Statali, Tfs senza attese dal 2030 e senza rate dal 2035: il calendario della riforma in nove anni

Statali, Tfs senza attese dal 2030 e senza rate dal 2035: il calendario della riforma in nove anni

Il governo si muove dopo i rilievi della Consulta. La relazione tecnica alla manovra stima maggiori esborsi per oltre quattro miliardi in dieci anni. Ecco come funzionerà

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ROMA – La liquidazione dei dipendenti pubblici sarà pagata senza attese dal 2030 e in un’unica soluzione dal 2035. Ma non per tutti: il percorso fissato dalla manovra riguarda chi matura i requisiti della pensione di vecchiaia e lascia il servizio per raggiunti limiti di età. Restano fuori dall’accelerazione generalizzata coloro che vanno in pensione anticipata. Il governo interviene sulle lunghe attese del trattamento di fine servizio (Tfs) dopo i rilievi della Corte costituzionale. Per completare la riforma serviranno nove anni.

Il calendario delle attese

Oggi, per chi va in pensione di vecchiaia per limiti di età, il pagamento della prima quota non è immediato. La legge di bilancio 2026 ha già previsto la riduzione del differimento a nove mesi per chi maturerà i requisiti nel 2027. L’articolo 50 della nuova manovra prosegue: sei mesi per chi li matura nel 2028, tre nel 2029, nessun differimento dal 2030.

L’azzeramento riguarda il rinvio previsto dalla legge, non i tempi tecnici necessari all’Inps per liquidare la pratica. E soprattutto non coincide ancora con il versamento di tutta la somma: resta la rateizzazione degli importi più elevati.

Quando spariscono le rate

Finché resta il sistema attuale, la liquidazione viene corrisposta in una quota fino a 50mila euro, in due fino a 100mila e in tre oltre quella soglia, con le quote successive distanziate di un anno. Dal 2031 sale gradualmente il tetto della prima rata: 60mila euro nel 2031, 70mila nel 2032, 80mila nel 2033 e 90mila nel 2034. La parte residua continua a essere distribuita secondo le soglie previste. Soltanto per chi matura i requisiti dal 2035 scompare la divisione in rate.

Un esempio: con un Tfs di 100mila euro, per chi matura i requisiti nel 2032 la prima quota sarà di 70mila euro e la seconda di 30mila. Per chi li matura dal 2035, invece, l’intero importo sarà liquidabile in una volta sola, sempre secondo i tempi amministrativi.

La Consulta e il conto per lo Stato

La relazione tecnica richiama esplicitamente la sentenza n. 130 del 2023 e l’ordinanza n. 25 del 2026 della Corte costituzionale. I giudici hanno censurato i tempi di erogazione della liquidazione dei dipendenti pubblici, sollecitando il legislatore a intervenire. Il governo risponde con un percorso graduale, in parte già avviato dalla manovra precedente e ora prolungato fino al 2035.

La Ragioneria stima un maggior esborso di 4,18 miliardi lordi tra il 2027 e il 2036, pari a 3,47 miliardi al netto degli effetti fiscali. Nessun costo aggiuntivo nel 2027, poi 337 milioni lordi nel 2028, 701 nel 2029 e il picco di 1,14 miliardi nel 2030 (948 milioni netti).

Non sono stanziamenti aggiuntivi: è denaro che lo Stato dovrà anticipare rispetto ai calendari di pagamento attuali. La quantificazione assume una liquidazione media complessiva attorno ai 100mila euro e prende a riferimento circa 36.800 pensionamenti di vecchiaia nel pubblico impiego nel 2025.

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