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Qantas torna a volare
Ha 21 giorni per trovare una soluzione

Questa mattina i velivoli della compagnia di bandiera hanno ricominciato a collegare l'Australia con il resto del mondo. Azienda e sindacati hanno tre settimane di tempo per trovare una soluzione alla disputa che ha portato alla sospensione dei voli

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LONDRA - I canguri sono tornati a volare. Un tribunale del lavoro ha ordinato ai sindacati di sospendere lo sciopero e alla Qantas, la compagnia di bandiera australiana, di riportare in cielo i suoi aerei, mettendo fine a una crisi che per 48 ore ha minacciato di isolare la terra del "Down Under", come la chiamano i suoi abitanti, dal resto del mondo, o perlomeno di complicare notevolmente i collegamenti tra Sidney e il resto del pianeta.

Bill Shorten, sottosegretario al Tesoro australiano, ha elogiato la decisione del tribunale per avere "restituito buon senso" a una situazione che stava costando decine di milioni di dollari al giorno al suo paese. Dal maggio scorso la Qantas era impegnata in una disputa con tre diverse confederazioni sindacali rappresentanti piloti, personale di terra e personale di bordo su salari, condizioni di lavoro e pensioni. Ma il conflitto si è inasprito all'improvviso la scorsa settimana, dopo che si è saputo che gli azionisti della linea aerea avevano deciso di dare ad Alan Joyce, l'amministratore delegato, pieni poteri nella contrattazione e un aumento di stipendio del 71 per cento.

I sindacati hanno proclamato sciopero ad oltranza. La Qantas ha risposto affermando di non avere "altra scelta" che cancellare tutti i suoi voli, tenendo a terra 108 aerei in 22 aeroporti di tutto il mondo. Decine di migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati: in Australia, nel caso di turisti che volevano tornare a casa, o in tutto il mondo, nel caso di australiani che volevano rientrare in patria. Chi poteva permetterselo ha cercato di acquistare un biglietto con altre compagnie aeree, anche con voli indiretti e numerosi cambi lungo il percorso per arrivare a destinazione. Un problema che ha coinvolto tra gli altri i numerosi giornalisti inglesi giunti in Australia al seguito della regina Elisabetta.

Il primo ministro australiano Julia Gillard è intervenuta insistendo per una mediazione fra le due parti, poi è arrivata la sentenza del tribunale del lavoro di Sidney. Ora sindacati e azienda avvieranno 21 giorni di negoziati per cercare di arrivare a un accordo. Ma intanto la terra dei canguri non è più isolata o difficilmente raggiungibile.