Economia

Il crac

San Raffaele, Zangrillo in procura

Il medico del premier Silvio Berlusconi, nonché primario del San Raffaele, si è recato in procura per un colloquio con il sostituto procuratore Laura Pedio, che indaga sul crac dell'ospedale di Don Verzè

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MILANO - Un colloquio informale in procura, chiesto dallo stesso Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, ma soprattutto primario di Anestesia e Rianimazione cardio vascolare del San Raffaele, l'ospedale fondato da don Luigi Verzè e sull'orlo del fallimento. E sembra proprio che il colloquio informale avuto con il pubblico ministero Laura Pedio sia stato su questo argomento.

Il suo nome è stato recentemente associato al dissidio avvenuto all'interno del consiglio di amministrazione del San Raffaele che ha poi portato alle dimissioni di Massimo Clementi e Maurizio Pini, i due consiglieri entrati nell’organo direttivo della Fondazione per conto di un fantomatico fondo internazionale (una Charity) che avrebbe dovuto investire circa un miliardo di euro nell’Università dell’ospedale.

Ufficialmente i due consiglieri hanno lasciato la carica «per motivi strettamente personali», ma sembrerebbe invece che ci siano stati dissapori sulla direzione scientifica del San Raffaele. Clementi e Pini si sarebbero schierati per Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, scontrandosi con Renato Botti, già direttore generale e ora consulente dell’ospedale che spingeva per un nome molto più prestigioso. Del resto quella poltrona oggi è occupata da direttore scientifico Maria Grazia Roncarolo, sulla cui professionalità non c’è alcun dubbio.