Superbonus, cedere i crediti a banche e Poste costa sempre di più. E il mercato riparte solo a metà
______ _____________________ , ______ _____________________Cessione del credito meno conveniente e mercato che dà solo qualche piccolo segnale di riapertura. La circolare delle Entrate del 6 ottobre scorso ha dato diversi chiarimenti ma ha confermato la necessità di assicurare maggior controlli su queste operazioni. Di conseguenza si sono allungati i tempi di gestione delle pratiche e anche per questo gli acquisti da parte di molti istituti di credito non sono ripresi. Le nuove offerte, comunque, sono praticamente allineate, e decisamente al ribasso rispetto a quale mese fa.
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Quanto si ottiene oggi con la cessione
Per il Superbonus, ad esempio, Poste offre l'85,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato per i crediti in recupero in 4 anni, ossia per le spese del 2022, il che corrisponde a 94 euro per ogni 110 euro di bonus. Per gli interventi diversi dal Superbonus ma con scadenza a cinque anni si potrà avere l'84,5 per cento del valore nominale…
Cessione del credito meno conveniente e mercato che dà solo qualche piccolo segnale di riapertura. La circolare delle Entrate del 6 ottobre scorso ha dato diversi chiarimenti ma ha confermato la necessità di assicurare maggior controlli su queste operazioni. Di conseguenza si sono allungati i tempi di gestione delle pratiche e anche per questo gli acquisti da parte di molti istituti di credito non sono ripresi. Le nuove offerte, comunque, sono praticamente allineate, e decisamente al ribasso rispetto a quale mese fa.
Esperto Superbonus, fai la tua domanda
Quanto si ottiene oggi con la cessione
Per il Superbonus, ad esempio, Poste offre l'85,5% del valore nominale del credito d’imposta maturato per i crediti in recupero in 4 anni, ossia per le spese del 2022, il che corrisponde a 94 euro per ogni 110 euro di bonus. Per gli interventi diversi dal Superbonus ma con scadenza a cinque anni si potrà avere l'84,5 per cento del valore nominale del credito d’imposta maturato, ossia 84,5 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta , mentre per le detrazioni con scadenza a dieci anni si potranno avere 70 euro ogni 100 di credito maturato. In pratica se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito d’imposta è pari al 110 per cento con recupero fiscale in quattro anni, il controvalore riconosciuto sarà pari a 94.050 euro; se il costo dei lavori è di 100.000 euro e il credito d’imposta è pari all’80 per cento con recupero fiscale in 5 anni (sismabonus ordinario), il controvalore riconosciuto sarà pari a 68.320.125 euro; se il costo dei lavori è di 10.000 euro e il credito d’imposta è pari al 50 per cento con recupero fiscale in 10 anni , il controvalore riconosciuto sarà pari a 35.000 euro.
Analoga l’offerta di Intesa San Paolo a valere dal 10 ottobre, anche se l’istituto prevede solo due opzioni: detrazioni d’imposta fino a cinque anni e detrazioni con durata di dieci anni. Nel primo caso, sia per il Superbonus che per le detrazioni con diversa aliquota, viene restituito l’85,45 per cento del valore nominale del credito. Per le altre detrazioni è previsto invece il 70 per cento.
Mercato al ribasso
Rispetto ad un anno fa, ossia prima della stretta seguita al decreto Antifrode del 21 novembre 2021, era invece possibile ricevere anche 102 euro a fronte dei 110 euro di credito d’imposta riconosciuto dal Superbonus, mentre per i bonus a dieci anni era riconosciuto anche l’80 per cento. In seguito al decreto il mercato ha di fatto subito un blocco, con timide successive riaperture, ma ogni volta sempre con prezzi meno convenienti. E questo trend è destinato a proseguire.
Più controlli sui lavori
La circolare dell’Agenzia delle entrate di inizio mese, che ha chiarito i limiti per la responsabilità solidale in caso di frodi, ha infatti ribadito ancora una volta la necessità da parte degli istituti di procedere con controlli accurati e con la richiesta di documentazione aggiuntiva, compresa la lista dei bonifici effettuati, e soprattutto di acquisire sempre la prova del fatto che i lavori siano effettivamente stati realizzati. I tempi di lavorazione delle pratiche, quindi, si sono necessariamente allungati e anche per questo i costi sono aumentati.
Novità dal 2023 per i condomini
Le difficoltà a cedere il credito dovrebbero però essere sensibilmente ridotte per i condomini grazie all’obbligo di rivolgersi esclusivamente ad imprese con certificazione Soa. La certificazione Soa, rilasciata da soicetà autorizzate dall'Autorità nazionale anticorruzione, è un atto che attesta la capacità economica e tecnica di un’impresa ai fini dell’esecuzione di appalti pubblici superiori ai 150.000 euro, e ora anche di lavori condominiali di importo superiore a 516.000 euro. Per ottenere l'attestazione viene effettuata una verifica della solidità dell’impresa che deve avere bilanci in attivo, cifra d’affari in lavori già realizzati pari al 100 per cento degli importi richiesti dall'appalto; costo complessivo sostenuto per il personale dipendente non inferiore al 15 per cento della cifra d’affari in lavori; idonea direzione tecnica e requisiti di solidità patrimoniale. Per ottenere l'attestazione, poi, sono richieste anche idonee referenze bancarie. Questo fa sì che le imprese ai quali potranno essere appaltati i lavori condominiali potranno più facilmente acquisire direttamente il credito dai condomini non solo per cederlo alle banche ma anche per utilizzarlo direttamente.