MILANO - Mediobanca ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2011-2012 con un utile netto di 57 milioni, il 55% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A pesare sul bilancio di Piazzetta Cuccia sono state in particolare le svalutazioni sui titoli greci in portafoglio (44,5 milioni) e il risultato delle attività di negoziazione, negativo per 12 milioni contro il guadagno di 80 milioni del 2010-2011.
"E' stato un trimestre nero per il mondo bancario e forse il peggior trimestre che io abbia mia visto nella mia vita professionale - ha commentato l'ad Alberto Nagel -. Per quanto riguarda Mediobanca, il lavoro di diversificazione delle fonti di ricavi è stato determinante". Il momento difficile del corporate and investment banking (in rosso per 26 milioni) è stata compensato dalla ripresa dei profitti da partecipazioni e dal risultato positivo nel credito al consumo. I ricavi del trimestre sono calati dell'8% a 459 milioni mentre l'istituto conserva una soldia struttura patrimoniale con impieghi cresciuti del 3,3% a 37,4 miliardi, disponibilità finanziarie per 16,7 e una provvista a 51,1 miliardi.
"In un contesto di crescente difficoltà delle banche europee a rifinanziare i propri passivi, la gestione dell'istituto sarà improntata a privilegiare la patrimonializzazione e la dotazione di liquidità", sottolinea una nota del gruppo. Le previsioni sull'andamento dell'esercizio invece "restano fortemente condizionate dagli impatti della crisi dei mercati sulla valorizzazione degli asset finanziari e sulle altre voci della gestione caratteristica (margine di interesse, commissioni e rettifiche su crediti) maggiormente legate all'andamento dell'economia reale".
"E' stato un trimestre nero per il mondo bancario e forse il peggior trimestre che io abbia mia visto nella mia vita professionale - ha commentato l'ad Alberto Nagel -. Per quanto riguarda Mediobanca, il lavoro di diversificazione delle fonti di ricavi è stato determinante". Il momento difficile del corporate and investment banking (in rosso per 26 milioni) è stata compensato dalla ripresa dei profitti da partecipazioni e dal risultato positivo nel credito al consumo. I ricavi del trimestre sono calati dell'8% a 459 milioni mentre l'istituto conserva una soldia struttura patrimoniale con impieghi cresciuti del 3,3% a 37,4 miliardi, disponibilità finanziarie per 16,7 e una provvista a 51,1 miliardi.
"In un contesto di crescente difficoltà delle banche europee a rifinanziare i propri passivi, la gestione dell'istituto sarà improntata a privilegiare la patrimonializzazione e la dotazione di liquidità", sottolinea una nota del gruppo. Le previsioni sull'andamento dell'esercizio invece "restano fortemente condizionate dagli impatti della crisi dei mercati sulla valorizzazione degli asset finanziari e sulle altre voci della gestione caratteristica (margine di interesse, commissioni e rettifiche su crediti) maggiormente legate all'andamento dell'economia reale".