Superbonus, lavori fermi e crediti congelati: dai parenti alla revisione della Cilas, ecco le possibili soluzioni
di Antonella Donati , di Antonella DonatiCessioni dei crediti ancora bloccata e prospettive quanto mai incerte dopo le sentenze della Cassazione che hanno ribadito quanto da tempo previsto dalla legge e rimarcato dall'Agenzia delle entrate, ossia il fatto che il dritto alla detrazione, e quindi alla cessione del credito, scatta solo dopo che i lavori sono stati effettivamente eseguiti. I semplici acconti dunque non sono detraibili e se il Fisco ha qualche dubbio sulle somme oggetto di cessione a stato di avanzamento dei lavori (Sal), può far scattare il sequestro nei confronti del cessionario. Quali possibili soluzioni per chi ha lavori in corso, ha già ceduto i Sal ma la ditta non ha più liquidità per portare avanti i lavori? E cosa deve fare invece chi si appresta ad avviare i lavori e non ha capienza per la detrazione? Vediamo cosa fare.
Cessione bloccata e terzo Sal in attesa
Il problema dei lavori rimasti a metà riguarda essenzialmente i piccoli condomini e le villette. Sono qu…
Cessioni dei crediti ancora bloccata e prospettive quanto mai incerte dopo le sentenze della Cassazione che hanno ribadito quanto da tempo previsto dalla legge e rimarcato dall'Agenzia delle entrate, ossia il fatto che il dritto alla detrazione, e quindi alla cessione del credito, scatta solo dopo che i lavori sono stati effettivamente eseguiti. I semplici acconti dunque non sono detraibili e se il Fisco ha qualche dubbio sulle somme oggetto di cessione a stato di avanzamento dei lavori (Sal), può far scattare il sequestro nei confronti del cessionario. Quali possibili soluzioni per chi ha lavori in corso, ha già ceduto i Sal ma la ditta non ha più liquidità per portare avanti i lavori? E cosa deve fare invece chi si appresta ad avviare i lavori e non ha capienza per la detrazione? Vediamo cosa fare.
Cessione bloccata e terzo Sal in attesa
Il problema dei lavori rimasti a metà riguarda essenzialmente i piccoli condomini e le villette. Sono queste infatti le situazioni nelle quali più di frequente si è dato il via ai lavori affidandosi a ditte piccole senza gli strumenti economici necessari per portare avanti il lavoro, o affidandosi a General Contactor poco corretti. Chi si trova in queste situazioni e ha già ceduto i primi due Sal ad un istituto di credito dovrà comunque terminare i lavori, anche perchél'istituto di credito, qualora non avesse ancora sbloccato la pratica, potrebbe chiedere la prova della conclusione dell'intervento anche per liquidare le richieste già presentate.
Chiusura dei lavori prima del 730
Quanto alle scadenze, il termine per la conclusione dei lavori deve essere precedente a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale si sarebbe usata la detrazione che invece è stata ceduta, in base al principio che fa scattare il diritto all'agevolazione solo a fronte del completamento dell'intervento. Quindi, salvo ulteriori chiarimenti delle Entrate, chi ha ceduto uno o due Sal nel 2022 deve obbligatoriamente chiudere i lavori entro la data ultima per la presentazione del modello 730 o del modello Redditi nel quale sarebbe stata altrimenti inserita la detrazione.
Rivedere la Cilas se manca liquidità
Se la ditta che ha avviato l'intervento non è in grado di completarlo per problemi di liquidità si dovrà far fronte alle spese. In questo caso, se l'impresa è ancora operativa, si potrà proporre il pagemento dell'ultimo Sal, e portare quindi le relative somme in detrazione. Possibile anche rivedere il progetto iniziale eliminando le lavorazioni non indispensabili per il raggiungimento del salto di due classi energetiche. Se invece la ditta è irreperibile occorre rivolgersi ad un'altra impresa, eventualmente valutando la possibilità di ottenere uno sconto in fattura, anche parziale, oppure anche in questo caso far fronte di tasca propria all'ultima trache dei lavori. In questi due ultimi casi sarà necessario presentare una variante alla Cilas ma l'operazione non crea alcun problema dal punto di vista fiscale e mette al riparo da qualunque contestazione.
Rinunciare alla cessione
Come ultima possibilità resta quella di presentare alle Entrate la domanda di rinuncia al credito. Occore ovviamente un accordo con il cessionario che dovrà firmare a sua il modello da inviare alle Entratee, ovviamente, si vedrà cancellare le somme dal suo cassetto fiscale. Modello e istruzioni sul sito a questo indirizzo:
Ripartire la detrazione con i familiari
Chi ha ceduto i primi Sal, come detto, può portare in detrazione il terzo. In questo caso, se non c'è sufficiente capienza nelle imposte si può dividere l'agevolazione ai propri familiari conviventi. Per i condomini e le villette con lavori in corso quest'anno, infatti, questa opportunità è sempre prevista. La procedura è semplicissima in quanto basta annotare sulla fattura il nome del soggetto che ha sostenuto in tutto o in parte la spesa, al posto di chi ha avviato la pratica. In questo modo si potrà recuperare la prima rata di detrazione con il prossimo 730.