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Soru, sequestrati 3 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha sequestrato 3 milioni di euro a Renato Soru, il patron di Tiscali, la società di tlc quotata in Borsa. L'operazione è stata condotta in relazioni ad alcune pendenze che il numero uno dell'azienda sarda ha in sospeso con il Fisco

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MILANO - Su ordine del giudice per le indagini preliminari di Cagliari, Simone Nespoli, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza tutti i conti correnti intestati a Renato Soru, numero uno di Tiscali ed esponente del Pd, in diversi istituti di credito fino a un ammontare di tre milioni e 20 mila di euro, la cifra che, secondo l'accusa della procura locale, il patron di Tiscali dovrebbe al Fisco. Se le somme depositate, come sembra, non dovessero bastare, si passerà al sequestro degli immobili: la villa di Bonaria a Cagliari, case e terreni a Sanluri. L'inchiesta riguarda un prestito fatto dalla Andalas ldt a Tiscali Finance per circa 27 milioni e mezzo di euro e i relativi interessi pagati negli anni a favore della società inglese. Soru ha sempre dichiarato di aver agito, sotto il profilo tributario, con trasparenza e correttezza.

I legali di Soru hanno subito precisato che il provvedimento di sequestro preventivo costituisce una misura cautelare adottata per prassi dalla Procura cagliaritana nei reati di natura fiscale. Soru ha ribadito "la piena collaborazione con gli inquirenti al fine di documentare la assoluta trasparenza e buona fede del proprio operato confermando il proprio intendimento di giungere ad un accordo che consenta di uniformare le differenti posizioni tributarie". A tal proposito, fin dalla settimana scorsa, i legali hanno depositato presso l'Agenzia delle Entrate la formale istanza finalizzata a pervenire all'intesa con gli organi competenti.