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Superbonus, niente proroga per le villette. Stallo sui crediti: cessione impossibile a banche e Poste

Salta il rinvio della scadenza per gli edifici unifamiliari. Ancora bloccata la situazione crediti, ma alcune Regioni si fanno avanti per acquistarli. Ecco chi può ancora accedere alla maxi agevolazione fiscale
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Niente proroga per il Superbonus per le villette con i lavori in corso, e ancora nessuna indicazione sul reddito familiare per avviare i nuovi lavori. Stallo anche sul fronte della cessione dei crediti per privati e imprese, con l’unica novità di alcune regioni che acquistano i crediti ceduti dalle banche. Si presenta così il quadro del Superbonus alla vigilia dalla prima approvazione della direttiva europea che punta a rendere obbligatori per i singoli stati di interventi di riqualificazione energetica. Ecco lo stato dell’arte.

Le villette con i lavori in corso

Per le villette alcuni emendamenti presentati al decreto Milleproroghe avevano proposto di ampliare i tempi per la realizzazione dei lavori. Attualmente il termine è fissato al  31 marzo 2023 per tutti coloro che avevano lavori in corso e hanno centrato l’obbiettivo del 30% dell’intervento realizzato al 30 settembre 2022. Gli emendamenti, però, sono stati boc…

Niente proroga per il Superbonus per le villette con i lavori in corso, e ancora nessuna indicazione sul reddito familiare per avviare i nuovi lavori. Stallo anche sul fronte della cessione dei crediti per privati e imprese, con l’unica novità di alcune regioni che acquistano i crediti ceduti dalle banche. Si presenta così il quadro del Superbonus alla vigilia dalla prima approvazione della direttiva europea che punta a rendere obbligatori per i singoli stati di interventi di riqualificazione energetica. Ecco lo stato dell’arte.

Le villette con i lavori in corso

Per le villette alcuni emendamenti presentati al decreto Milleproroghe avevano proposto di ampliare i tempi per la realizzazione dei lavori. Attualmente il termine è fissato al  31 marzo 2023 per tutti coloro che avevano lavori in corso e hanno centrato l’obbiettivo del 30% dell’intervento realizzato al 30 settembre 2022. Gli emendamenti, però, sono stati bocciati, e quindi è obbligatorio concludere i lavori entro la data prevista, altrimenti il Superbonus è escluso. 

Solo prima casa da ora in poi

Dal 1° gennaio di quest’anno, infatti, le villette e gli immobili funzionalmente autonomi potranno essere ammessi al Superbonus al 90% a patto che si tratti di prima casa e che il proprietario abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, calcolato sommando i redditi di tutti i familiari e dividendoli per i quozienti previsti dal decreto Aiuti-quater.  Il decreto è in vigore dal 18 novembre scorso, ma fino ad ora non c’è stato nessun intervento, né da parte del governo né da parte dell’Agenzia delle Entrate, che chiarisse come fare concretamente i calcoli, e quali redditi vanno effettivamente considerati. Anche volendo fare interventi di Superbonus, quindi, in in questo caso è tutto fermo.

Le regole per i condomini

Continuano invece a beneficiare  del Superbonus al 110%  i condomini che hanno presentato la Cilas entro il 25 novembre o il 31 dicembre 2022 in caso di delibere di appalto dei lavori approvate entro i 18 novembre e  gli  immobili “assimilati” ai condomini (fabbricati con fino a quattro appartamenti di un unico proprietario o in comproprietà) in caso di Cilas presentata entro il 25 novembre 2022. Stessa agevolazione  anche per gli immobili oggetto di demolizione e ricostruzione per i qual entro il 31 dicembre 2022 è stata presentata l’istanza per acquisire il titolo abilitativo. Per chi non ha presentato la Cilas in passato è possibile usufruire del Superbonus al 90% per il condominio e i singoli appartamenti senza alcun vincolo di reddito né né relativamente al fatto che si tratti di prima casa.

Cessione dei crediti sempre bloccata

Ora come ora, invece, è ancora bloccata la possibilità di effettuare la cessione dei crediti nei confronti di banche e Poste spa. Dopo le sentenze della Cassazione dell’ottobre scorso che hanno ribadito una volta per tutte che non è possibile cedere i crediti se non sono stati conclusi i lavori, nessun istituto ha più aperto a nuove operazioni, e dal 7 novembre 2022 va avanti solo, e molto a rilento, l’esame delle pratiche già presentate. Resta comunque confermato il termine del 16 marzo per comunicare alle Entrate l’eventuale cessione, per cui lo stallo sta creando non  pochi problemi a contribuenti e imprese in attesa di risposte.

Si stimano infatti in 15.000 miliardi  i crediti bloccati e 90.000 i cantieri fermi. Ci sono diversi tavoli aperti per cercare una soluzione che permetta agli istituti di compensare i crediti acquistati e avere margini per nuove operazioni, per le quali è necessario comunque anche in questo caso un intervento delle Entrate. Pesano però sul tavolo anche i quattro miliardi di crediti irregolari sequestrati, proprio alla luce delle sentenze della Cassazione. Unico spiraglio le vendite da parte delle banche a soggetti diversi dai consumatori, tra i quali alcune regioni, di pacchetti di crediti che hanno passato il vaglio di tutti i controlli.