MILANO -Giornata negativa per Piazza Affari che brucia oltre 10 miliardi di euro di capitalizzazione e chiude con il Ftse Mib in ribasso del 3,17% a 14.076 punti a causa del progressivo indebolimento dell'euro e per la sensazione sempre più diffusa che il default della Grecia sia imminente.
Nonostante questo per una volta non sono i titoli bancari ad aver pagato il prezzo della volatilità dei mercati, sopravanzati tra gli altri da Mediaset, Saipem, Pirelli e Mediolanum.
Ma il titolo che esce con le ossa rotte dalle contrattazioni è Finmeccanica che manda in archivio un impressionante -8,63% che conferma come il colosso della difesa stia soffrendo più di qualunque altra società quotata della bufera politica intorno al governo Berlusconi e dello scandalo intercettazioni con le dimissioni a catena alla Seicos e alla Ssi.
Andamento in altalena per Unicredit (-1,32%) su cui hanno pesato le indiscrezioni circa l'opposizione delle fondazioni bancarie all'aumento di capitale dell'istituto di credito.
Saipem (-4,45%) sconta l'arretramento dei titoli del settore petrolifero (Eni ha chiuso a -1,92%) nonostante la stipula di contratti per 500 milioni di euro.
Male anche il settore automotive con Fiat (-2,47%), Fiat Industrial (-3,68%) e Pirelli (-4,73%)
Pesante anche STm in ribasso del 3,88%. In un'intervista al Wall Street Journal, il ceo Carlo Bozotti non ha dato indicazioni su quando la joint venture St-Ericsson raggiungerà il pareggio.
Tra i rialzi spiccano Fondiaria Sai che cresce del 2,67 e Banco Popolare (+1,43%).
Nonostante questo per una volta non sono i titoli bancari ad aver pagato il prezzo della volatilità dei mercati, sopravanzati tra gli altri da Mediaset, Saipem, Pirelli e Mediolanum.
Ma il titolo che esce con le ossa rotte dalle contrattazioni è Finmeccanica che manda in archivio un impressionante -8,63% che conferma come il colosso della difesa stia soffrendo più di qualunque altra società quotata della bufera politica intorno al governo Berlusconi e dello scandalo intercettazioni con le dimissioni a catena alla Seicos e alla Ssi.
Andamento in altalena per Unicredit (-1,32%) su cui hanno pesato le indiscrezioni circa l'opposizione delle fondazioni bancarie all'aumento di capitale dell'istituto di credito.
Saipem (-4,45%) sconta l'arretramento dei titoli del settore petrolifero (Eni ha chiuso a -1,92%) nonostante la stipula di contratti per 500 milioni di euro.
Male anche il settore automotive con Fiat (-2,47%), Fiat Industrial (-3,68%) e Pirelli (-4,73%)
Pesante anche STm in ribasso del 3,88%. In un'intervista al Wall Street Journal, il ceo Carlo Bozotti non ha dato indicazioni su quando la joint venture St-Ericsson raggiungerà il pareggio.
Tra i rialzi spiccano Fondiaria Sai che cresce del 2,67 e Banco Popolare (+1,43%).