MILANO - Spread a un soffio da quota 400 punti. Governo appeso a un filo. Salvataggio della Grecia più difficile. E le Borse scoprono, improvvisamente, di avere di nuovo paura con un'inversione di rotta repentina. A Francoforte il Dax perde il 2,52%, a Londra il Ftse 100 cede l'1,71%, il Cac40 di Parigi l'1,53% e il Ftse Mib di Milano lascia sul terreno l'1,65%. E la giornata dei mercati si chiude con i segni meno di Wall Street: il Dow Jones lascia sul terreno il 2,55% e il Nasdaq il 2,01%.
Dopo una seduta piatta e senza grandi spunti, in attesa più che altro delle decisoni della Federal Reserve (che nella serata italiana vara il piano "twist") sul futuro della politica monetaria, a metà pomeriggio sono scattate le vendite. Preoccupano la Grecia e la tenuta dell'Italia. Imprenditori e banchieri chiedono le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e intanto il ministero dell'Economia lavora a una terza manovra finanziaria. Forse da dieci miliardi di euro. Come se non bastasse il declassamento del rating deciso ieri da Standard & Poor's.
L'annuncio della nuova manovra arriva come un macigno nelle sale operative: scattano le vendite sulle grandi banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit) imbottite di titoli di Stato e i listini crollano. E così la speranza che la Fed possa varare nuove misure a sostegno dell'economia, non basta più a garantire la tenuta dei mercati. Come non basta la riunione dei Brics che domani a Washington potrebbero decidere di investire nel Vecchio Continente, mettendo sul piatto fino a 800 miliardi di dollari.
Le tensioni si evidenziano così con l'indebolimento dei prezzi dei btp e lo speculare aumento dei loro rendimenti che fanno riallargare il differenziale (spread) rispetto ai bund della Germania. Sulla scadenza a 10 anni lo spread btp-bund risale a 399 punti base: significa che per trovare acquirenti, le emissioni italiane devono offrire 4 punti percentuali in più, rispetto alle tedesche, come maggiorazione sul premio di rischio. Addirittura, il rendimento dei bund tedeschi decennali, offerti oggi in asta, è sceso per la prima volta nella storia sotto il 2% a 1,80%.
Ma l'attenzione resta concentrata sulla Grecia. Da Atene sono ancora attesi nuovi provvedimenti volti a cementare il percorso di risanamento dei conti, nella speranza di convincere gli altri Paesi europei a corrisponderle una nuova tranche di aiuti in assenza dei quali la penisola ellenica finirà insolvente. Provvedimenti che arrivano dopo la chiusura delle Borse: per sbloccare otto miliardi di aiuti, il governo greco taglia pensioni e stipendi.
Dopo una seduta piatta e senza grandi spunti, in attesa più che altro delle decisoni della Federal Reserve (che nella serata italiana vara il piano "twist") sul futuro della politica monetaria, a metà pomeriggio sono scattate le vendite. Preoccupano la Grecia e la tenuta dell'Italia. Imprenditori e banchieri chiedono le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e intanto il ministero dell'Economia lavora a una terza manovra finanziaria. Forse da dieci miliardi di euro. Come se non bastasse il declassamento del rating deciso ieri da Standard & Poor's.
L'annuncio della nuova manovra arriva come un macigno nelle sale operative: scattano le vendite sulle grandi banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit) imbottite di titoli di Stato e i listini crollano. E così la speranza che la Fed possa varare nuove misure a sostegno dell'economia, non basta più a garantire la tenuta dei mercati. Come non basta la riunione dei Brics che domani a Washington potrebbero decidere di investire nel Vecchio Continente, mettendo sul piatto fino a 800 miliardi di dollari.
Le tensioni si evidenziano così con l'indebolimento dei prezzi dei btp e lo speculare aumento dei loro rendimenti che fanno riallargare il differenziale (spread) rispetto ai bund della Germania. Sulla scadenza a 10 anni lo spread btp-bund risale a 399 punti base: significa che per trovare acquirenti, le emissioni italiane devono offrire 4 punti percentuali in più, rispetto alle tedesche, come maggiorazione sul premio di rischio. Addirittura, il rendimento dei bund tedeschi decennali, offerti oggi in asta, è sceso per la prima volta nella storia sotto il 2% a 1,80%.
Ma l'attenzione resta concentrata sulla Grecia. Da Atene sono ancora attesi nuovi provvedimenti volti a cementare il percorso di risanamento dei conti, nella speranza di convincere gli altri Paesi europei a corrisponderle una nuova tranche di aiuti in assenza dei quali la penisola ellenica finirà insolvente. Provvedimenti che arrivano dopo la chiusura delle Borse: per sbloccare otto miliardi di aiuti, il governo greco taglia pensioni e stipendi.