La storia della Banca Popolare di Milano si trascina da decenni. Con il tema della governance che viene affrontato e puntualmente rimandato. Ma l'attezione su Piazza Meda è aumentata in maniere esponenziale nel 2009, quando Banca d'Italia ha iniziato ad alzare la voce. Fino all'escalation degli ultimi giorni.
LUGLIO 2009. Bankitalia chiede a Bpm di aumentare le deleghe assembleare ferme allora a due per soci. Gli uffici del Governatore chiedono ai vertici della banca di prendere provvedimento alla prima occasione utile. Tradotto: alla prossima assemblea. Il richiamo però cade nel vuoto. Nel 2010 non viene preso alcun provvedimento. Il numero di deleghe viene portato da 2 a 3, ma solo nell'assemblea del 2011
APRILE 2011. Si conclude la lunghissima ispezione di Bankitalia alla Popolare di Milano. Il verdetto è durissimo: governance da rifare e aumento di capitale. In una lettera al cda il governatore Mario Draghi chiede un aumento a 5 delle deleghe. C'è un cambio al vertice. Il direttore generale Fiorenzo Dalu lascia il posto a Enzo Chiesa.o ha messo la parola fine alla lunga permanenza dei controllori di Via Nazionalea Piazza Meda.
MAGGIO 2011. Il consiglio d'amministrazione vara un aumento delle deleghe da 3 a 5 e un aumento di capitale fino a 1,2 miliardi. Pochi giorni prima i soci avevano bocciato la proposta di un aumento da 600 milioni.
GIUGNO 2011. L'assemblea dei soci, controllata dagli Amici della Bipiemme, boccia l'aumento delle deleghe. La banca accelera quindi sull'aumento di capitale e cerca un nuovo investitore.
SETTEMBRE 2011. Il cda vara una nuova governance duale, ma i sindacati si mettono di traverso. E un documento dimostra come gli Amici della Bipiemme controllino la banca.
LUGLIO 2009. Bankitalia chiede a Bpm di aumentare le deleghe assembleare ferme allora a due per soci. Gli uffici del Governatore chiedono ai vertici della banca di prendere provvedimento alla prima occasione utile. Tradotto: alla prossima assemblea. Il richiamo però cade nel vuoto. Nel 2010 non viene preso alcun provvedimento. Il numero di deleghe viene portato da 2 a 3, ma solo nell'assemblea del 2011
APRILE 2011. Si conclude la lunghissima ispezione di Bankitalia alla Popolare di Milano. Il verdetto è durissimo: governance da rifare e aumento di capitale. In una lettera al cda il governatore Mario Draghi chiede un aumento a 5 delle deleghe. C'è un cambio al vertice. Il direttore generale Fiorenzo Dalu lascia il posto a Enzo Chiesa.o ha messo la parola fine alla lunga permanenza dei controllori di Via Nazionalea Piazza Meda.
MAGGIO 2011. Il consiglio d'amministrazione vara un aumento delle deleghe da 3 a 5 e un aumento di capitale fino a 1,2 miliardi. Pochi giorni prima i soci avevano bocciato la proposta di un aumento da 600 milioni.
GIUGNO 2011. L'assemblea dei soci, controllata dagli Amici della Bipiemme, boccia l'aumento delle deleghe. La banca accelera quindi sull'aumento di capitale e cerca un nuovo investitore.
SETTEMBRE 2011. Il cda vara una nuova governance duale, ma i sindacati si mettono di traverso. E un documento dimostra come gli Amici della Bipiemme controllino la banca.