MILANO - Ancora una volta finisce sulle spalle di Piazza Affari la maglia nera della giornata borsistica. Il Ftse-Mib ha perso il 3,82%, scontando le tensioni sui titoli di stato e la sfiducia diffusa circa la capacità del governo italiano di tradurre in fatti gli impegni presi nella lettera consegnata mercoledì scorso ai partner europei.
Un quadro su cui si è innestato anche l'andamento debole di Wall Street, su cui pesa il dato inferiore alle attese dell'indice dei direttori d'acquisto di Chicago attestatosi a 58,4 punti contro i 59 previsti. Un quadro non certo roseo sul quale è scoppiato il crack da 41 miliardi di dollari di Mf Global Holding, una finanziaria attiva sul mercato dei futures e molto esposta verso il debito pubblico europeo. A fine giornata il Dow Jones lascia sul terreno il 2,25% mentre, il Nasdaq cede l'1,93% e lo S&P 500 il 2,48%.
In difficoltà, oltre a Milano, anche le altre grandi piazze borsistiche europee. Sotto tensione rimangono tutti i titoli bancari (a Piazza Affari IntesaSanpaolo ha perso il 7,39%), per la ricapitalizzazione chiesta dalle autorità europee agli istituti di credito dell'Eurozona. Toccherà a loro assorbire il 50% delle perdite sui bond di Stato dei Paesi a rischio, a partire dalla Grecia. Francoforte arretra del 3,23%, Parigi perde il 3,16% e Londra dell'2,77%.
I titoli peggiori della giornata a Piazza Affari sono quelli di Fiat (-8,01%) e Fiat Industrial (-7,89%) al pari di diversi altri industriali europei.
Lo spread tra il Btp e l'analogo bund tedesco arriva a 407 punti base dai 384 di venerdì, mentre l'interesse sul decennale italiano vola al 6,09%. "Gli investitori scappano dai titoli di Stato italiani. Le vendite fanno scendere i prezzi sul mercato e quindi il rendimento sale", spiega un operatore. "Dall'altro lato, ci sono anche meno compratori di titoli di Stato italiani".
Nonostante gli acquisti della Bce il rendimento del Btp a due anni sul mercato secondario ha raggiunto il 5,08%, si tratta del livello più alto da novembre 2000. Mentre ha sfiorato la soglia del 6% il rendimento del Btp a cinque anni, segnando un nuovo massimo storico dall'introduzione dell'euro nel 1999. L'interesse sul quinquennale è infatti schizzato al 5,99% con lo spread con l'equivalente bund tedesco a 476 punti base.
Il Giappone è intervenuto per abbassare il valore dello yen nei confronti del dollaro. E' la seconda volta in tre mesi. La forza della divisa statunitense ha finito per indebolire il settore delle materie prime e il comparto industriale. Scende anche l'euro in calo nei confronti della divisa statunitense. La moneta unica europea viene scambiata a 1,3946 dollari contro il valore di 1,4160 fatto registrare venerdì.
Il petrolio Wti apre in leggero ribasso sul rafforzamento del dollaro. Il greggio con scadenza a dicembre viene scambiato a 91,94 dollari al barile, in ribasso di 1,36 dollari rispetto alla chiusura di venerdì.
Un quadro su cui si è innestato anche l'andamento debole di Wall Street, su cui pesa il dato inferiore alle attese dell'indice dei direttori d'acquisto di Chicago attestatosi a 58,4 punti contro i 59 previsti. Un quadro non certo roseo sul quale è scoppiato il crack da 41 miliardi di dollari di Mf Global Holding, una finanziaria attiva sul mercato dei futures e molto esposta verso il debito pubblico europeo. A fine giornata il Dow Jones lascia sul terreno il 2,25% mentre, il Nasdaq cede l'1,93% e lo S&P 500 il 2,48%.
In difficoltà, oltre a Milano, anche le altre grandi piazze borsistiche europee. Sotto tensione rimangono tutti i titoli bancari (a Piazza Affari IntesaSanpaolo ha perso il 7,39%), per la ricapitalizzazione chiesta dalle autorità europee agli istituti di credito dell'Eurozona. Toccherà a loro assorbire il 50% delle perdite sui bond di Stato dei Paesi a rischio, a partire dalla Grecia. Francoforte arretra del 3,23%, Parigi perde il 3,16% e Londra dell'2,77%.
I titoli peggiori della giornata a Piazza Affari sono quelli di Fiat (-8,01%) e Fiat Industrial (-7,89%) al pari di diversi altri industriali europei.
Lo spread tra il Btp e l'analogo bund tedesco arriva a 407 punti base dai 384 di venerdì, mentre l'interesse sul decennale italiano vola al 6,09%. "Gli investitori scappano dai titoli di Stato italiani. Le vendite fanno scendere i prezzi sul mercato e quindi il rendimento sale", spiega un operatore. "Dall'altro lato, ci sono anche meno compratori di titoli di Stato italiani".
Nonostante gli acquisti della Bce il rendimento del Btp a due anni sul mercato secondario ha raggiunto il 5,08%, si tratta del livello più alto da novembre 2000. Mentre ha sfiorato la soglia del 6% il rendimento del Btp a cinque anni, segnando un nuovo massimo storico dall'introduzione dell'euro nel 1999. L'interesse sul quinquennale è infatti schizzato al 5,99% con lo spread con l'equivalente bund tedesco a 476 punti base.
Il Giappone è intervenuto per abbassare il valore dello yen nei confronti del dollaro. E' la seconda volta in tre mesi. La forza della divisa statunitense ha finito per indebolire il settore delle materie prime e il comparto industriale. Scende anche l'euro in calo nei confronti della divisa statunitense. La moneta unica europea viene scambiata a 1,3946 dollari contro il valore di 1,4160 fatto registrare venerdì.
Il petrolio Wti apre in leggero ribasso sul rafforzamento del dollaro. Il greggio con scadenza a dicembre viene scambiato a 91,94 dollari al barile, in ribasso di 1,36 dollari rispetto alla chiusura di venerdì.