Economia

Credit Suisse annuncia 1.500 tagli
Aumentano gli utili e gli esuberi

La seconda banca svizzera aveva annunciato a luglio il licenziamento dei 2mila dipendenti: il gruppo punta a risparmiare 800 milioni di franchi alla fine del 2013

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MILANO -  La seconda Banca elvetica, Credit Suisse, ha annunciato un ulteriore taglio di circa 1.500 posti di lavoro, finalizzato alla riduzione dei costi, rimodulando la propria strategia orientandola verso i mercati a più forte crescita, quelli del Paesi emergenti. Un annuncio che segue quello di luglio quando il gruppo decise il licenziamento di 2mila persone. Eppure i conti della banca svizzera sono in salute: il terzo trimestre si è chiuso con un utile netto in rialzo del 12% a 683 milioni di franchi svizzeri (562 milioni di euro), meno però della stime degli analisti a un miliardo di franchi.

La forza lavoro della banca calerà così da 50.700 persone prima dell'estate a poco più di 47mila persone alla fine del 2013: una strategia che dovrebbe garantire risparmi per 800 milioni di franchi.

Il comunicato.

Il risultato dell'ultimo trimestre è stato influenzato dal fatto che il gruppo ha dovuto accantonare 183 milioni per risolvere alcune questioni fiscali con la Germania e altri 295 milioni "legati alla questione fiscale negli Stati Uniti". Nello stesso periodo i ricavi sono stati di 7,1 miliardi di franchi, in calo del 51,4% rispetto a un anno fa. Tra le divisioni che hanno sofferto di più nel periodo luglio-settembre c'è la banca d'affari che ha registrato una perdita ante imposte di 190 milioni di franchi svizzeri, quando lo scorso anno aveva messo a segno un utile di 395 milioni.