MILANO - Diego Della Valle esce dal patto di sindacato di Mediobanca. Dopo essere stato in lizza per un posto in cda, due settimane fa, e avere comprato opzioni per salire fino al 2% della merchant milanese, l'imprenditore delle Tod's sbatte la porta. Già consigliere della "cugina" Generali, Della Valle era stato in ballo fino all'ultimo per entrare nel cda di Piazzetta Cuccia, nel gruppo B degli industriali. Ma per farlo, non avendo lo status di "indipendente", doveva scalzare un pezzo da novanta. La staffetta era stata provata con Jonella Ligresti, figlia del patron di Fondiaria-Sai. Ma il dispiegamento di forze dei Ligresti, il cui network è ancora potente malgrado la crisi finanziaria e industriale che li attanaglia, aveva sventato l'ipotesi. L'imprenditore marchigiano aveva abbozzato, buttandola sull'onore: "Jonella Ligresti è una mia amica e per me i valori dell'amicizia e della lealtà vengono prima di ogni altra cosa. Reputo quindi assolutamente infondate le voci relative ad un mio ingresso in sua sostituzione". Ora la mossa di Della Valle, come sempre rumorosa.
Nelle comunicazioni ufficiali del patto Mediobanca, emerge anche la disdetta del gruppo Ratti, titolare dello 0,2%, e sono confermati gli addii di Santander, Commerzbank, Sal Oppenheim. In tal modo il capitale vincolato cala dal 44,97% al 40,88%.
Mentre la lista di maggioranza che permetterà all'assemblea del 28 ottobre di nominare 21 dei 22 nuovi consiglieri Mediobanca è pubblica da giorni, a ore saranno depositate due liste per il seggio di minoranza e la presidenza del collegio sindacale. Da una parte gli investitori istituzionali, rappresentati da Assogestioni e che detengono circa il 25% del capitale. Dall'altra le Fondazioni bancarie, guidate da Cariverona, Caritorino, Mps e Carisbo, e che tutte insieme hanno il 9% di Mediobanca.
Sembrava che tra i due gruppi di azionisti potesse esserci un accordo; alla base del negoziato tra Assogestioni e le Fondazioni verteva su una lista unica, con il consigliere espresso dai fondi del mercato e il presidente dei sindaci agli enti bancari. Tuttavia, probabilmente a causa di personalismi, l'accordo non è stato trovato, è probabile che si andrà separati, e che oltre al consigliere Assogestioni possa imporre anche il proprio nome per la guida dei sindaci. Il candidato dei fondi al cda è Francesco Giavazzi, economista docente della Bocconi ed editorialista del Corriere della Sera (di cui Mediobanca è tra i grandi soci). I fondi avrebbero poi indicato, per la presidenza sindacale, il commercialista milanese Natale Freddi. Le Fondazioni, malgrado iniziali avances di veronesi, avrebbero puntato su Fabio Roversi Monaco, giurista, ex rettore dell'Università di Bologna e attualmente presidente dell'ente Carisbo.
Così le Fondazioni, che nel cda uscente sono presenti con Marco Parlangeli (espresso da Fondazione Mps) e nel collegio sindacale uscente hanno il presidente Marco Reboa (in quota Carisbo) rischiano di restare a bocca asciutta.
Nelle comunicazioni ufficiali del patto Mediobanca, emerge anche la disdetta del gruppo Ratti, titolare dello 0,2%, e sono confermati gli addii di Santander, Commerzbank, Sal Oppenheim. In tal modo il capitale vincolato cala dal 44,97% al 40,88%.
Mentre la lista di maggioranza che permetterà all'assemblea del 28 ottobre di nominare 21 dei 22 nuovi consiglieri Mediobanca è pubblica da giorni, a ore saranno depositate due liste per il seggio di minoranza e la presidenza del collegio sindacale. Da una parte gli investitori istituzionali, rappresentati da Assogestioni e che detengono circa il 25% del capitale. Dall'altra le Fondazioni bancarie, guidate da Cariverona, Caritorino, Mps e Carisbo, e che tutte insieme hanno il 9% di Mediobanca.
Sembrava che tra i due gruppi di azionisti potesse esserci un accordo; alla base del negoziato tra Assogestioni e le Fondazioni verteva su una lista unica, con il consigliere espresso dai fondi del mercato e il presidente dei sindaci agli enti bancari. Tuttavia, probabilmente a causa di personalismi, l'accordo non è stato trovato, è probabile che si andrà separati, e che oltre al consigliere Assogestioni possa imporre anche il proprio nome per la guida dei sindaci. Il candidato dei fondi al cda è Francesco Giavazzi, economista docente della Bocconi ed editorialista del Corriere della Sera (di cui Mediobanca è tra i grandi soci). I fondi avrebbero poi indicato, per la presidenza sindacale, il commercialista milanese Natale Freddi. Le Fondazioni, malgrado iniziali avances di veronesi, avrebbero puntato su Fabio Roversi Monaco, giurista, ex rettore dell'Università di Bologna e attualmente presidente dell'ente Carisbo.
Così le Fondazioni, che nel cda uscente sono presenti con Marco Parlangeli (espresso da Fondazione Mps) e nel collegio sindacale uscente hanno il presidente Marco Reboa (in quota Carisbo) rischiano di restare a bocca asciutta.