MILANO - La settimana di Borsa si apre all'insegna degli acquisti in scia all'intesa Francia-Germania sull'euro e al salvataggio di Dexia deciso dal Belgio. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato che l'Europa è pronta a fare "tutto il necessario" per assicurare che le banche dispongano di un capitale adeguato. Nel corso di una conferenza stampa congiunta a Berlino, insieme al presidente francese Sarkozy, è stato quindi fissato il termine ultimo del 3 novembre per dare una risposta forte alla crisi che, partita dalla Grecia, si è via via estesa a tutta l'Europa,
Piazza Affari cambia passo a metà seduta, con l'indice Ftse Mib che, positivo dall'avvio, chiude in recupero del 3,67% trainata dal comparto bancario: corrono Unicredit (+10,52%) e Intesa Sanpaolo (+4,54%) con Banco Popolare (+3,63%) e Ubi Banca (+2,64%); più cauta Bpm (+0,86%) mentre resta alta la tensione dopo la presentazione delle liste per il consiglio di sorveglianza.
Forti guadagni anche per Francoforte (+3,02%), Parigi (+2,13%) e Londra (+1,8%). La fiducia ai mercati arriva dal salvataggio di Dexia: il titolo riammesso alle quotazione ha perso subito il 36%, prima di ripiegare a -26% e arrivare a guadagnare oltre il 10% (ma chiude a -4%). In Europa le banche viaggiano in rialzo di oltre l'1% grazie al buon esito del vertice di ieri tra Francia e Germania. Atene ha annunciato di aver attivato il fondo di salvataggio per salvare Protor Bank.
I listini sembrano quindi non temere un incremento degli oneri a carico dei privati per il salvataggio del Paese, l'unica strada ritenuta percorribile dagli operatori di mercato per evitare il default. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano per la ricapitalizzazione delle banche, proposto dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, prevede anche l'ipotesi di una ulteriore svalutazione sui titoli di stato greci da parte dei creditori privati, fino al 60% del loro valore nominale, mentre al momento l'hair-cut (ovvero il taglio del rimborso ai creditori) sul debito della grecia è fissato al 21%. Intanto Erste Group, la maggiore banca austriaca, prevede per il 2011 una perdita netta di 700-800 milioni: il rosso è riconducibile soprattutto alla crisi del debito, senza la quale avrebbe chiuso in utile.
In una giornata priva di dati macroeconomici americani, Wall Street vola, dopo la debole chiusura di venerdì scorso. La settimana si era chiusa con un guadagno medio per i tre indici principali intorno al 2%: oggi ripartono in crescita di oltre il 2%.
Avvio di seduta in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale tra Italia e Germania sulla scadenza decennale, da un'apertura di 354 punti base, ha toccato un massimo a 358 punti e passa ora di mano a 357 punti base.
Piazza Affari cambia passo a metà seduta, con l'indice Ftse Mib che, positivo dall'avvio, chiude in recupero del 3,67% trainata dal comparto bancario: corrono Unicredit (+10,52%) e Intesa Sanpaolo (+4,54%) con Banco Popolare (+3,63%) e Ubi Banca (+2,64%); più cauta Bpm (+0,86%) mentre resta alta la tensione dopo la presentazione delle liste per il consiglio di sorveglianza.
Forti guadagni anche per Francoforte (+3,02%), Parigi (+2,13%) e Londra (+1,8%). La fiducia ai mercati arriva dal salvataggio di Dexia: il titolo riammesso alle quotazione ha perso subito il 36%, prima di ripiegare a -26% e arrivare a guadagnare oltre il 10% (ma chiude a -4%). In Europa le banche viaggiano in rialzo di oltre l'1% grazie al buon esito del vertice di ieri tra Francia e Germania. Atene ha annunciato di aver attivato il fondo di salvataggio per salvare Protor Bank.
I listini sembrano quindi non temere un incremento degli oneri a carico dei privati per il salvataggio del Paese, l'unica strada ritenuta percorribile dagli operatori di mercato per evitare il default. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano per la ricapitalizzazione delle banche, proposto dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, prevede anche l'ipotesi di una ulteriore svalutazione sui titoli di stato greci da parte dei creditori privati, fino al 60% del loro valore nominale, mentre al momento l'hair-cut (ovvero il taglio del rimborso ai creditori) sul debito della grecia è fissato al 21%. Intanto Erste Group, la maggiore banca austriaca, prevede per il 2011 una perdita netta di 700-800 milioni: il rosso è riconducibile soprattutto alla crisi del debito, senza la quale avrebbe chiuso in utile.
In una giornata priva di dati macroeconomici americani, Wall Street vola, dopo la debole chiusura di venerdì scorso. La settimana si era chiusa con un guadagno medio per i tre indici principali intorno al 2%: oggi ripartono in crescita di oltre il 2%.
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