Economia

la scheda

Vendite allo scoperto e Cds
Nuove regole dall'estate 2012

L'Unione europea ha preparato una tabella di marcia per approvare la riforma entro fine anno: in questo modo entrerebbe in vigore dopo sei mesi. Ecco cosa cambia

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MILANO - Se sarà rispettata la tabella di marcia prevista dall'Unione europea sulla riforma delle vendite allo scoperto e sui credit default swap (le assicurazioni contro i fallimenti delle obbligazioni) compresi quelli sul debito sovrano, entreranno in vigore a metà del 2012. Ecco cosa cambia.

La trasparenza - Per le vendite allo scoperto viaggerà su due piani: con una bassa soglia di transazioni (lo 0,2% del capitale della società) la notifica verrà fatta solo all'autorità di supervisione. Dallo 0,5% del capitale in poi, la comunicazione al mercato sarà obbligatoria come forma di disincentivo per strategie aggressive di vendite allo scoperto. Per i titoli sovrani e per i cds relativi ai bond la notifica è obbligatoria solo per le posizioni significative. Per evitare aggiramenti delle regole di trasparenza attraverso transazioni su derivati, i vincoli di notifica si applicano anche all'uso degli stessi derivati per ottenere una posizione "short" su azioni o bond.

Supervisione - Quando sarà a rischio la stabilità del mercato e di esso, le autorità di supervisione potranno imporre misure temporanee di trasparenza (richiesta di ulteriori informazioni) sia di restrizione delle transazioni sui titoli e sui cds. L'eventuale stop alle transazioni non potrà durare più di tre mesi: potrà esteso, ma solo con una decisione pienamente motivata. Se poi uno strumento finanziario crollassse in un solo giorno, le autorità avranno la possibilità di divietare la vendita allo scoperto dello stesso un massimo di due giorni. L'Esma avrà un ruolo di coordinamento e sorveglierà affinchè negli altri Paesi lo stesso strumento sia sospeso dalle transazioni.

Restrizioni
- Le regole distinguono tra vendite allo scoperto di azioni e di debito sovrano. Per le azioni, lo short selling è ammesso soltanto se l'investitore ha preso in prestito lo strumento finanziario, ha un accordo per prenderlo in prestito o ha un accordo con una terza parte in base al quale quest'ultima ha confermato che l'azione è stata "localizzata" (considera che il titolo è disponibile per il regolamento quando ciò deve avvenire), ha preso nei confronti di terze parti le misure necessarie perchè l'investitore abbia "la ragionevole aspettativa" che la regolazione può avvenire quando è dovuto. Una valutazione che Esma farà valutando il trading intragiornaliero.
Per il debito sovrano valgono le stesse tre regole applicate per le azioni, ma le restrizioni non si applicano se la transazione serve a coprire una posizione lunga in strumenti di debito di un emittente il cui prezzo ha una elevata correlazione con il prezzo del debito sovrano.

Cds sovrani naked - La regolamentazione proibisce in modo permanente i cosiddetti cds sul debito sovrano "naked" (nudi), cioè quando il venditore non ha preso a prestito i titoli o non ha provveduto a procurarsi la garanzia di poterlo fare. I cds sul debito sovrano 'naked' possono destabilizzare i mercati del debito sovrano: il venditore non effettua la transazione per coprirsi contro un rischio di "default" dell'emittente o di una caduta del valore del debito sovrano. Per evitare che tale restrizione abbia effetti negativi sulla liquidità, il supervisore può sospenderla temporaneamente. La proibizione dello short selling di cds "nudi" sul debito sovrano può essere sospesa per un periodo iniziale di 12 mesi rinnovabili per ulteriori periodi di massimo sei mesi ciascuno. In sostanza si tratta di una clausola di "opt out" che può anche essere utilizzata a tempo indefinito se ci sono le condizioni. Per decidere la sospensione bisognerà valutare cinque elementi: alti tassi di interesse sul debito sovrano, aumento degli spread sul debito sovrano e sui cds sovrani, tempi di ritorno del prezzo del debito sovrano all'equilibrio originario dopo una fase intensa di scambi, ammontare del debito sovrano che può essere oggetto di trading.

Esenzioni
- Sono previste per le attività di "market making" (perchè assolvono un ruolo importante per la liquidità), le operazioni sui mercati primari (dove si effettuano transazioni per fornire di liquidità gli emittenti di debito sovrano e per la stabilizzazione del prezzo delle azioni) e per le azioni i cui principali mercati sono fuori ue.