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Immobiliaristi, chiusa l'inchiesta su Casale

La procura di Milano ha chiuso le indagini per bancarotta fraudolenta sull'immobiliarista Vittorio Casale e altri due imprenditori Francesco Vizzari e Gianguido Bonatti

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MILANO - Chiuse le indagini per bancarotta fraudolenta sull'immobiliarista Vittorio Casale, patron del gruppo Operae, e altri due imprenditori Francesco Vizzari, amministratore delegato delle società del gruppo Operae, e Gianguido Bonatti, titolare di una controparte nelle operazioni immobiliari. Casale è noto per aver portato il gioco del Bingo in Italia e, dopo essere stato arrestato nel giugno scorso, si trova ora agli arresti domiciliari.

Le indagini, condotte dai pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta, riguardano il fallimento di quattro società del gruppo immobiliare Operae spa che, dopo aver pagato cospicue plusvalenze e distribuito dividendi, hanno omesso di pagare imposte per 20 milioni di euro e, per evitare le procedure esecutive nei confronti del gruppo, sarebbero state cedute a una società inattiva, la Skt, di cui era titolare Bonatti.

Le quattro società del gruppo fallite al centro dell'inchiesta sono Operae Partners, Operae Parlamento, Operae Abruzzi e Cile immobiliare Castello. Casale viene considerato il "dominus indiscusso" delle società, secondo quanto riportato nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere del giugno scorso firmata dal gip Fabrizio D'arcangelo, il quale scriveva che Casale "godeva della pienezza di tutti i poteri gestori e proprietari delle medesima società e le operazioni delittuose poste in essere devono essere ricondotte principalmente alla determinazione criminosa del medesimo".

Al centro dell'inchiesta  ci sono circa una quindicina di operazione di trading immobiliare tra il 2004 e il 2006 le cui plusvalenze non sarebbero state dichiarate al Fisco.