Economia

Se Romani viaggia
sulla macchina del tempo

di MARCO PATUCCHI

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"La possibilità di proteggere l'italianità di Edison con uno strumento normativo è un'opzione". Ad ascoltare le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, sembra di salire a bordo di una macchina del tempo che ci riporta alla primavera scorsa, quando davanti all'offensiva francese su Parmalat il governo sfoderò (in ritardo) tutto l'armamentario possibile per contrastare le scalate alle aziende italiane. E' come se da allora non fossero trascorsi i sei mesi più sconvolgenti nella storia dell'economia globale, con l'esplodere di una crisi del debito sovrano che sta mettendo in ginocchio Eurolandia e che sta facendo tremare anche gli Stati Uniti.
Giovedì al ministero del Tesoro, Giulio Tremonti riunirà allo stesso tavolo le principali banche, i fondi di investimento, i fondi sovrani e i fondi immobiliari, italiani e internazionali, per individuare gli asset dello "Stato padrone" cedibili sul mercato. L'obiettivo è quello di avviare una nuova stagione di dismissioni che contribuisca ad abbattere l'insostenibile mole del debito pubblico. Nessuno, naturalmente, auspica la svendita di pezzi strategici dell'Azienda Italia e, comunque, la partita Edison non incrocia i destini delle casse statali. Ma è comunque una questione di segnali mandati all'esterno, in un contesto che di tutto ha bisogno meno che di barricate nazionaliste. Insomma, il ministro Romani inverta velocemente la marcia della sua macchina del tempo.