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Il paradosso del boomer: la pensione non basta, ma ci sono i figli da aiutare

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Cresce la preoccupazione sul futuro personale, nonostante la consapevolezza di esser parte di una generazione fortunata. Il 75% ha dato sostegno economico a figli e nipoti
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MILANO – Una generazione privilegiata, se rapportata a quella “mille euro” o ai figli della gig economy e dei contrattini. Ma che è ugualmente finita in una spirale che sa tanto di una trappola.

I boomer italiani che si avvicinano alla pensione sono stretti da un lato dalla preoccupazione sulla tenuta del proprio futuro economico, e dall’altra parte dalla necessità di supportare figli e nipoti che rischiano di star peggio di loro.

E’ il risultato di una indagine che Moneyfarm, la piattaforma digitale per la gestione degli investimenti, ha svolto su un campione rappresentativo di cittadini nati tra il 1955 e il 1969.

“Il 69% dei boomer intervistati dichiara di provare ansia per le proprie prospettive economiche, con picchi del 76% tra le donne e del 77% tra…

MILANO – Una generazione privilegiata, se rapportata a quella “mille euro” o ai figli della gig economy e dei contrattini. Ma che è ugualmente finita in una spirale che sa tanto di una trappola.

I boomer italiani che si avvicinano alla pensione sono stretti da un lato dalla preoccupazione sulla tenuta del proprio futuro economico, e dall’altra parte dalla necessità di supportare figli e nipoti che rischiano di star peggio di loro.

E’ il risultato di una indagine che Moneyfarm, la piattaforma digitale per la gestione degli investimenti, ha svolto su un campione rappresentativo di cittadini nati tra il 1955 e il 1969.

“Il 69% dei boomer intervistati dichiara di provare ansia per le proprie prospettive economiche, con picchi del 76% tra le donne e del 77% tra chi, avendo tra i 56 e i 61 anni, è ancora distante dall’uscita dal mondo del lavoro. Afferma di non sentirsi mai preoccupato solamente il 9%, una media tra l’11% degli uomini e il 6% delle donne”, dice la ricerca.

Come si diceva, sei su dieci sanno di far parte di una generazione fortunata, ma solo uno su quattro (24%) ritiene che l’assegno sarà sufficiente a garantire un tenore di vita adeguato, con punte di pessimismo tra le donne (18%). Un terzo dice che risparmi e previdenza integrativa sono fondamentali per costruirsi la sicurezza negli anni a venire, ma quasi la metà investe con un orizzonte temporale inferiore ai cinque anni.

All’ansia di natura personale si somma quella per chi arriva dopo: “Il 79% dei genitori boomer si dice in ansia per il futuro economico di figli e nipoti e il 75% dichiara di averli già sostenuti finanziariamente nel corso della loro vita adulta, spesso anche a costo di sacrifici personali (41%). Un sostegno che, nella maggioranza dei casi, viene vissuto come un’esperienza positiva: per il 46% è stato motivo di felicità, per un altro 25% un dovere naturale, segno di un forte senso di responsabilità intergenerazionale”.

E non è detto che in futuro l’aiuto offerto torni indietro: solo 3 boomer su 10 sono certi che riceveranno aiuto dai figli in caso di bisogno, mentre per la maggioranza si tratta più di una speranza che di una sicurezza. “Il paradosso dei boomer è quello di una generazione che ha costruito ricchezza e stabilità, ma che oggi fatica a sentirsi davvero protetta – sintetizza Andrea Rocchetti, global head of wealth di Moneyfarm.  – L’allungamento delle aspettative di vita impone di ripensare profondamente la previdenza: una fase pensionistica che può durare vent’anni o più non può essere affrontata con strumenti studiati per un orizzonte molto più breve”.

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