Economia

Il bilancio

Mediaset crolla a Piazza Affari
Pesano conti e crisi di governo

Gli spot sulle tre reti di Cologno calano del 2,9% nei primi nove mesi dell'anno e l'utile scende da 192 a 166 milioni. Il Biscione prevede per l'intero esercizio un risultato peggiore rispetto al 2010.

1 minuti di lettura
MILANO - La frenata della raccolta pubblicitaria (-2,9% nei primi nove mesi dell'anno su Canale 5, Italia 1 e Rete 4) rallenta i profitti di Mediaset. Le tv del presidente del Consiglio hanno chiuso il periodo gennaio-settembre 2011 con un fatturato di 3,01 miliardi in linea con lo stesso periodo dell'anno precedente, un utile operativo in calo del 32% e profitti netti per 166,6 milioni contro i 192 dell'anno precedente. Sui bilanci dell'anno scorso pesava la svalutazione di 75 milioni di Endemol. "I risultati - sottolinea una nota del gruppo - risentono del difficile quadro economico nazionale". E la società prevede di chiudere il bilancio 2011 "con un risultato netto inferiore a quello del 2010".

In mattinata titolo Mediaset cede a Piazza Affari il 5,34% a quota 2,37 euro, la seconda peggior performance tra le blue chip. A Piazza Affari pesa anche la crisi di governo e l'annuncio di dimissioni da premier del suo socio di riferimento, Silvio Berlusconi. Le azioni del Biscione aveva già iniziato a ripiegare ieri sera dopo il voto alla Camera sul rendiconto di bilancio italiano che ha certificato nei numeri come l'esecutivo non abbia più una maggioranza.

A zavorrare i conti di Cologno è stata la frenata del mercato pubblicitario nel 2011. La raccolta di spot in Italia sulle reti gratuite è stata di 1,93 miliardi (-2,9%) a fronte di un -6% complessivo del mercato televisivo in Italia. Negli ultimi dieci anni Publitalia ha regolarmente fatto meglio della Sipra (la concessionaria Rai) consolidando la sua posizione sul mercato. I ricavi pubblicitari della tv di stato erano pari nel 2000 al 60% di quelli di Mediaset. Oggi sono scesi sotto il 40%.