✕

Superbonus 110%, le regole per chiudere i lavori sulle villette. Scadenze e opzioni per i contribuenti

A meno di modifiche dell'ultima ora, entro marzo si devono chiudere i lavori (di chi era arrivato almeno al 30% a settembre) per sfruttare la piena maggiorazione
2 minuti di lettura

Meno di un mese per completare i lavori sulle villette per poter accedere al Superbonus al 110%. Al netto di eventuali modifiche ad una normativa che ha più volte cambiato pelle ed è ancora in attesa dello scatto per sbloccare i crediti incagliati, per tutti coloro che hanno effettuato almeno il 30% dei lavori alla fine del settembre dello scorso anno, si avvicina la scadenza per poter usufruire della detrazione maggiorata per tutte le spese sostenute in questi primi tre mesi. Per il termine dei lavori c'è un po' più di tempo ma l'intervento andrà comunque concluso altrimenti si perde il diritto alla detrazione, anche in caso di cessioni del credito già effettuate. 

In arrivo proposte di modifica

Per gli immobili unifamiliari le norme attualmente prevedono il diritto alla detrazione del 110% per le spese sostenute entro il 31 marzo, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per alm…

Meno di un mese per completare i lavori sulle villette per poter accedere al Superbonus al 110%. Al netto di eventuali modifiche ad una normativa che ha più volte cambiato pelle ed è ancora in attesa dello scatto per sbloccare i crediti incagliati, per tutti coloro che hanno effettuato almeno il 30% dei lavori alla fine del settembre dello scorso anno, si avvicina la scadenza per poter usufruire della detrazione maggiorata per tutte le spese sostenute in questi primi tre mesi. Per il termine dei lavori c'è un po' più di tempo ma l'intervento andrà comunque concluso altrimenti si perde il diritto alla detrazione, anche in caso di cessioni del credito già effettuate. 

In arrivo proposte di modifica

Per gli immobili unifamiliari le norme attualmente prevedono il diritto alla detrazione del 110% per le spese sostenute entro il 31 marzo, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell'intervento complessivo. Erano stati presentati emendamenti al decreto Milleproroghe peraltro dagli stessi partiti della maggioranza, per spostare in avanti questa scadenza. Il governo ha però deciso altrimenti, gelando le aspettative di chi sperava di avere schiarite almeno sul fronte della cessione dei crediti in modo da poter avere la liquidità necessaria per chiudere il cantiere, dato che il blocco delle cessioni ha portato in molti casi anche ad un blocco dei lavori. Con il decreto sui crediti del 17 febbraio scorso in dibattito alla Camera, e la relativa presentazione degli emendamenti, il tema potrebbe comunque tornare di attalità.

Sal e acconti

Come chiarito più volte dall'Agenzia delle entrate, infatti, il diritto alla detrazione per gli interventi edilizi sulla casa si matura nel momento in cui si chiudono i lavori. Questo principio si applica per tutti i bonus, senza differenza alcuna. Nel caso del Superbonus questo comporta che:

  • si può cedere il credito per i vari stati di avanzamento dei lavori (Sal) che risultano asseverati, perché con l'asseverazione si attesta che i lavori in questione sono terminati per la quota indicata;
  • in caso di lavori a cavallo di due anni non si possono cedere le spese successive alla chiusura dei Sal perché si tratta di spese in acconto su lavorazioni da realizzare, e quindi i relativi costi si possono portare solo in detrazione.

Quindi ci si può ritrovare con spese del 2022 per le quali si dovranno seguire due vie differenti.

Le date per chiudere i lavori

Quanto alle date per chiudere i lavori, in base al principio appena visto:

  • chi intende far valere la detrazione in dichiarazione deve completarli lavori prima della scadenza della presentazione del 730 relativo al 2023, ossia entro l'ottobre del prossimo anno;
  • chi vuol esercitare l'opzione per la cessione del credito deve completarli prima del marzo 2024, ossia prima della scadenza per la comunicazione dell'opzione per le spese del 2023. 

In entrambi i casi, se non ci saranno modifioche al testo, resta fermo il fatto che il Superbonus al 110% spetta solo per le spese fatturate entro il 31 marzo. In teoria dopo questa scadenza dovrebbe essere possibile avere le detrazioni con le percentuali più basse previste per econobonus e bonus casa, ma quando si tratta di Fisco il condizionale è d'obbligo, per cui è sperabile che ci sia un intervento di chiarimento delle Entrate.

I controlli dell'Enea

E a proposito di Fisco c'è anche da considerare che per chi ha presentato i Sal all'Enea non c'è modo di cambiare idea sui lavori da fare, anche se ci sono problemi di liquidità. Le norme stabiliscono infatti che l'Enea dovrà inviare alle Entrate i nominativi dei soggetti che non presentano la documentazione di fine lavori entro 48 mesi dalla presentazione del primo Sal. E quindi ridurre i lavori rispetto al progetto iniziale potrebbe non essere una buona idea, a meno di non poter ottenere la riduzione di due classi di consumo energetico anche tagliando alcuni interventi.