MILANO - Il gruppo Eni ha archiviato nel terzo trimestre dell'anno un utile netto di 1,7 miliardi di euro, battendo le stime degli analisti che prevedevano un risultato di 1,42 miliardi di euro. Si tratta di una crescita del 7 per cento rispetto allo scorso anno, un balzo in avanti notevole che ha di fatto attutito l'impatto sulla società dell'introduzione della Robin Tax, l'incremento Ires (+4%) voluto dalla recente manovra finanziaria di agosto. Dall'inizio dell'anno il gruppo ha macinato utili per oltre 5,5 miliardi di euro.
Anche l'utile operativo rettificato di 4,6 miliardi ha battuto le previsioni (4,22 miliardi). In linea con le attese la produzione di barili di petrolio a 1,47 milioni di barili al giorno, in calo tuttavia del 13% per le difficoltà riscontrantate nei giacimenti libici, la cui contrazione è stata di ben 250mila barili al giorno. Continua il momento negativo della divisione Gas&Power, sulla quale pesa la pressione competitiva e la debolezza della domanda.
Il comunicato
Anche l'utile operativo rettificato di 4,6 miliardi ha battuto le previsioni (4,22 miliardi). In linea con le attese la produzione di barili di petrolio a 1,47 milioni di barili al giorno, in calo tuttavia del 13% per le difficoltà riscontrantate nei giacimenti libici, la cui contrazione è stata di ben 250mila barili al giorno. Continua il momento negativo della divisione Gas&Power, sulla quale pesa la pressione competitiva e la debolezza della domanda.
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