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Il rimbalzo delle Borse europee
Preoccupano la Grecia e l'Italia

Seduta all'insegna della volatilità per le Piazze del Vecchio continente. In Germania aumenta la disoccupazione, nell'eurozona cala il pmi manifatturiero e difficilmente dalla Fed arriveranno nuove misure di sostegno

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MILANO - Rimbalzo riuscito per le Borse europee che tirano il fiato dopo la tremenda seduta di ieri. E così, dopo una mattinata in altalena, Piazza Affari chiude in recupero del 2,31%, Francoforte il 2,27%, Parigi l'1,42%, Londra l'1,25%. Si tratta però sopratutto di un rimbalzo tecnico perché con una perdita del 6,8%, ieri, il FtseMib aveva registrato il peggior ribasso degli ultimi tre anni e la quarta peggior chiusura della sua storia bruciando 22 miliardi. La tensione sull'Italia resta alta: il rendimento dei Btp decennali, salito ieri, al record del 6,3%, resta al 6,16% soglia critica per gli analisti, così come lo spread con il Bund è a 435 punti base.

A spingere gli acquisti è stato il comparto auto: lo Stoxx di settore ha guadagnato il 3,10% trascinando anche Fiat (+2,54%). Ancora in difficoltà le banche a livello europeo. L'indice ha recupero appena lo 0,88% dopo aver ceduto il 6,21% ieri. In spolvero soprattutto le italiane Unicredit (+6,87%) e Intesa Sanpaolo (+5,24%).

I mercati speravano che la Fed al termine della riunione di due giorni del Fomc (Federal Open Market Committee), annunciasse qualche misura di sostegno alla fragile ripresa dell'economia Usa: il presidente Ben Bernanke ha invece annunciato che i tassi resteranno fermi perché la ripresa è ancora fragile. L'attenzione degli investitori di tutto il mondo resta comunque concentrata sulla Grecia e sul referendum indetto dal premier George Papandreou che sottoporrà al voto popolare il piano di salvataggio concordato con la Ue e il Fondo monetario. Il voto potrebbe tenersi già a dicembre.

Wall Street però mosta segnali di ottimismo, i tre indici principali guadagnano oltre l'1%, mentre questa mattina Tokyo, a differenza delle Borse cinesi, aveva chiuso in calo del 2,2%. 

Nella notte Papandreou ha ottenuto l'appoggio del consiglio dei ministri alla sua decisione di indire un referendum popolare sul nuovo pacchetto di aiuti internazionali, da tenere il più presto possibile. E in un'intervista al Financial Times Deutschland, il ministro delle Finanze tedesco, Schaeuble, ha espresso fiducia sul fatto che i greci supporteranno le riforme concordate dal governo con i partner europei.

La gravità della situazione ha indotto il ministro Giulio Tremonti a convocare il Comitato per la Stabilità finanziaria, una task force che ha tra i suoi compiti quello di fornire indicazioni nel caso si manifesti una crisi finanziaria di natura sistemica. Ne fanno parte il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco (al suo posto il vice direttore generale Annamaria Tarantola), il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli (per lui c'era il ragioniere generale Mario Canzo), il presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini e il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. L'incontro è durato poco più di un'ora, ma all'uscita nessuno dei partecipanti ha rilasciato dichiarazioni.

I violenti movimenti dei mercati finanziari hanno spinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a sollecitare il governo a implementare velocemente gli impegni presi dall'Italia in ambito europeo, riservandosi l'opportunità di verificare la presenza di larghe intese, nel caso la maggioranza tergiversasse. L'esecutivo sta valutando l'approvazione di un maxi-emendamento alla legge di stabilità, cui il consiglio dei ministri dovrebbe dare il via libera prima del G20 di Cannes che inizierà domani.