Economia

Trump fa grande Piazza Affari: miglior mercato da elezioni Usa

In questi mesi gli investitori si sono spostati dal comparto obbligazionario a quello azionario e in generale l'Europa ha performato meglio degli Stati Uniti. Questo anche grazie a una revisione degli utili migliore dei loro concorrenti

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MILANO - L'elezione di Donald Trump ha innescato un rally azionario che - sebbene nelle ultime sedute si siano fatti largo dubbi tra gli operatori - ha premiato in particolar modo il Ftse Mib italiano. A mettere in fila i maggiori beneficiari dei rialzi che hanno caratterizzato questi mesi è stato in settimana un report di Guglielmo Manetti, il vice direttore generale di Intermonte Advisory e Gestione, la divisione della sim che si occupa di risparmio gestito.

Flusso verso le azioni. L'analisi parte dal fatto che l'elezione a sorpresa del tycoon ha avviato una grande rotazione degli investimenti dal comparto obbligazionario a quello azionario: non a caso i rendimenti sui bond sovrani sono risaliti - complice l'attesa di strette monetarie della Fed -. Ecco dunque quali sono le asset class che si sono comportate meglio dallo scorso 4 novembre:
Azioni e bond corporate risultano di gran lunga i vincitori di questa classifica, che annovera tra gli sconfitti i titoli del debito sovrano e le materie prime.

Piazza Affari über alles. E proprio nel mondo azionario, l'Italia svetta. Nota l'esperto nella sua analisi: quasi tutti i mercati, con l'eccezione di quelli emergenti (tipicamente sensibili a un rafforzamento del dollaro) hanno fatto meglio degli Usa; i mercati europei (con l'eccezione di Uk e Francia, probabilmente maggiormente penalizzati da incertezza politica) hanno tutti fatto meglio degli Usa; l'Italia è il miglior mercato dalle elezioni presidenziali a oggi.

Settori vincenti: energia e tech. Ma dove si è aperta in particolare la forbice tra le due sponde dell'Atlantico? Se l'Europa ha performato meglio degli Usa si deve ai due settori di energia e tech, che soffrono meno di altri una prospettiva di rialzo dei tassi. E' invece nei finanziari che il Vecchio continente ha trovato il suo tallone d'Achille. Ci sono anche ragioni "fondamentali" se i settori si sono mossi a diverse velocità, e ancora una volta premiano l'Europa: Intermonte nota infatti che le stime di utili sono migliorate in Europa più di quanto sia accaduto negli Usa, e quindi "la sovraperformance sembra essere giustificata". Il settore energetico resta un po' un caso isolato, con la"principale decorrelazione tra andamento delle stime (cresciute meno della metà di quelle dei peers americani) rispetto alla forte sovraperformance riportata". La stessa analisi riportata all'Italia aiuta a capire la miglior performance della Borsa milanese rispetto alle altre: le stime di utili delle aziende tricolori sono cresciute più delle loro competitor europee e - di rimando - ancor di più nei confronti di quelle Usa.

Quattro spinte all'Italia. Manetti indica quattro punti di forza per spiegare la cavalcata azionaria italiana: riduzione del rischio politico Italia, con il rinvio elezioni al 2018; successo dell'aumento capitale di Unicredit, terminato verso la metà del mese di marzo; smentita dell'interesse di Intesa su Generali, arrivato il week end del 25-26 febbraio; partenza dei Pir, che sta catturando l'interesse degli investitori e canalizzando flussi sul mercato italiano ed in particolare sulle mid-small caps. Bisogna poi notare che l'Italia ha alle spalle un lungo periodo di performance peggiori del resto del mondo. E se invece si volge lo sguardo al futuro? "Dopo le recenti revisioni al rialzo delle stime, il mercato italiano tratta in linea con l'Europa su quest'anno ma ancora a sconto sul 2018, a fronte di una crescita attesa molto più forte", annota l'esperto. "Riteniamo che la direzione delle stime sia uno dei fattori più importanti per far proseguire l'attuale rialzo del mercato. In quest'ottica riteniamo fondamentale che anche i finanziari, ed in particolare il settore bancario, comincino a dare un contributo positivo, dopo essere stata continua fonte di continua delusione negli ultimi anni. Questo fattore, insieme ad uno scenario politico in Europa che speriamo non porti brutte soprese, dovrebbe essere di supporto al mercato italiano nei prossimi mesi".