MILANO - La crisi europea spaventa l'Asia. Nella notte il ministro delle finanze giapponese, Jun Azumi, ha lanciato un appello alla zona euro perché applichi "presto" il pacchetto di aiuti alla Grecia, per rassicurare i mercati e frenare l'impennata dello yen nei confronti dell'euro. "L'incertezza - ha detto Azumi - non potrà essere placata finché i paesi della zona euro non mostreranno chiaramente ai mercati la loro intenzione di applicare rapidamente il piano di aiuti alla Grecia".
Un'analisi che spiega il terzo giorno consecutivo di cali per la Borsa di Tokyo che ha ceduto l'1,05% a 8.456,12 punti, dopo aver toccato nel corso della giornata il livello più basso da inizio anno. Male anche il resto del continente con Hong Kong che chiude in calo del 3,4%.
Insieme alla yen torna ad apprezzarsi il dollaro nei confronti dell'euro che adesso vale 1,32 biglietti verdi, mentre in Asia l'oro torna a crescere dello 0,9% a 1.672,38 dollari l'oncia.
La crisi però alimenta i timori di recessione (o quanto meno di un rallentamento della crescita mondiale) e di conseguenza cala ancora il prezzo del petrolio, che sconta anche la ripresa della produzione in Libia: il Wti è sceso a 77 dollari, il Brent a 101,36.
Un'analisi che spiega il terzo giorno consecutivo di cali per la Borsa di Tokyo che ha ceduto l'1,05% a 8.456,12 punti, dopo aver toccato nel corso della giornata il livello più basso da inizio anno. Male anche il resto del continente con Hong Kong che chiude in calo del 3,4%.
Insieme alla yen torna ad apprezzarsi il dollaro nei confronti dell'euro che adesso vale 1,32 biglietti verdi, mentre in Asia l'oro torna a crescere dello 0,9% a 1.672,38 dollari l'oncia.
La crisi però alimenta i timori di recessione (o quanto meno di un rallentamento della crescita mondiale) e di conseguenza cala ancora il prezzo del petrolio, che sconta anche la ripresa della produzione in Libia: il Wti è sceso a 77 dollari, il Brent a 101,36.