Economia

L'INVESTIMENTO

La Fininvest sbarca a Wall Street
(ma solo per prendere casa da Cipriani)

L'operazione da 1,5 milioni di dollari aggiunge al portfolio immobiliare del Cavaliere un appartamento in uno degli edifici storici più prestigiosi di Manhattan. Lo stabile è stato trasformato in un residence di lusso dalla famiglia di ristoratori

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MILANO - La Fininvest sbarca a Wall Street. Non sul circuito telematico della Borsa più grande del mondo (almeno per ora) ma al numero 55 della via-simbolo della finanza mondiale dove la cassaforte del presidente del consiglio – a caccia di investimenti sicuri – ha messo su casa, comprando per 1,5 milioni di dollari un appartamento all’interno del Cipriani Residence.

Il nuovo pied-à-terre newyorchese del Cavaliere ha sede all’interno di uno degli edifici storici più belli di Manhattan. Progettato da Isaiah Rogers nel 1836 è stato sede della dogana Usa e quartier generale della National City Bank (l’attuale Citigroup) prima di cambiar pelle nel 1998 trasformandosi nel Regent Wall Street Hotel. La sua splendida lobby nascosta dietro un colonnato neoclassico è stata utilizzata come pronto soccorso d’emergenza l’11 settembre 2001, dopo l’attentato alle Torri Gemelle e come set cinematografico da Jonathan Demme per il remake di “The Manchurian Candidate”. La famiglia di Arrigo Cipriani l’ha acquistato nel 2006 riconvertendolo in un residence di lusso con 106 appartamenti.

Lo shopping newyorchese riempie un buco “geografico” nel portafoglio immobiliare ormai miliardario di Silvio Berlusconi, un impero che spazia dalla Brianza ad Antigua e dalla Sardegna alla Grande Mela. Un tesoretto in mattoni il cui valore complessivo nel portafoglio Fininvest – dopo i crolli in borsa di Mediaset – è forse persino superiore a quello delle tv del Biscione. Il fiore all’occhiello della collezione, finanziariamente parlando, è Villa Certosa. Le migliorie apportate dal premier sugli 80 ettari di terreni di proprietà in Costa Smeralda (vulcano artificiale e serra dei cactus compresi) hanno fatto lievitare le sue quotazioni.

E quando il presidente del consiglio, dopo gli scandali del 2009, ha ventilato l’ipotesi di una vendita, sul suo tavolo sarebbero piovute offerte vicine ai 450 milioni. Macherio (Villa Belvedere Visconti) e Arcore (San Martino) – al di là del patrimonio affettivo difficile da quantificare – viaggiano pure loro su valori a tre cifre. E poco meno sono stimate le due residenze a Bermuda, buen ritiro di Piersilvio, e le sette di Nonsuch Bay, ad Antigua, tutte controllate da Idra Immobiliare e Dolcedrago, le due casseforti immobiliari personali del premier.

Sulle residenze di casa, del resto, il Cavaliere non bada a spese. Prendiamo Villa Gernetto: la dimora settecentesca di Lesmo, decorata dal Canova, circondata da 35 ettari di bosco e destinata a sede dell’Università delle libertà, è costata alla Fininvest 35 milioni di euro nel 2007. Berlusconi però, dopo un primo sopralluogo, ha preteso qualche intervento qua e là, avviando una ristrutturazione che negli ultimi due anni è costata al Biscione altri 70 milioni. Un gruppo di periti indipendenti ha valutato gli immobili in portafoglio a via Paleocapa a fine 2010 (ci sono pure tre palazzi a Milano e terreni nella provincia di Olbia) 158 milioni.