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Obiettivi climatici insieme a competitività economica

L’intervento di Monica Iacono, amministra- tore delegato di Engie Italia
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«Mantenere gli obiettivi climatici senza compromettere la competitività economica. È la vera sfida che Europa, Cina e Usa sono chiamati ad affrontare non senza difficoltà, complice lo scenario geopolitico in costante evoluzione. La transizione energetica in Ue è ben avviata, tra il 2010 e il 2020 è stata registrata una riduzione del 2% annuo delle emissioni di gas serra, un ritmo confermato anche nel decennio precedente. Uno studio condotto da Engie sullo scenario europeo sottolinea come ci sia ancora molto da fare: è necessario ridurre le emissioni del 4% all’anno fino al 2050.

Un target ambizioso ma raggiungibile, accelerando su leve come nuova produzione di energia rinnovabile, sviluppo delle infrastrutture, efficienza energetica e investendo sull’alleanza tra molecola verde ed elettrone. Leve che Engie ritiene strategiche per raggiungere l’obiettivo della net zero carbon al 2045. Usa e Cina sono alle prese con evoluzioni politiche e industriali che rallentano non poco il raggiungimento degli obiettivi net zero prefissati. Se da una parte il “Drill, Baby Drill” d’Oltreoceano fa pensare a un progressivo rallentamento dell’economia green, con evoluzioni politiche e industriali che rallentano non poco il raggiungimento degli obiettivi net zero prefissati, dall’altra la Cina, oggi leader mondiale nella capacità installata di energie rinnovabili, resta il maggior Paese responsabile delle emissioni globali, costantemente in crescita. Dunque, se l’Ue continua a mettere la transizione energetica al centro di politiche strategiche, come dimostra il recente Clean Industrial Deal, Usa e Cina faticano a imprimere l’accelerazione necessaria affinché la decarbonizzazione possa essere davvero un valore globale condiviso».

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