Crediti fiscali, ecco i documenti da conservare per evitare responsabilità in caso di frodi e sequestri
di Antonella Donati , di Antonella DonatiDiverse ipotesi in campo per sbloccare i crediti incagliati. In attesa di una soluzione definitiva al problema, il governo ha comunque deciso di venire incontro alle richieste delle banche per definire una volta per tutte i casi di responsabilità dei cessionari che agiscono in buona fede. La formulazione precedente delle norme, infatti, era stata criticata perché lasciava troppi margini di incertezza e quindi la possibilità di ritrovarsi da un giorno all'altro le somme sotto sequestro, con l'impossibilità di utilizzarle in compensazione, nel caso in cui il Fisco avesse accertato frodi da parte del committente o dell'impresa che aveva ceduto il credito. Era stata proprio una lunga lista di sequestri effettuati lo scorso anno, tutti confermati dalla Cassazione, a portare al blocco totale delle cessioni in banca a alla Posta dal 7 novembre scorso. Ora invece si aprono nuovi spazi anche perché il decreto esclude la responsabilità anche…
Diverse ipotesi in campo per sbloccare i crediti incagliati. In attesa di una soluzione definitiva al problema, il governo ha comunque deciso di venire incontro alle richieste delle banche per definire una volta per tutte i casi di responsabilità dei cessionari che agiscono in buona fede. La formulazione precedente delle norme, infatti, era stata criticata perché lasciava troppi margini di incertezza e quindi la possibilità di ritrovarsi da un giorno all'altro le somme sotto sequestro, con l'impossibilità di utilizzarle in compensazione, nel caso in cui il Fisco avesse accertato frodi da parte del committente o dell'impresa che aveva ceduto il credito. Era stata proprio una lunga lista di sequestri effettuati lo scorso anno, tutti confermati dalla Cassazione, a portare al blocco totale delle cessioni in banca a alla Posta dal 7 novembre scorso. Ora invece si aprono nuovi spazi anche perché il decreto esclude la responsabilità anche per i correntisti che acquistano i pacchetti di crediti dalle banche.
Documenti e buona fede
Il decreto del 17 febbraio introduce quindi una lunga e dettagliata lista di documenti che le banche debbono acquisire al fine di poter dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza, ed evitare, quindi, di poter essere ritenute responsabili in solido. I documenti necessari debbono essere acquisiti prima di poter procedere con la cessione, e riguardano tutti i bonus sulla casa. Quindi chi ha già fatto richiesta per la cessione del credito potrebbe essere chiamato ad aggiungere eventuali documenti mancanti dalla lista contenuta nel decreto.
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La lista
Al fine di effettuare i controlli le banche dovranno dunque acquisire:
- titolo edilizio abilitativo degli interventi, oppure, nel caso di interventi in regime di edilizia libera, relativa autocertificazione del committente in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che rientrano tra quelli agevolabili;
- notifica preliminare dell'avvio dei lavori all'azienda sanitaria locale, oppure, se non prevista dalle norme, relativa autocertificazione che lo attesti;
- visura catastale ante operam dell'immobile oggetto degli interventi, oppure, nel caso di immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
- fatture, ricevute o altri documenti comprovanti le spese sostenute, e documenti attestanti l'avvenuto pagamento delle stesse fatture;
- asseverazioni, quando obbligatorie per legge, dei requisiti tecnici degli interventi e di congruità delle spese corredate da tutti gli allegati previsti dalla legge, con relative ricevute di presentazione e deposito presso i competenti uffici;
- nel caso di interventi di efficienza energetica, le asseverazioni previste dal decreto del 6 agosto 2020 "Requisiti tecnici - Ecobonus", oppure, nel caso di interventi per i quali non sono richieste, la relativa autocertificazione sul rispetto dei requisiti.
- visto di conformità che attesti il diritto alla detrazione.
Nel caso di lavori condominiali, poi, le norme richiedono anche la copia della delibera di approvazione dei lavori e relativa tabella di ripartizione delle spese tra i condomini. Richiesta infine l'attestazione del rispetto degli obblighi di verifica della clientela ai fini di antiriciclaggio.
Onere della prova a carico delle Entrate
Le norme del decreto norme puntualizzano che spetta sempre all'ente impositore, quindi all'Agenzia delle entrate l'onere della prova della sussistenza dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa grave del cessionario. I cessionari da parte loro hanno la possibilità di dimostrare anche con altri mezzi la loro buona fede.
Solidarietà esclusa per chi acquista i crediti in banca
Infine il testo interviene per limitare la responsabilità solidale dei soggetti che acquistano crediti ceduti dalle banche. Viene chiarito infatti che l'esclusione dalla responsabilità opera anche con riguardo ai soggetti che acquistano i crediti di imposta da una banca, a patto che la banca abbia acquisito tutta la documentazione necessaria. Per questo gli acquirenti debbono farsi rilasciare una attestazione di possesso di tutta la documentazione elencata nel decreto.