MILANO - Agli azionisti, presentando il peggiore bilancio della storia della Juventus, il presidente del club Andrea Agnelli aveva auspicato un ritorno ai “fondamentali”. Un’espressione che tradotta dal linguaggio finanziario significa tornare a una buona gestione. I risultati del primo trimestre dell’anno, tuttavia, sembrano andare in tutt’altra direzione e lasciano presagire un’annata peggiore di quella passata chiusasi con una perdita record di oltre 90 milioni di euro e un’ispezione della Consob per eventuali false comunicazioni, allargata alla linea di credito concessa da Exor, e un'inchiesta della procura di Torino sulla stabilità del nuovo stadio.
Nei primi tre mesi del nuovo esercizio, la Juventus ha perso 26,1 milioni di euro contro i 18,5 della passata stagione. Certo i costi operativi sono scesi di 12 milioni (da 57,3 a 45 milioni di euro), ma non tanto da compensare il crollo dei ricavi scesi di ben 15 milioni (da 48,8 a 33,7 milioni). E i debiti sono diminuiti da 121 a 93 milioni solo grazie ai soldi anticipati dalla scatola della famiglia Agnelli, la controllante Exor, in vista dell’annunciato aumento di capitale.
Eppure la società è convinta che farà meglio del prossimo anno. Con buona pace dei soci Exor e degli azionisti “tifosi”, di utile non se ne parla, ma «per l’esercizio 2011/2012 è prevista ancora una perdita significativa, peraltro inferiore a quella dell’esercizio 2010/2011, in quanto sarà negativamente influenzato dalla mancata qualificazione alla Uefa, dalla stagnazione dei ricavi, nonché dal rinnovamento della rosa della prima squadra». Qualche speranza è legata solo al nuovo stadio, che oggi più che mai sembra "fondamentale".
Il comunicato
Nei primi tre mesi del nuovo esercizio, la Juventus ha perso 26,1 milioni di euro contro i 18,5 della passata stagione. Certo i costi operativi sono scesi di 12 milioni (da 57,3 a 45 milioni di euro), ma non tanto da compensare il crollo dei ricavi scesi di ben 15 milioni (da 48,8 a 33,7 milioni). E i debiti sono diminuiti da 121 a 93 milioni solo grazie ai soldi anticipati dalla scatola della famiglia Agnelli, la controllante Exor, in vista dell’annunciato aumento di capitale.
Eppure la società è convinta che farà meglio del prossimo anno. Con buona pace dei soci Exor e degli azionisti “tifosi”, di utile non se ne parla, ma «per l’esercizio 2011/2012 è prevista ancora una perdita significativa, peraltro inferiore a quella dell’esercizio 2010/2011, in quanto sarà negativamente influenzato dalla mancata qualificazione alla Uefa, dalla stagnazione dei ricavi, nonché dal rinnovamento della rosa della prima squadra». Qualche speranza è legata solo al nuovo stadio, che oggi più che mai sembra "fondamentale".
Il comunicato