Superbonus, sì alla cessione dei vecchi crediti. Cosa cambia con le modifiche del dl Semplificazioni
di Antonella Donati , di Antonella DonatiSì alla cessione delle banche ai propri correntisti con partita Iva di tutti i crediti da bonus casa, compresi quelli precedenti al 1° maggio scorso. Dopo una giornata di trattative l'Aula della Camera ha infatti approvato un emendamento al decreto Semplificazioni che cancella le norme che limitavano questa possibilità. Perché la novità diventi operativa occorre però attendere la modifica alla piattaforma di cessione del credito da parte dell'Agenzia delle entrate.
I crediti bloccati
E' dunque arrivata la parola fine per una vicenda che si trascina ormai da mesi ed è stata al cento di polemiche nel governo. Le misure che hanno bloccato la cessione dei crediti risalgono al febbraio scorso quando, con un primo intervento antifrode, era stato messo lo stop alla possibilità di cessioni senza limiti dei crediti, consentendo un solo passaggio. La misura però è stata immediatamente corretta per non congelare del…
Sì alla cessione delle banche ai propri correntisti con partita Iva di tutti i crediti da bonus casa, compresi quelli precedenti al 1° maggio scorso. Dopo una giornata di trattative l'Aula della Camera ha infatti approvato un emendamento al decreto Semplificazioni che cancella le norme che limitavano questa possibilità. Perché la novità diventi operativa occorre però attendere la modifica alla piattaforma di cessione del credito da parte dell'Agenzia delle entrate.
I crediti bloccati
E' dunque arrivata la parola fine per una vicenda che si trascina ormai da mesi ed è stata al cento di polemiche nel governo. Le misure che hanno bloccato la cessione dei crediti risalgono al febbraio scorso quando, con un primo intervento antifrode, era stato messo lo stop alla possibilità di cessioni senza limiti dei crediti, consentendo un solo passaggio. La misura però è stata immediatamente corretta per non congelare del tutto il mercato: l'impossibilità di effettuare successive cessioni, infatti aveva avuto come risultato immediato il totale blocco dell'acquisto di nuovi crediti da parte degli operatori finanziari. A risultare in difficoltà soprattutto le piccole imprese che avevano stipulato appalti di importo rilevante contando sulla possibilità di un rientro in tempi brevi delle somme anticipate con la formula dello sconto in fattura. Da una sola cessione, con una serie di correttivi in corso d'opera, si è dunque arrivati prima a tre, poi a quattro. Nel frattempo però è aumentato il plafond di crediti incagliati, ossia crediti ceduti per i quali non è mai arrivata la comunicazione di accettazione o rifiuto. Secondo gli ultimi dati della Confartigianato si tratta di 5,2 miliardi a fine giugno, il 71,2 per cento per il superbonus e il 28,8 per gli altri bonus edilizi, e la loro inesigibilità costerebbe la perdita di 47 mila addetti nelle micro e piccole imprese.
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I rischi per la responsabilità solidale
La soluzione trovata alla fine è stata quella di consentire alle banche di procedere con cessioni nei confronti dei correntisti dotati di partita Iva in modo da liberare risorse per acquistare nuovi crediti. Nella prima versione del decreto Aiuti, modificata con l'approvazione dell'emendamento, questa possibilità era stata riservata ai soli crediti tracciabili, ossia a quelli ceduti dal 1° maggio in poi, per i quali è possibile risalire all'originario cessionario e quindi rendere più facili i controlli antifrode. Il blocco è stato rimosso ma resta in piedi la solidarietà, cioè la responsabilità nei confronti del Fisco di chi acquista il credito se questo proviene da operazioni irregolari, anche se ceduto dalla banca. Su questo punto, della solidarietà, il governo è stato infatti irremovibile. Restano quindi i dubbi sul fatto che la nuova possibilità di cessione consenta gli effetti sperati di completa riapertura del mercato.
Piattaforma sempre in stand by
In ogni caso, perché le operazioni possano partire sarà necessario attendere ancora qualche tempo. L'Agenzia delle Entrate deve infatti aggiornare la piattaforma di cessione dei crediti per rendere concretamente possibili le cessioni a soggetti al di fuori del sistema finanziario. Per questo però, come già accaduto in passato con le altre modifiche alle norme, è prevedibile che il direttore Ruffini voglia attendere la definitiva conversione in legge del decreto, che comunque deve avvenire entro il 20 agosto.