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Le nuove regole sui bonus edilizi: stop alle imprese improvvisate, multe salate e assicurazioni obbligatorie per i tecnici

Dalla stretta sulle aziende che possono svolgere i lavori alle nuove sanzioni per i falsi certificati: ecco cosa cambia dopo il nuovo giro di interventi del governo
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Bonus edilizi ammessi solo se le imprese applicano i contratti di lavoro di settore.  Più tutele per i contribuenti che avviano i lavori grazie  ai nuovi massimali delle assicurazioni obbligatorie per i tecnici che devono certificare le spese. Multe fino a 50.000 euro e rischio di carcere per i tecnici che  rilasciano false asseverazioni per lavori inesistenti. Le novità arrivano dalle misure approvate venerdì dal Consiglio dei ministri che ha previsto anche la ripresa della possibilità di cessione multiple dei crediti, ma con un bollino per consentire la tracciabilità. 

Stop a imprese “improvvisate”

I bonus per i lavori edilizi potranno essere riconosciuti solo se i lavori vengono eseguiti da imprese in regola dal punto di vista dell’applicazione dei contratti di settore.  Per questo motivo su tutti gli appalti  diventa obbligatorio per il titolare della ditta indicare il riferimento al contratto c…

Bonus edilizi ammessi solo se le imprese applicano i contratti di lavoro di settore.  Più tutele per i contribuenti che avviano i lavori grazie  ai nuovi massimali delle assicurazioni obbligatorie per i tecnici che devono certificare le spese. Multe fino a 50.000 euro e rischio di carcere per i tecnici che  rilasciano false asseverazioni per lavori inesistenti. Le novità arrivano dalle misure approvate venerdì dal Consiglio dei ministri che ha previsto anche la ripresa della possibilità di cessione multiple dei crediti, ma con un bollino per consentire la tracciabilità. 

Stop a imprese “improvvisate”

I bonus per i lavori edilizi potranno essere riconosciuti solo se i lavori vengono eseguiti da imprese in regola dal punto di vista dell’applicazione dei contratti di settore.  Per questo motivo su tutti gli appalti  diventa obbligatorio per il titolare della ditta indicare il riferimento al contratto collettivo applicato. Questo stesso riferimento deve essere riportato nelle fatture, al fine di consentire le verifiche da parte dell’Agenzia delle entrate. La nuove norme si applicheranno comunque solo ai contratti di appalto successivi all’entrata in vigore del decreto. In questo modo ci saranno maggiori garanzie sulla qualità stessa dei lavori, dopo i tanti casi di imprese nate da un giorno all’altro e senza la necessaria qualificazione tecnica, a maggior tutela di chi appalta i lavori.

Più alti i massimali di assicurazione per i tecnici

Un ulteriore intervento di garanzia riguarda l’aumento dei massimali dell’assicurazione obbligatoria per i tecnici che certificano il raggiungimento dei requisiti previsti dalle norme e la correttezza della spesa. Da ora in poi il massimale a tutela di possibili danni passa da 500.000 euro ad una somma pari agli importi dell’intervento oggetto delle asseverazioni. 

Multe salate e carcere per le false attestazioni

Aumentano anche le sanzioni per i tecnici  che dovessero rilasciare false attestazioni. In caso di dichiarazioni false relative al  fatto che i lavori siano stati effettivamente eseguiti, oppure in mancanza di informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto, o di false attestazioni sulla congruità delle spese, scatta infatti  la reclusione da due a cinque anni e  la multa da 50.000 a 100.000 euro. Inoltre se la falsa attestazione è stata fatta per ottenere  un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata.

Ritornano le cessioni multiple ma solo verso intermediari regolamentati

Con le nuove norme viene anche cancellato il blocco delle cessioni per cui torna ad essere possibile per chi accetta crediti da bonus edilizi la successiva cessione e non sarà più obbligato a utilizzarli direttamente  in compensazione. Consentite al massimo due cessioni successive alla prima che però, potranno essere fatte esclusivamente a favore di  banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario, imprese di assicurazione. In sostanza dopo la prima cessione non sarà più possibile far circolare i crediti al di fuori del mercato finanziario regolamentato. Inoltre non sarà possibile la cessione parziale dei crediti.

Arriva il bollino per la tracciabilità

Per facilitare i controlli  sulle cessioni, poi, al credito è attribuito un codice identificativo univoco,  una sorta di “bollino”, che dovrà essere indicato  nelle comunicazioni per le cessioni successive. Queste disposizioni  si applicano alle operazioni di prima cessione o  sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022. 

Risolto il problema dei crediti sequestrati

Con il decreto, infine, è stato risolto  anche uno degli altri problemi sollevati dagli istituti di credito in riferimento alle somme  sequestrate dall’Autorità giudiziaria in seguito alla scoperta delle di frodi.  Una volta sbloccati questi crediti  potranno essere utilizzati in compensazione nel corso degli anni originariamente previsti (dieci per i bonus ordinari, cinque o quattro per il Superbonus), senza contare il periodo nel quale sono stati oggetto di sequestro.