MILANO – Stop alla memecoin lanciata da Fabrizio Corona tra il 22 e il 23 febbraio scorso, con annuncio social sul canale Instagram. L’ennesima valuta digitale legata a un personaggio famoso, che nella fattispecie ha registrato un balzo iniziale e successivo tracollo. Tranne che per il fortunato investitore che è riuscito – è stato ricostruito sui siti specializzati – ad accaparrarsene una buona quantità di $CORONA poco prima dell’annuncio pubblico del suo lancio e a liquidarle proprio all’apice del successo, guadagnando quasi 90mila euro in pochi minuti schivando le successive perdite.
Una valuta che è finita nel mirino della vigilanza dei mercati finanziari italiani, che ha decretato lo stop: la Consob ha infatti posto fine all’offerta “abusiva di cripto-attività denominate ‘memecoin $CORONA’, rivolta al pubblico italiano e promossa anche tramite il sito internet www.getcoronamemes.com, senza aver notificato alla Consob il documento informativo (white-paper) richiesto da Micar”.
Si tratta del set di norme europee che ha da poco dato maggiori poteri di intervento proprio alla Consob e obbligato gli offerenti di questi prodotti a maggiore trasparenza.
La Consob ha fatto sapere di avere bloccato altri sei siti mediante i quali erano prestati servizi per le cripto-attività senza le autorizzazioni prescritte da Micar:
- “Spazio Finanziario” (sito internet www.spaziofinanziario.it e relative e pagine www.clients.spaziofinanziario.com e www.trading.spaziofinanziario.com);
- “HTXcoin-az” (sito internet https://m.htxcoin-az.com);
- “Stock Credit Wallet” (sito internet https://stockcreditwallet.com);
- “Paycraftv.top”/“Paycraftn.top” (siti internet https://paycraftv.top e https://paycraftn.top);
- “CoinBank Exchange” (sito internet https://coinbankexchange.icu).
Altri quattro siti sono stati spenti, anche se l’oscuramento può richiedere qualche giorno, questa volta per intermediazione finanziaria abusiva:
- “Capitalgates” (sito internet https://capitalgates.io);
- “Tux” (siti internet https://tuxitu.com e https://tuxamity.com);
- “AquillaFX” (sito internet https://aquillafx.net e relativa pagina https://client.aquillafx.net).
In tutto sono undici i siti oscurati questa settimana. Sale, così, a 1247 il numero totale dei siti bloccati dalla Consob a partire da quando, nel luglio 2019, l’Autorità è stata dotata del potere di ordinare l’oscuramento dei siti web degli intermediari finanziari abusivi.
“La Consob – si legge in una nota – richiama l’attenzione dei risparmiatori sull’importanza di usare la massima diligenza al fine di effettuare in piena consapevolezza le scelte di investimento, adottando comportamenti di comune buon senso, imprescindibili per salvaguardare il proprio risparmio: tra questi, la verifica preventiva, per i siti che offrono servizi finanziari e su cripto-attività, che l’operatore tramite cui si investe sia autorizzato e, per le offerte di prodotti finanziari e di cripto-attività, che sia stato pubblicato il prospetto informativo o il white paper”.
In una comunicazione separata, con la Banca d'Italia, Consob ha dato indicazioni sulle modalità di contabilizzazione in bilancio delle cripto-attività, sugli standard di trasparenza verso il mercato finanziario e sulle verifiche a cui sono tenuti i revisori contabili. “Pur senza introdurre obblighi”, le due autorità “evidenziano l'importanza di fornire in bilancio informazioni utili per comprendere gli effetti delle cripto-attività sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria, alla luce dell'esposizione e del rischio legato alle posizioni detenute”.