MILANO - Seduta negativa venerdì per le Borse europee dopo una giornata all'insegna degli acquisti. Milano ha perso l'1,39%, Londra l'1,32%, Parigi l'1,51%. Peggio ancora Francoforte che ha ceduto il 2,44%. In attesa che l'Eurogruppo di lunedì fornisca nuove indicazioni sul rafforzamento del fondo salva Stati, sui mercati hanno pesato pesato i dati sulla disoccupazione nell'eurozona che non accenna a diminuire e l'inflazione (+3%) tornata ai livelli del 2008. E la corsa dei prezzi potrebbe anche spingere la Banca Centrale europea a rivedere le sue decisione in materia di politica monetaria.
Come se la situazione non fosse di per sé già abbastanza complicata, nel primo pomeriggio di venerdì il dipartimento del Commercio Usa ha comunicato che i redditi personali degli americani sono diminuiti per la prima volta negli ultimi due anni. Nel dettaglio le entrate sono calate ad agosto dello 0,1%. Le spese sono invece salite dello 0,2%. Gli analisti pronosticavano un rialzo dello 0,1% dei redditi e dello 0,2% delle spese. E a poco è servito un aumento della fiducia dei consumatori negli Stati Uniti. In chiusura a Wall Street il Dow Jones perdeva il 2,17%, il Nasdaq il 2,63%.
Con queste premesse non stupisce che ieri, 30 settembre, si sia chiuso il trimestre borsistico peggiore dai tempi quello immediatamente successivo al fallimento di Lehman Brothers: il Msci all-country world index non perdeva tanto dagli ultimi 3 drammatici mesi del 2008.
Intanto sale l'attesa per la risoluzione della crisi greca, per la quale sarà fondamentale la tranche da 8 miliardi di aiuti internazionali che il paese dovrebbe ricevere ad ottobre. Il premier Greco Georges Papandreou ha assicurato Nicolas Sarkozy sulla sua "totale determinazione" a mettere in opera "scrupolosamente" tutti gli impegni della Grecia nell'ambito del piano di salvataggio dell'euro. Lo ha dichiarato ieri Sarkozy dopo l'incontro con Papandreou presso l'Eliseo, aggiungendo che "il fallimento della Grecia sarà il fallimento di tutta l'Europa" e che "non è possibile lasciar cadere la Grecia per ragioni morali ed economiche".
Prosegue il processo di ratifica da parte dei parlamenti nazionali dei nuovi poteri del fondo europeo salva-stati Efsf. Dopo il voto cruciale della Germania, ha detto sì anche l'Austria. All'appello, quindi, mancano ancora Malta, Olanda e Slovacchia, con i politici di Bratislava che devono ancora decidere quando votare e hanno fissato per martedì una riunione per prendere una decisione.
In calo ieri il petrolio, scambiato al Wit a 81 dollari, mentre l'euro si è indebolito scendendo a 1,34 dollari. Fermo l'oro.
Come se la situazione non fosse di per sé già abbastanza complicata, nel primo pomeriggio di venerdì il dipartimento del Commercio Usa ha comunicato che i redditi personali degli americani sono diminuiti per la prima volta negli ultimi due anni. Nel dettaglio le entrate sono calate ad agosto dello 0,1%. Le spese sono invece salite dello 0,2%. Gli analisti pronosticavano un rialzo dello 0,1% dei redditi e dello 0,2% delle spese. E a poco è servito un aumento della fiducia dei consumatori negli Stati Uniti. In chiusura a Wall Street il Dow Jones perdeva il 2,17%, il Nasdaq il 2,63%.
Con queste premesse non stupisce che ieri, 30 settembre, si sia chiuso il trimestre borsistico peggiore dai tempi quello immediatamente successivo al fallimento di Lehman Brothers: il Msci all-country world index non perdeva tanto dagli ultimi 3 drammatici mesi del 2008.
Intanto sale l'attesa per la risoluzione della crisi greca, per la quale sarà fondamentale la tranche da 8 miliardi di aiuti internazionali che il paese dovrebbe ricevere ad ottobre. Il premier Greco Georges Papandreou ha assicurato Nicolas Sarkozy sulla sua "totale determinazione" a mettere in opera "scrupolosamente" tutti gli impegni della Grecia nell'ambito del piano di salvataggio dell'euro. Lo ha dichiarato ieri Sarkozy dopo l'incontro con Papandreou presso l'Eliseo, aggiungendo che "il fallimento della Grecia sarà il fallimento di tutta l'Europa" e che "non è possibile lasciar cadere la Grecia per ragioni morali ed economiche".
Prosegue il processo di ratifica da parte dei parlamenti nazionali dei nuovi poteri del fondo europeo salva-stati Efsf. Dopo il voto cruciale della Germania, ha detto sì anche l'Austria. All'appello, quindi, mancano ancora Malta, Olanda e Slovacchia, con i politici di Bratislava che devono ancora decidere quando votare e hanno fissato per martedì una riunione per prendere una decisione.
In calo ieri il petrolio, scambiato al Wit a 81 dollari, mentre l'euro si è indebolito scendendo a 1,34 dollari. Fermo l'oro.