Proroga di tre mesi per le villette per raggiungere il minimo dei lavori che danno diritto al Superbonus, fino a fine anno. Nessuna novità ancora in materia di cessione dei crediti. La bozza del decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri su questo punto risulta infatti ancora "in corso di valutazione". Le imprese intanto sono sempre più in affanno anche a causa del divieto alla cessione frazionata dei crediti.
Nuova scadenza per i lavori a settembre
Per quel che riguarda le villette e in generale i fabbricati unifamiliari, l'articolo 14 della bozza del decreto sposta in avanti di tre mesi, da giugno a settembre, il termine entro il quale occorre avere realizzato almeno il 30% dei lavori per avere diritto al Superbonus fino al 31 dicembre 2022. Inoltre è stato chiarito che nella quota da realizzare obbligatoriamente possono essere compresi tutti i lavori a progetto, non solo quelli che danno diritto al Superbonus.
Ancora in discussione le novità per la cessione di crediti
Ancora nulla di fatto invece, sempre stando alla bozza circolata fino a questo momento, in materia di cessione dei crediti. La questione risulta comunque in discussione, in quanto è inserito un comma ad hoc nello stesso articolo 14, che però risulta in fase di valutazione. Diverse le ipotesi circolate sull'argomento: dalla possibilità per le banche di procedere fin da subito alla cessione dei crediti ai propri correntisti, senza cioè attendere la quarta cessione, a quella di consentire la cessione dei crediti da parte degli istituti anche per singole annualità. Si tratterebbe però in questo caso di una sorta di frazionamento che va contro le norme in vigore dal 1° di maggio che vietano appunto questa possibilità. Ma, considerando quante volte il Superbonus è stato oggetto di modifiche proprio su questi temi, non è da escludere nulla.
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Mercato sempre fermo
In attesa di ulteriori interventi comunque di fatto il mercato è fermo. Scaduti il 29 aprile i termini per la comunicazione di cessione dei crediti per contribuenti Irpef, resta questa possibilità ancora per i titolari di partita Iva e le imprese, che avranno tempo fino al 15 ottobre per cedere il credito acquisito dai contribuenti ai quali hanno applicato lo sconto in fattura. In realtà anche questa strada al momento risulta in salita, se non impraticabile.
Imprese sempre più in affanno
In particolare Poste Italiane da tempo non accetta più cessione dei crediti da parte delle imprese. Come ha sottolineato la Presidente di Federcostruzioni, Paola Marone, che ha incontrato il Condirettore Generale di Poste, Giuseppe Lasco, questo sta creando gravi difficoltà ai moltissimi imprenditori e professionisti che in passato avevano ceduto prime quote di credito a Poste, che ora hanno ora i cassetti fiscali pieni di crediti frammentati senza alcuna possibilità di circolazione. "I cambiamenti della normativa avvenuti nel corso degli ultimi mesi hanno inciso sulle attività in corso" ha evidenziato Marone in una nota diffusa dopo l'incontro "e la conseguenza è che oggi le imprese si ritrovano fortemente esposte con crediti senza mercato, e quindi in difficoltà finanziaria, proprio nel momento in cui gli aumenti delle materie prime e dei servizi per le costruzioni sono al massimo livello e impattano negativamente sui cantieri in essere. Il rischio è un default per le costruzioni." Nel corso della riunione, ha spiegato l'associazione, Poste ha riferito che il problema è di carattere normativo avendo già raggiunto la capienza massima consentita di 9,5 miliardi di crediti. Per affrontare la questione Federcostruzioni ed ANCE stanno predisponendo un documento da sottoporre a Governo e Parlamento per il superamento di tale problematica.