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Scandalo Ubs: il favorito
per il dopo-Gruebel è Ermotti

Secondo il Financial Times il banchiere della Svizzera italiana è in pole position per prendere il posto dell'amministratore delegato del colosso svizzero. Oggi è a capo delle operazioni europee dell'istituto di credito
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LONDRA - Un banchiere della Svizzera italiana potrebbe prendere la guida di Ubs come conseguenza della frode da 2,3 miliardi di dollari (1,65 miliardi di euro) commessa da un giovane trader negli uffici londinesi della più grande banca elvetica. Sergio Ermotti, 51 anni, attualmente capo delle operazioni europee di Ubs, ha lavorato in precedenza a Merrill Lynch e poi per quattro anni come vice presidente esecutivo di Unicredit in Italia.

Secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times, è il favorito per rimpiazzare Oswald Gruebel, l'attuale amministratore delegato di Ubs, che rischia di essere estromesso a causa delle operazioni fraudolente scoperte a Londra. Sebbene in un primo momento Gruebel abbia dichiarato di non sentirsi responsabile dell'accaduto, in una successiva intervista televisiva è apparso meno sicuro di sé: "La responsabilità ultima è dell'amministratore delegato", ha detto. "Devo assumermi le conseguenze di quan…
LONDRA - Un banchiere della Svizzera italiana potrebbe prendere la guida di Ubs come conseguenza della frode da 2,3 miliardi di dollari (1,65 miliardi di euro) commessa da un giovane trader negli uffici londinesi della più grande banca elvetica. Sergio Ermotti, 51 anni, attualmente capo delle operazioni europee di Ubs, ha lavorato in precedenza a Merrill Lynch e poi per quattro anni come vice presidente esecutivo di Unicredit in Italia.

Secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times, è il favorito per rimpiazzare Oswald Gruebel, l'attuale amministratore delegato di Ubs, che rischia di essere estromesso a causa delle operazioni fraudolente scoperte a Londra. Sebbene in un primo momento Gruebel abbia dichiarato di non sentirsi responsabile dell'accaduto, in una successiva intervista televisiva è apparso meno sicuro di sé: "La responsabilità ultima è dell'amministratore delegato", ha detto. "Devo assumermi le conseguenze di quanto è successo. Il mio futuro in ogni caso non viene deciso soltanto da me".

Oltre alla sua solida esperienza, Ermotti ha un altro vantaggio nei confronti di Gruebel, osserva il quotidiano della City: è cittadino svizzero. E' già stabilito che l'anno prossimo Axel Weber, ex-presidente della Bundesbank e membro della Banca Centrale Europea, entrerà a far parte di Ubs come vicepresidente per diventare presidente dodici mesi più tardi.

Benché non sia inconcepibile, viene considerato altamente improbabile che la maggiore banca della Svizzera accetti di avere due stranieri al vertice, come presidente e amministratore delegato, entrambi con passaporto tedesco per di più, poiché anche Gruebel è tedesco, pur avendo vissuto e lavorato per gran parte della sua vita in Svizzera.

Mentre si preparano le manovre per un possibile cambio della guardia, sia pure non imminente, proseguono l'inchiesta interna e quella giudiziaria. Sotto accusa ci sono gli Etf, Exchange Traded Funds, il complesso veicolo della truffa, che secondo alcuni analisti della City facilitano gli imbrogli e andrebbero perciò rivisti come un mezzo speculativo troppo rischioso.

Intanto l'autore  della frode, il 31enne Kweku Adoboli, rimane in carcere. Sulle prime si è saputo poco di lui, ma un quadro più chiaro comincia a emergere. Nato in Ghana, figlio di un diplomatico delle Nazioni Unite, educato in Inghilterra, dove ha preso una laurea in business alla Nottingham University, è entrato in Ubs nel 2006.

Quando la banca ha finalmente notato qualcosa di strano nelle sue operazioni e ha iniziato a interrogarlo, Adoboli ha confessato quasi subito. Era la sera del 14 settembre. Il trader era alla sua scrivania. La banca ha chiamato la polizia all'1 di notte e gli agenti gli hanno messo le manette alle 3 e 30 del mattino.

Qualche giorno prima Adoboli aveva scritto sul proprio profilo su Facebook: "Ho bisogno di un miracolo". Ora si capisce cosa intendeva: un miracolo per nascondere le perdite da lui arrecate alla banca, i giganteschi ammanchi che stavano venendo a galla. Quando lo hanno incriminato, alla stazione di polizia, è scoppiato a piangere. Ma sorrideva, apparentente disteso, se non divertito, quando più tardi i fotografi lo hanno ripreso all'uscita, diretto al carcere.

"Spero che nessuno lo ritenga colpevole fino a quando sarà stato giudicato", commenta suo padre dal Ghana. I giornali di Londra hanno fotografato il suo appartamento da 4.500 sterline (più di 5mila euro) al mese a Shoreditch, nell'East End, adiacente alla City, una zona di artisti e banchieri: grande e arredato come una galleria d'arte, in stile minimalista. I vicini raccontano che dava party "stravaganti" almeno una volta al mese con più di cento invitati e un dj professionista: se qualcuno si lamentava del rumore, si scusava regalandogli una bottiglia di champagne.

Per un po' ha avuto una ragazza fissa, un'infermiera, ma di recente venivano a trovarlo nel week-end giovani donne sempre diverse e "molto attraenti". A un amico confidò che il suo libro preferito era "The Wolf of Wall Street" (Il lupo di Wall Street), dell'ex-broker Jordan Belfort, una storia dal di dentro degli eccessi e degli imbrogli dell'alta finanza, il cui sottotitolo rivela forse le aspirazioni di Adoboli: "Me la spassavo come una rock star e vivevo come un re". Alla sua giovane età, alla Ubs il trader ghanense guadagnava già 300 mila sterline (350 mila euro) l'anno. Evidentemente non gli bastavano.