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Superbonus, stop ai familiari conviventi: per le nuove regole sulle villette sono esclusi dalle detrazioni anche se partecipano alle spese

Le nuove norme per accedere al 90% dal 2023 legano le detrazioni ai diritti reali sull'immobile. Vuol dire che sono esclusi quelli che hanno contratti di locazione o di comodato, ma anche i familiari del proprietario. Così il marito non potrà avere il Superbonus se la casa è intestata solo alla moglie e la moglie è incapiente, o viceversa
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Stop al Superbonus per il marito che sostiene le spese sulla casa solo della moglie. Quando si tratta di villette, a partire dal prossimo anno diventa impossibile dividere la detrazione con i propri familiari. La precisazione è contenuta nella relazione illustrativa al decreto Aiuti quater che approda in Parlamento. Le novità non riguardano comunque i lavori in corso negli immobili  che usufruiscono della proroga al 2023 avendo già raggiunto l 30% dei lavori alla fine dello scorso mese di settembre. 

ESPERTO SUPERBONUS, fai la tua domanda

Proprietà e diritti reali 

Il decreto ha previsto l’accesso al Superbonus, con l’aliquota ridotta al 90%, per le villette e gli edifici funzionalmente autonomi solo quando si tratta di prima casa e a fronte di un reddito familiare di riferimento fino a 15.000 euro. Inoltre per espressa indicazione delle norme la detrazione è riservata solo a proprietari e titolari di altri diritti reali…

Stop al Superbonus per il marito che sostiene le spese sulla casa solo della moglie. Quando si tratta di villette, a partire dal prossimo anno diventa impossibile dividere la detrazione con i propri familiari. La precisazione è contenuta nella relazione illustrativa al decreto Aiuti quater che approda in Parlamento. Le novità non riguardano comunque i lavori in corso negli immobili  che usufruiscono della proroga al 2023 avendo già raggiunto l 30% dei lavori alla fine dello scorso mese di settembre. 

ESPERTO SUPERBONUS, fai la tua domanda

Proprietà e diritti reali 

Il decreto ha previsto l’accesso al Superbonus, con l’aliquota ridotta al 90%, per le villette e gli edifici funzionalmente autonomi solo quando si tratta di prima casa e a fronte di un reddito familiare di riferimento fino a 15.000 euro. Inoltre per espressa indicazione delle norme la detrazione è riservata solo a proprietari e titolari di altri diritti reali sull'immobile. Tra gli "altri diritti reali" rientrano usufrutto e diritto di abitazione. Questi diritti, per aver valore debbono essere trascritti nei registri immobiliari, quindi possono essere attribuiti solo con un atto notarle, o, come nel caso del diritto di abitazione del coniuge superstite, per sucessione.

Nuovo criterio di esclusione

Legare l'agevolazione alla proprietà è, precisa la relazione, un ulteriore criterio che esclude dal Superbonus tutti gli altri soggetti che fino ad oggi erano ammessi ad usufruire della detrazione a fronte del pagamento delle spese, a prescindere dal diritto di proprietà. Rientravano in particolare i titolari di contratti di locazione o di comodato, ma anche i familiari del proprietario. In questo caso era richiesto solo essere conviventi con il proprietario prima dell’avvio dei lavori. Dal gennaio 2023, invece, anche i familiari sono fuori.

Niente bonus a coniuge e figli 

Nel testo della relazione illustrativa si legge infatti che la limitazione relativa ai diritti di proprietà è uno specifico requisito aggiuntivo di tipo “soggettivo” richiesto a partire dal prossimo anno, e che va inteso in maniera restrittiva, quindi senza prevedere la possibilità di dividere le spese con altri soggetti che non siano titolari di questi diritti. Di conseguenza, diversamente da quanto accaduto finora, non risultano più agevolabili le spese sostenute “da persone fisiche che non risultano proprietari o titolari di diritto reale di godimento (ad es. familiari conviventi)”. Così in particolare dal prossimo anno, ad esempio, il marito non potrà avere il Superbonus se la casa è intestata solo alla moglie e la moglie è incapiente, o viceversa. Stop anche alla possibilità di “trasferire” o suddividere la detrazione tra genitori a figli e così via. In tutti questi casi se il proprietario è incapiente l’unica possibilità di usufruire del Superbonus sarà quella della cessione del credito.

Nessun impatto sui lavori in corso

In ogni caso queste disposizioni più restrittive non riguardano i lavori in corso nelle villette per i quali con l decreto Aiuti quater è stata prevista la proroga del Superbonus con aliquota al 110% a patto di aver concluso almeno il 30% dei lavori a fine settembre. Come precisato nella relazione, infatti, in queste situazioni restano confermate le regole attuali.