San Valentino amaro: essere single oggi costa 564 euro in più al mese rispetto a vivere in coppia
a cura della redazione EconomiaL’Italia è sempre più un Paese di single, in scia a quelle “nuove modalità di formazione della famiglia” che il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, aveva messo in evidenza la scorsa primavera mostrando i dati dell’Istituto di statistica sul punto. Nel 2022-2023, coppie non coniugate, famiglie ricostituite, single non vedovi e monogenitori non vedovi rappresentano il 39,7% del totale dei nuclei, diceva, contro il 21,9% di vent’anni prima. Se si prendono i soli adulti tra i 25 e i 64 anni, nel periodo è raddoppiata la quota di quanti vivono senza partner, dal 10,9% al 22,1% del totale. Ma quasi una persona sola su due (47%) ha più di 65 anni: ben 4,1 milioni di anziani soli, di cui oltre la metà (54%) sono vedove.
Le maggiori spese dei singl…
L’Italia è sempre più un Paese di single, in scia a quelle “nuove modalità di formazione della famiglia” che il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, aveva messo in evidenza la scorsa primavera mostrando i dati dell’Istituto di statistica sul punto. Nel 2022-2023, coppie non coniugate, famiglie ricostituite, single non vedovi e monogenitori non vedovi rappresentano il 39,7% del totale dei nuclei, diceva, contro il 21,9% di vent’anni prima. Se si prendono i soli adulti tra i 25 e i 64 anni, nel periodo è raddoppiata la quota di quanti vivono senza partner, dal 10,9% al 22,1% del totale. Ma quasi una persona sola su due (47%) ha più di 65 anni: ben 4,1 milioni di anziani soli, di cui oltre la metà (54%) sono vedove.
Le maggiori spese dei single
Tendenze che hanno anche un impatto sulla gestione del portafoglio, tanto che – calcola la società di consulenza finanziaria Moneyfarm – “chi vive da solo spende ogni mese 564 euro in più rispetto a una coppia che divide a metà le spese. L’indipendenza costa cara e il divario economico pesa soprattutto su alcune categorie di spese come abitazione, utenze domestiche e generi alimentari”.
Al numero ci si arriva considerando che, dopo la fiammata inflattiva che abbiamo visto negli ultimi anni, “la spesa media mensile per chi vive da solo è passata dai 1.796 euro del 2021 ai 1.972 euro del 2023, con un minimo di 1.825 euro per gli over 65 e un massimo di 2.156 euro per chi è in età da lavoro, tra i 35 e i 64 anni. Cifre decisamente superiori rispetto a quelle stimate per una coppia, che affronta costi mensili pari a 2.816 euro, quindi, nell’ipotesi di suddivisione equa delle spese tra i due partner, 1.408 euro a testa”. Ecco dunque le somme tirate: i single spendono 564 euro al mese in più rispetto a chi convive.
Casa, ma anche ristorante: dove nasce il gap
La forbice si scava soprattutto su alcune voci di spesa. “Anzitutto per vivere in due non serve un appartamento grande il doppio, per cui è inevitabile che la spesa per abitazione e utenze pesi molto di più sul bilancio dei single, con una differenza di ben 345 euro in più al mese (+65%) – spiega Moneyfarm sulla base dell’analisi dei dati Istat – Se si sommano anche le spese destinate a mobili ed altri servizi per la casa, chi vive in due spende mediamente 587 euro a testa al mese, contro i 949 euro di chi vive da solo”.
Anche sulle spese “di piacere” si nota questa forbice, l’effetto che la società di consulenza finanziaria chiama “dessert con due cucchiaini” che permette a una coppia di spendere “solo” 71 euro al mese per alberghi e ristoranti. “Al contrario, per la pizza con gli amici o una camera in hotel, i single devono mettere in conto 100 euro al mese, e cioè 29 euro in più (+41%).Per quanto riguarda i generi alimentari, bisogna tenere presente che il costo al chilo aumenta al diminuire della quantità acquistata, penalizzando i single: per cibo e bevande, chi vive solo spende in media ben 337 euro al mese, contro i 266 euro a testa di chi convive, con un maggior costo di 71 euro (+27%)”. E infatti per le spese “indivisibili”, cioè legate alla persona, invece, il costo mensile non varia sensibilmente.
L’effetto nel tempo: quanto si risparmia convivendo prima
Se questa è la fotografia statica, nel lungo periodo l’effetto sul bilancio personale si moltiplica. Prendiamo tre diversi 50enni, che avessero deciso di andare a convivere in età diverse e di dividere a metà le spese con il proprio partner. Quale sarebbe l’impatto sulle loro finanze?
- Chi va a convivere a 45 anni, a 50 anni avrà risparmiato 33.839 euro
- Chi va a convivere a 35 anni, a 50 anni avrà risparmiato 101.516 euro
- Chi va a convivere a 25 anni, a 50 anni avrà risparmiato ben 169.194 euro.
Soldi che, se investiti, a seconda degli anni e del rischio associato sarebbero potuti diventare gruzzoletti tra i 35 e i 240mila euro.