Il Tesoro rilancia il Btp Italia.
Tasso al 2,25%, batte gli altri titoli
di VITTORIA PULEDDA
Dopo i 18 miliardi raccolti nella terza emissione di titoli, lunedì 15 aprile lo Stato emetterà una nuova tranche di Btp indicizzati all'inflazione. Il Tesoro potrà interrompere la vendita se la domanda sarà elevata. Ecco come funziona il nuovo titolo, come si acquista e quanto può rendere nel raffronto con gli altri Btp
MILANO - Il Tesoro ci riprova. E anzi, visto il successo clamoroso della terza edizione (ben 18 miliardi raccolti), ha deciso di collocare i nuovi Btp Italia prevedendo un potenziale "freno" se l’emissione dovesse avere troppo seguito. Così il Tesoro ha stabilito una possibile chiusura anticipata, che verrà decisa a sua discrezione. Le tre edizioni precedenti rappresentano un buon precedente per gli investitori. Finora infatti hanno centrato l’ obiettivo principe per questi titoli: avere una volatilità più ridotta dei loro "cugini" a tasso fisso, cioè oscillare meno e quindi esporre i risparmiatori a minori potenziali perdite nei momenti di turbolenze dei mercati (ma anche di distribuire minori guadagni, se tutto va su). Caratteristiche che dovrebbero continuare a mantenere, visto che il loro rendimento è agganciato all’inflazione italiana e quindi le tensioni sui tassi si scaricano meno sui prezzi dei tit…
MILANO - Il Tesoro ci riprova. E anzi, visto il successo clamoroso della terza edizione (ben 18 miliardi raccolti), ha deciso di collocare i nuovi Btp Italia prevedendo un potenziale "freno" se l’emissione dovesse avere troppo seguito. Così il Tesoro ha stabilito una possibile chiusura anticipata, che verrà decisa a sua discrezione. Le tre edizioni precedenti rappresentano un buon precedente per gli investitori. Finora infatti hanno centrato l’ obiettivo principe per questi titoli: avere una volatilità più ridotta dei loro "cugini" a tasso fisso, cioè oscillare meno e quindi esporre i risparmiatori a minori potenziali perdite nei momenti di turbolenze dei mercati (ma anche di distribuire minori guadagni, se tutto va su). Caratteristiche che dovrebbero continuare a mantenere, visto che il loro rendimento è agganciato all’inflazione italiana e quindi le tensioni sui tassi si scaricano meno sui prezzi dei titoli stessi. Inoltre, essendo presenti soprattutto nei portafogli degli risparmiatori individuali, vengono meno movimentati e anche per questa ragione il prezzo rimane più stabile.
Quando si possono comprare. I nuovi titoli saranno emessi a partire da lunedì 15 aprile e, comunque vada la domanda, si andrà avanti almeno fino alle 17.30 del 16 aprile. Nei due giorni successivi invece il Tesoro potrà suonare la campanella a sua discrezione ma non prima delle 13.30. Se invece il calendario andrà avanti fino in fondo, il collocamento si concluderà naturalmente alle 17.30 del 18 aprile. Comunque, i titoli verranno pagati dai risparmiatori ("giorno del regolamento") solo lunedì 22 aprile e da quella data i Btp cominceranno a maturare la cedola (cioè il rendimento).
Dove e quanto si può acquistare. I Btp Italia - non differentemente dagli altri Buoni poliennali - hanno un taglio minimo di mille euro e si possono acquistare (e successivamente vendere) solo per multipli di quell’importo. I titoli in questione potranno essere comperati presso qualsiasi sportello bancario o postale, ma chi ha un conto online abilitato ad operare può anche acquistarli direttamente dal proprio computer: tecnicamente infatti non si tratta di un’asta.
Il prezzo iniziale. Una delle caratteristiche del Btp Italia è di avere il prezzo di emissione già fissato e pari a 100. Nessuna sorpresa da questo punto di vista: chi sceglie di comprare mille euro nominali di Btp Italia pagherà esattamente mille euro. Non dovrà nemmeno pagare commissioni, in questa fase, mentre se poi decide di comprare dopo il 22 aprile, o di vendere prima della scadenza naturale del titolo, pagherà le commissioni normalmente contrattate con la propria banca.
Prezzo di rimborso e durata. Per chi tiene ininterrottamente i titoli fino alla scadenza c’è un piccolo premio di fedeltà, il 4 per mille. Dunque, invece di 1000 verranno rimborsati 1004 euro. I Btp Italia hanno scadenza naturale tra quattro anni, ma possono essere venduti sul mercato in qualsiasi momento (pagando le commissioni). Ovviamente, al prezzo di mercato del momento, che può essere maggiore ma anche inferiore al prezzo di acquisto (o anche uguale).
Il tasso cedolare. Il tasso minimo della cedola di questa emissione di Btp Italia è stato fissato il 12 aprile ed è pari al 2,25% annuo, pagabile in due rate semestrali. Si tratta di un tasso "reale" cioè al netto dell’erosione dei rendimenti provocata dall’inflazione e si tratta anche del tasso minimo: a fine collocamento, il 18 sera o prima in caso di chiusura anticipata, verrà comunicato dal Tesoro il tasso definitivo, che comunque non potrà essere inferiore al 2,25%.
Il rendimento complessivo. Ma il rendimento complessivo del Btp Italia non si limita al tasso fisso, perché a questo va aggiunto, sempre semestralmente, un altro pezzettino di rendimento, rappresentato da quanto ha corso nel frattempo l’inflazione italiana. Il meccanismo di calcolo è molto complesso ma con qualche semplificazione possiamo dire che ponendo - su base annua - un’ inflazione pari all’1,5% questa va ad aggiungersi al tasso cedolare del 2,25%, dando luogo ad un rendimento complessivo del 3,75%. Sempre che nel frattempo il prezzo del Btp sia rimasto fermo a quota 100. Ovviamente, cambiando l’inflazione cambia anche il rendimento complessivo (e infatti il Btp Italia è un titolo a tasso variabile). Può essere più alto o più basso e, nel caso in cui ci fosse una deflazione - cioè una diminuzione del costo della vita calcolato dall’ Istat - il rendimento del Btp verrebbe a coincidere con il tasso cedolare reale. Ma la deflazione è un evento che non si è mai dato dal dopoguerra in poi: è possibile ma al momento altamente improbabile.
La convenienza effettiva. Paragonato con gli altri Btp Italia, il nuovo titolo ha rendimenti in linea con gli altri titoli già emessi e in un caso leggermente superiore (tenendo conto anche del fatto che i tre bond già in circolazione hanno una vita residua più breve). Gli altri Btp a tasso fisso offrono un rendimento, rispetto al nuovo Btp Italia, con una stima implicita dell’inflazione intorno allo 0,7% annuo o poco più. In altre parole, perché il Btp Italia offra lo stesso rendimento di un Btp non agganciato all’inflazione, quest’ultima dovrebbe restare ben sotto il punto percentuale. Altrimenti, il Btp Italia esprime un rendimento maggiore.
Quando si possono comprare. I nuovi titoli saranno emessi a partire da lunedì 15 aprile e, comunque vada la domanda, si andrà avanti almeno fino alle 17.30 del 16 aprile. Nei due giorni successivi invece il Tesoro potrà suonare la campanella a sua discrezione ma non prima delle 13.30. Se invece il calendario andrà avanti fino in fondo, il collocamento si concluderà naturalmente alle 17.30 del 18 aprile. Comunque, i titoli verranno pagati dai risparmiatori ("giorno del regolamento") solo lunedì 22 aprile e da quella data i Btp cominceranno a maturare la cedola (cioè il rendimento).
Dove e quanto si può acquistare. I Btp Italia - non differentemente dagli altri Buoni poliennali - hanno un taglio minimo di mille euro e si possono acquistare (e successivamente vendere) solo per multipli di quell’importo. I titoli in questione potranno essere comperati presso qualsiasi sportello bancario o postale, ma chi ha un conto online abilitato ad operare può anche acquistarli direttamente dal proprio computer: tecnicamente infatti non si tratta di un’asta.
Il prezzo iniziale. Una delle caratteristiche del Btp Italia è di avere il prezzo di emissione già fissato e pari a 100. Nessuna sorpresa da questo punto di vista: chi sceglie di comprare mille euro nominali di Btp Italia pagherà esattamente mille euro. Non dovrà nemmeno pagare commissioni, in questa fase, mentre se poi decide di comprare dopo il 22 aprile, o di vendere prima della scadenza naturale del titolo, pagherà le commissioni normalmente contrattate con la propria banca.
Prezzo di rimborso e durata. Per chi tiene ininterrottamente i titoli fino alla scadenza c’è un piccolo premio di fedeltà, il 4 per mille. Dunque, invece di 1000 verranno rimborsati 1004 euro. I Btp Italia hanno scadenza naturale tra quattro anni, ma possono essere venduti sul mercato in qualsiasi momento (pagando le commissioni). Ovviamente, al prezzo di mercato del momento, che può essere maggiore ma anche inferiore al prezzo di acquisto (o anche uguale).
Il tasso cedolare. Il tasso minimo della cedola di questa emissione di Btp Italia è stato fissato il 12 aprile ed è pari al 2,25% annuo, pagabile in due rate semestrali. Si tratta di un tasso "reale" cioè al netto dell’erosione dei rendimenti provocata dall’inflazione e si tratta anche del tasso minimo: a fine collocamento, il 18 sera o prima in caso di chiusura anticipata, verrà comunicato dal Tesoro il tasso definitivo, che comunque non potrà essere inferiore al 2,25%.
Il rendimento complessivo. Ma il rendimento complessivo del Btp Italia non si limita al tasso fisso, perché a questo va aggiunto, sempre semestralmente, un altro pezzettino di rendimento, rappresentato da quanto ha corso nel frattempo l’inflazione italiana. Il meccanismo di calcolo è molto complesso ma con qualche semplificazione possiamo dire che ponendo - su base annua - un’ inflazione pari all’1,5% questa va ad aggiungersi al tasso cedolare del 2,25%, dando luogo ad un rendimento complessivo del 3,75%. Sempre che nel frattempo il prezzo del Btp sia rimasto fermo a quota 100. Ovviamente, cambiando l’inflazione cambia anche il rendimento complessivo (e infatti il Btp Italia è un titolo a tasso variabile). Può essere più alto o più basso e, nel caso in cui ci fosse una deflazione - cioè una diminuzione del costo della vita calcolato dall’ Istat - il rendimento del Btp verrebbe a coincidere con il tasso cedolare reale. Ma la deflazione è un evento che non si è mai dato dal dopoguerra in poi: è possibile ma al momento altamente improbabile.
La convenienza effettiva. Paragonato con gli altri Btp Italia, il nuovo titolo ha rendimenti in linea con gli altri titoli già emessi e in un caso leggermente superiore (tenendo conto anche del fatto che i tre bond già in circolazione hanno una vita residua più breve). Gli altri Btp a tasso fisso offrono un rendimento, rispetto al nuovo Btp Italia, con una stima implicita dell’inflazione intorno allo 0,7% annuo o poco più. In altre parole, perché il Btp Italia offra lo stesso rendimento di un Btp non agganciato all’inflazione, quest’ultima dovrebbe restare ben sotto il punto percentuale. Altrimenti, il Btp Italia esprime un rendimento maggiore.