Economia

il piano

Pirelli scommette
sul segmento premium

La società milanese punta a una crescita media dei ricavi del 10% da qui al 2014, grazie all'andamento dei mercati emergenti e i margini garantiti dall'Europa. Stimata la distribuzione di un monte-dividendi di 800 milioni

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LONDRA – Pirelli ha presentato a Londra il piano industriale con i nuovi target per il 2012-2014 e visione fino al 2015. Il numero uno di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, ha illustrato gli obiettivi dopo che con il 2011 Pirelli si appresta a raggiungere i livelli di redditità annunciata con un anno di anticipo. Partendo dalla conferma, semmai ancora più convinta, delle linee guida del gruppo: diventare il numero uno mondiale nel segmento degli pneumatici più redditizi, quello Premium, ampliando la gamma di prodotti e l’ottimizzazione geografica, privileggiando i paesi con domanda in crescita e costi industriali favorevoli seguendo la filosofia del “local for local”. Consapevoli del fatto che il mercato di gran lunga più ricco è quello delle ruote Premium e che al momento l’Europa è il principale mercato al mondo per questo tipo di pneumatici. Nel Vecchio continente, nel piano Pirelli al 2015 l’80% dei ricavi consumer verrà realizzato da questo segmento. Tuttavia, i segnali di rallentamento economico mondiale per il 2012 hanno portato Pirelli a tener pronto anche un “ piano B”, un “contingency plan” pronto a scattare se il rallentamento diventasse crisi, con riduzione della capacità produttiva e del costo del lavoro.

Dunque, per il periodo 2011-2014 Pirelli conta di registrare un tasso di crescita media dei ricavi del 10% (il 16% nel  2012 - anche grazie al positivo contributo della Russia - a circa 6,7 miliardi di fatturato consolidato di gruppo). In particolare, i volumi cresceranno nel periodo 2011-2014 del 3% medio annuo, trainati da un più  17% dei volumi del segmento premium, per raggiungere un fatturato consolidato di circa 7,7 miliardi di euro. Al 2014, il margine Ebit, la misura sintetica più efficace della redditività, si posizionerà tra il 15 e il 16% (che significa una crescita media annua del 25%) e nel 2015 supererà il 16% mentre per il  2012 il margine Ebit dovrebbe attestarsi tra l’11 e il 12%, con un anno di anticipo rispetto al precedente piano industriale. Al 2015 invece il rapporto debito netto/Ebitda si attesterà a circa 0,4 mentre aumenterà la generazione di cassa (al 2015 è stata portata a 3,2 miliardi, rispetto alla stima precedente di 2,1 miliardi) così come gli investimenti nel 2011-2015 sono stati portati a 2,2 miliardi a parità di perimetro, e 2,4 considerando la Russia (in crescita rispetto al precedente piano). Nello stesso arco di tempo è stimata la distribuzione di un monte-dividendi di 800 milioni.