Il sistema ferroviario italiano è al centro della più imponente trasformazione degli ultimi decenni. Il gruppo FS con un piano strategico da oltre 100 miliardi di investimenti previsti entro il 2029, di cui 62 destinati alle infrastrutture, sta ridisegnando le connessioni territoriali e logistiche del Paese attraverso un mosaico di opere che coinvolge ogni regione e ogni ambito della mobilità: passeggeri, merci, intermodalità.
Una spinta decisiva arriva dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che finanzia circa 25 miliardi di euro di interventi per nuovi collegamenti, stazioni rinnovate e innovazione tecnologica. Sono 1.200 i cantieri attivi oggi sulla rete ferroviaria: 500 dedicati alla manutenzione e 700 a nuove opere. Un numero mai registrato prima, dovuto alla sovrapposizione tra investimenti ordinari e fondi europei. Solo nel 2024, FS ha pubblicato 359 bandi per 13,4 miliardi di euro e ne ha aggiudicati 293 per circa 10 miliardi.
Tra gli interventi più strategici figura il sistema Ertms — European Rail Traffic Management System — destinato a coprire l’intera rete nazionale di 16.800 km. Finanziato in parte dal Pnrr con un investimento di 2,5 miliardi per i primi 2.800 km da completare entro il 2026, questo standard europeo per il controllo digitale del traffico ferroviario consente maggiore regolarità, sicurezza, efficienza e sostenibilità.
Il piano di elettrificazione delle tratte ancora percorse da treni diesel è un altro tassello cruciale. Oggi il 73% della rete è già elettrificato. L’obiettivo è chiudere il gap con i partner europei. I fondi Pnrr supportano interventi su tratte come Ivrea-Aosta, la linea Ionica in Calabria e la Palermo-Trapani via Milo.
Cambia anche il volto delle stazioni, grazie a 345 milioni per riqualificare 38 scali nel Centro-Sud. I primi dieci interventi sono già conclusi, mentre gli altri saranno completati entro il 2026.
Accanto alle attività di ammodernamento, si sviluppano le grandi opere strategiche. Il Terzo Valico dei Giovi e il nodo di Genova collegheranno i porti liguri al cuore dell’Europa. La linea AV Napoli–Bari ridurrà a due ore il tempo tra Bari e Napoli e a tre ore quello verso Roma, mentre la Brescia–Verona–Padova rafforzerà il corridoio mediterraneo. In Sicilia, l’asse Palermo–Catania–Messina abbasserà i tempi di percorrenza tra le città principali fino a un’ora e mezza. Al Centro, il Passante AV di Firenze e la Orte–Falconara miglioreranno la mobilità interna e le connessioni trasversali. Infine, la nuova linea Salerno–Reggio Calabria, con focus su Battipaglia–Romagnano e sulla nuova galleria Santomarco, potenzierà i collegamenti con il porto di Gioia Tauro.
Ma ogni progresso richiede tempo. L’estate 2025 è cruciale per l’avanzamento dei cantieri. Le principali interruzioni riguardano le linee AV tra Milano e Bologna, Firenze e Roma, Verona e Vicenza, oltre alla Milano–Genova. I lavori sono pianificati nei periodi di minor traffico pendolare e coordinati con i concessionari stradali per evitare sovrapposizioni. Tuttavia, non mancheranno disagi. FS ha avviato una campagna informativa da inizio anno, anche digitale, per orientare i passeggeri e renderli consapevoli della posta in gioco.
La trasformazione coinvolge anche i collegamenti con porti e aeroporti. Oggi sono 26 gli aeroporti già collegati alla rete ferroviaria o tramite soluzioni intermodali che includono autobus, airlink e people mover e sono in corso nuovi progetti su Orio al Serio, Venezia, Brindisi e Olbia, con nuove stazioni, linee dedicate e collegamenti pedonali integrati con i terminal.
Allo stesso tempo, si potenziano le connessioni con i grandi hub portuali per favorire lo shift modale e connettere l’Italia ai grandi corridoi europei. Il comparto merci vale oggi circa 1 miliardo, ma ha un potenziale di crescita legato anche all’espansione internazionale del gruppo.
L’obiettivo complessivo è un sistema ferroviario moderno, resiliente, digitale e interconnesso. Un’infrastruttura che trasforma la mobilità e ridisegna il futuro del Paese, dentro e oltre i suoi confini.