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“Era il salvadanaio per la mia vecchiaia”. Fwu, parlano i clienti della compagnia in liquidazione

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Molti investitori hanno scoperto da pochi giorni che la società lussemburghese è in liquidazione. Una cliente aveva provato a disinvestire due anni fa, ma fu convinta a restare
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Il contrario della trasparenza, sommato a un disastro comunicativo. Gli ingredienti del caso Fwu sono piuttosto simili a quelli di altri crack bancari o assicurativi avvenuti nel recente passato. Con l’aggravante che, stavolta, le autorità italiane - nello specifico l’Ivass - possono fare poco o nulla visto che la società in questione è del Lussemburgo.

Tempi biblici

Come scritto nei giorni scorsi da Repubblica la società tedesca - con affiliate in Austria e Lussemburgo - è in liquidazione e nessuno dei suoi clienti (110mila quelli italiani) può riscattare le proprie polizze fino a quando la situazione non si chiarirà. E ci vorrà tempo: entro sei mesi il liquidatore invierà a tutti i creditori una comunicazione, insieme a una dichiarazione di credito precompilata, poi ci sarà tempo fino al 2028 perché il liquidatore raccolga tutto il materiale e stabilisca quanto spetta a ognuno.

Il contrario della trasparenza, sommato a un disastro comunicativo. Gli ingredienti del caso Fwu sono piuttosto simili a quelli di altri crack bancari o assicurativi avvenuti nel recente passato. Con l’aggravante che, stavolta, le autorità italiane - nello specifico l’Ivass - possono fare poco o nulla visto che la società in questione è del Lussemburgo.

Tempi biblici

Come scritto nei giorni scorsi da Repubblica la società tedesca - con affiliate in Austria e Lussemburgo - è in liquidazione e nessuno dei suoi clienti (110mila quelli italiani) può riscattare le proprie polizze fino a quando la situazione non si chiarirà. E ci vorrà tempo: entro sei mesi il liquidatore invierà a tutti i creditori una comunicazione, insieme a una dichiarazione di credito precompilata, poi ci sarà tempo fino al 2028 perché il liquidatore raccolga tutto il materiale e stabilisca quanto spetta a ognuno.

Tra i risparmiatori regna l’incertezza

Nel frattempo, dal quadro che emerge parlando con i clienti di Fwu e leggendo i commenti sui social network, regna l’incertezza. E in alcuni casi l’inconsapevolezza. Sui gruppi Facebook infatti, ancora in queste ore continuano a scrivere risparmiatori che hanno appena scoperto della situazione di Fwu, nonostante la crisi sia diventata di pubblico dominio dal luglio 2024. Non è difficile immaginare che qualcuno sia ancora all’oscuro di tutto.

C’è chi si chiede se gli addebiti sul conto corrente siano ancora attivi (ma a molti non viene più effettuato alcun prelievo da luglio) ma c’è anche chi, non avendo il Rid, ha continuato a pagare regolarmente fino a gennaio scorso tramite bollettino Mav. Clienti inconsapevoli, quindi, ma anche clienti pressati: bisogna ricordare infatti che ancora a metà gennaio Fwu inviava lettere di sollecito dei pagamenti ai clienti che avevano smesso di versare, allarmati dalle notizie che circolavano.

Parola ai clienti

SM, cliente Fwu pugliese, ci spiega di aver scoperto tutto ad agosto “per puro caso, grazie a un post su Facebook di un avvocato” (si tratta di Antonio Pinto, responsabile del settore assicurativo di Confconsumatori) e di non aver “mai ricevuto una lettera cartacea né una mail in cui la società mi spiegasse cosa stava accadendo”.

SM, che preferisce non divulgare il suo nome, ha versato oltre diecimila euro in una polizza vita trentennale, “inizialmente con una rata da 300 euro mensili, per poi passare a 650 euro a trimestre” ma è consapevole che “non riavrò mai l’intero importo di quello che ho versato. E pensare che questa polizza doveva essere il salvadanaio per la mia vecchiaia”.

La cliente spiega di aver già provato due anni fa a contattare la Fwu al telefono per riscattare la polizza, “perché avevo bisogno di quei soldi”, ma la società le aveva risposto “che dovevo per forza parlare con il mio agente. Lo feci, e mi spiegò che se avessi riscattato in quel momento, dei quasi diecimila euro versati ne avrei riavuti 2800, così decisi di portare la polizza a scadenza”.

La rabbia contro l’Ivass

SM, come tanti altri risparmiatori sui gruppi Facebook e Telegram, se la prende anche con Ivass: “Mi sento tradita perché Ivass non avrebbe dovuto lasciar entrare questi soggetti nel mercato italiano”. Sul web circolano anche post di avvocati, veri o presunti che siano, che si auto-promuovono o vengono consigliati da sedicenti clienti. Ma la verità, al momento, è che si può solo attendere la lettera del liquidatore.

Nei gruppi online, per fortuna, girano anche vademecum con consigli utili sul da farsi come quello diffuso dal Sindacato italiano tutela investimento e risparmio. Tra questi “guardatevi da chi vi proponesse, in questa fase, azioni o iniziative - individuali o collettive come class action - verso Fwu: al momento si discute di una procedura concorsuale, e ogni iniziativa diversa da quella descritta non è utile”, e un altro prezioso, in questa fase così confusa: “Ognuno è libero di pagare consulenti ed esperti, ma in questa fase se ne può fare tranquillamente a meno”.

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