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Le tensioni tra Francia e Germania
spingono le vendite sulle Borse Ue

Sarkozy parla di "trattative in stallo". Difficile un accordo sul fondo salva stati e sulle banche prima di domenica. Oggi Atene vota sulla nuova austerity e lo spread tra i titoli di Stato italiani e i bund sale a 401 punti

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MILANO - Seduta in rosso per le principali Borse del Vecchio continente. Sui mercati pesano diverse incognite. In giornata il Parlamento greco voterà sulle nuove misure di austerity imposte del governo: senza il via libera definitivo le istitutizioni internazionali non concederanno ad Atene la nuova tranche di aiuti da 8 miliardi. Necessaria per evitare il default. La troika ha dato il suo via libera, ma ammonisce: "La situazione è cambiata. Difficile che la Grecia rispetti gli obiettivi. Gli aiuti potrebbero non bastare". E il Paese è diviso: oggi il secondo giorno di scioperi, mentre continuano gli scontri in piazza. Germania e Francia non trovano l'accordo sul piano da presentare al summit di domenica prossima: i tedeschi pensano addirittura di chiedere un rinvio del vertice. Le tensioni si riflettono sul differenziale tra titoli di Stato tedeschi e italiani: lo spread è salito a 397 punti. Come a dire che l'Italia per raccogliere capitale deve pagare il 3,97% in più della Germania.

E così Milano crolla cedendo il 3,78% bruciando oltre 7 miliardi di euro. Francoforte ha perso il 2,46%, Londra l'1,20% e Parigi il 2,29%. Male in mattinata anche l'Asia con Tokyo che ha ceduto lo 0,97% condizionata dal Beige Book pubblicato ieri sera dalla Fed: le prospettive economiche degli Stati Uniti sono in peggioramento le imprese molto caute nello spendere e nel costituire riserve, nonostante l'avvicinamento della stagione delle vendite festive. Wall Street oscilla intorno alla parità. Il Nasdaq perde mezzo punto. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono calate di 6mila unità a quota 403mila nella settimana terminata il 15 di ottobre. Il dato odierno è sostanzialmente in linea con le attese. La media delle quattro settimane è invece scesa di 6250 unità a quota 403mila.


Berlino, intanto, ha rivisto le previsioni di crescita per il 2012 all'1% del Pil. Le stime finora erano invece all'1,8%. Lo ha annunciato il ministro della Economia Philippe Roesler: "Dobbiamo ricordarci in che situazione economica ci stiamo trovando". Il ministro ha quindi evocato la "crescente destabilizzazione" della economia tedesca, spiegando che la crescita per il 2011 rimane al 2,9%, più alta delle previsioni dello scorso aprile che la davano al 2,6%. L'export, motore dell'economia tedesca, ha subito un contraccolpo della domanda mondiale e segna un +3,5% per l'anno prossimo, nettamente meno di quest'anno, quando la crescita era stata del 7,5%.

Sui mercato c'è quindi attesa per il summit europeo a Bruxelles domenica prossima. Ieri il presidente francese Nicolas Sarkozy è volato a Francoforte per incontrare Angela Merkel: si cerca un'intesa sul rafforzamento del fondo salva stati portandolo la sua capacità a 2mila miliardi e sulla ricapitalizzazione delle banche. Il cancelliere tedesco non esclude, però, di chiedere una revisione dei  trattati. All'incontro hanno partecipato anche Christine Lagarde (direttore del Fmi), Jean-Claude Trichet e Mario Draghi (presidenti uscente ed entrante della Bce), nonoché Jose Manuel Barroso (presidente della Commissione europea) ed Herman Van Rompuy (presidente del Consiglio europeo). Difficile però trovare un'intesa definitiva prima del fine settimana e lo stesso Sarkozy ha parlato di "trattative in stallo".

Giornata calda anche sul fronte dei titoli di Stato. Dopo la recente decisione di Moody's di mettere sotto osservazione l'outlook sul rating sovrano della Francia, e il netto allargamento dello spread contro la Germania che ora viaggia sui 119 (ai massimi dal 1992), oggi il tesoro ha collocato sul mercato bond per 4,2 miliardi di euro a 2 e 5 anni con i premi di rendimento in deciso rialzo rispetto all'ultima asta. Le obbligazioni per 2,775 miliardi con scadenza nel 2013 pagano un interesse dell'1,31%, in rialzo dall'1,08% offerto nell'asta di settembre, quelli da 1,485 miliardi di euro con scadenza al 2016 hanno un rendimento del 2,31% rispetto all'1,8% offerto in precedenza.

La Spagna, invece, ha venduto bond per 3,91 miliardi di euro a 6, 8 e 10 anni, rispetto ad un obiettivo massimo di 4,25 miliardi, con i premi di rendimento sul decennale in calo rispetto all'ultima asta. Il Tesoro spagnolo ha collocato i titoli a dieci anni offrendo un interesse del 5,433% contro il 5,896% dell'asta precedente. La domanda è stata pari a 1,76 volte l'importo offerto contro 1,9 volte dell'ultima asta. I bond con scadenza nel 2019 sono stati piazzati con un interesse del 5,11%, in rialzo dal precedente 4,969% ed in questo caso la domanda è stata di 2,09 volte l'importo offerto, in calo da 2,17. I titoli con scadenza nel 2017 sono stati venduti ad un rendimento del 4,782%.

Wall Street contrastata. Dopo una giornata contrastata, New York chiude in maniera divergente: il Dow Jones segna un + 0,36 %, mentre il Nasdaq, anche per l'andamento del titolo Apple, segna un meno 0,11 %.