoneo per il piccolo investitore. Inoltre i titoli di Stato italiani beneficiano di una tassazione agevolata al 12,5%, ben inferiore al 26% applicato ad altre forme di investimento. Inoltre”, aggiunge Debach, “l’Italia si distingue grazie ai suoi rendimenti: il decennale offre un 3,7%, superiore al 3,3% greco e al 3,4% francese, consolidando il suo ruolo di protagonista nel panorama europeo”.

Le prossime aste di titoli di Stato

DATA

TIPOLOGIA

13 GENNAIO

BTP A 3 ANNI E BTP A 7 ANNI

28 GENNAIO

BTP SHORT E BTP€i

29 GENNAIO

BOT

30 GENNAIO

EMISSIONE A MEDIO-LUNGO TERMINE

12 FEBBRAIO

BOT

13 FEBBRAIO

EMISSIONE A MEDIO-LUNGO TERMINE

25 FEBBRAIO

BTP SHORT E BTP€i

26 FEBBARIO

BOT

27 FEBBRAIO

EMISSIONE A MEDIO-LUNGO TERMINE

Leggi i commenti