LONDRA – E’ una storia che sembra un film su gangster e mafiosi. Eppure i protagonisti sono il boss della Formula Uno e un rinomato banchiere tedesco (con un noto playboy italiano e uno strano "bambino" fra i comprimari). E’ saltata fuori per caso, durante un processo per corruzione in Germania, descritto dai media locali come il più grande caso di corruzione nella storia tedesca. E aiuta a capire la distanza tra il mondo dell’1 per cento, ovvero dell’elite ultra-ricca che governa il mondo, e quello del 99 per cento, ossia noi, tutti gli altri, inclusi i dimostranti che occupano Wall Street e la City per ristabilire un po’ di giustizia sulla terra.
Bernie Ecclestone, 81 anni, uno degli uomini più ricchi del pianeta, era finito sui giornali lo scorso anno per il tempestoso e costoso divorzio dalla molto più giovane (e molto più alta) moglie Slavika. Ci torna oggi in virtù della sua deposizione (come testimone, non rischia di essere imputato) a un processo a Monaco di Baviera. L’imputato è un 53enne banchiere tedesco, Gerhard Gribowsky, ex-dirigente della BayernLb, agli arresti dal gennaio scorso, che ora rischia 15 anni di carcere per una serie di accuse di corruzione, abuso d’ufficio ed evasione fiscale.
Al processo, ieri Ecclestone ha ammesso di avere effettivamente dato a Gribowsky nel 2005 una bustarella da 30 milioni di euro. Motivo: il boss della Formula Uno, dopo una lunga trattativa, aveva rifiutato di fare affari con il tedesco. Temeva che il banchiere si sarebbe vendicato, raccontando all’Inland Revenue, l’agenzia del fisco britannica, che lui, Ecclestone, era segretamente a capo di un trust fund chiamato "Bambino", attraverso il quale avrebbe evitato di pagare enormi somme in tasse. Nessuna delle due illazioni è vera, afferma il gran capo della Formula 1: il trust era controllato autonomamente da sua moglie Slavika e non serviva a evadere le imposte (su questo la giustizia tedesca non ha insistito, poiché non era l’oggetto del contendere). "Ma se l’Inland Revenue, allertata dalla soffiata, avesse investigato, io avrei perso molto tempo e molto denaro per difendermi, lui mi pareva un tipo vendicativo e non volevo correre questo rischio", ha detto ineffabile Bernie ai giudici.
Perciò ha versato una bustarella da 30 milioni di euro al banchiere. Interessante è apprendere "come" gliel’ha versata. Il tedesco non gli ha chiesto il denaro. Ed Ecclestone non gli ha comunicato che glieli avrebbe dati. "Vuol dire che Gribowsky ha scoperto di avere ricevuto da lei 30 milioni di euro solo quando ha letto i rendiconti del proprio conto corrente?", hanno domandato un po’ stupidi i magistrati. "Proprio così", ha risposto Ecclestone.
Se a una persona normale può parere strano che qualcuno dia una bustarella da 30 milioni di euro a qualcun altro, senza dirglielo, senza spiegargli perché e senza essere nemmeno sicuro del motivo per cui gliela dà, nel senso che non è certo che l’altro voglia fare qualcosa contro di lui, conviene ricordare che tutto ciò accade nel mondo dell’1 per cento, e che Ecclestone ha di recente regalato a una delle sue due figlie una casa da 100 milioni di euro.
"Vede", ha spiegato Bernie ai giudici di Monaco, "questa era una situazione simile a quei film di gangster dove uno a un certo punto dice, sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli e che strada fanno per arrivarci, e avanti di questo passo, e tu sai esattamente che cosa intendono senza bisogno che sia specificato". I giudici gli hanno allora domandato quanti soldi avrebbe rischiato di perdere, Ecclestone, per le accuse del banchiere tedesco. "Circa 2 miliardi di sterline" (2 miliardi e 300 milioni di euro), ha risposto il boss della Formula Uno. Il che conferma che così è il mondo dell’1 per cento, e il fatto che una bustarella di 30 milioni di euro, per uno così, sono noccioline.
E il playboy italiano, si chiederà chi ha letto questo articolo con attenzione, di cui si parlava all’inizio come comprimario della vicenda, chi sarebbe? L’avrete indovinato: Flavio Briatore. Circa la metà della bustarella è stata versata a Gribowsky da Flavio, ha rivelato Ecclestone, che è grande amico ed è stato socio in varie imprese dell’imprenditore italiano. Briatore sapeva, chiedono i giudici, il motivo del pagamento? "Gli ho detto che quello mi ricattava", replica Bernie. Un film. Vero, però.
Bernie Ecclestone, 81 anni, uno degli uomini più ricchi del pianeta, era finito sui giornali lo scorso anno per il tempestoso e costoso divorzio dalla molto più giovane (e molto più alta) moglie Slavika. Ci torna oggi in virtù della sua deposizione (come testimone, non rischia di essere imputato) a un processo a Monaco di Baviera. L’imputato è un 53enne banchiere tedesco, Gerhard Gribowsky, ex-dirigente della BayernLb, agli arresti dal gennaio scorso, che ora rischia 15 anni di carcere per una serie di accuse di corruzione, abuso d’ufficio ed evasione fiscale.
Al processo, ieri Ecclestone ha ammesso di avere effettivamente dato a Gribowsky nel 2005 una bustarella da 30 milioni di euro. Motivo: il boss della Formula Uno, dopo una lunga trattativa, aveva rifiutato di fare affari con il tedesco. Temeva che il banchiere si sarebbe vendicato, raccontando all’Inland Revenue, l’agenzia del fisco britannica, che lui, Ecclestone, era segretamente a capo di un trust fund chiamato "Bambino", attraverso il quale avrebbe evitato di pagare enormi somme in tasse. Nessuna delle due illazioni è vera, afferma il gran capo della Formula 1: il trust era controllato autonomamente da sua moglie Slavika e non serviva a evadere le imposte (su questo la giustizia tedesca non ha insistito, poiché non era l’oggetto del contendere). "Ma se l’Inland Revenue, allertata dalla soffiata, avesse investigato, io avrei perso molto tempo e molto denaro per difendermi, lui mi pareva un tipo vendicativo e non volevo correre questo rischio", ha detto ineffabile Bernie ai giudici.
Perciò ha versato una bustarella da 30 milioni di euro al banchiere. Interessante è apprendere "come" gliel’ha versata. Il tedesco non gli ha chiesto il denaro. Ed Ecclestone non gli ha comunicato che glieli avrebbe dati. "Vuol dire che Gribowsky ha scoperto di avere ricevuto da lei 30 milioni di euro solo quando ha letto i rendiconti del proprio conto corrente?", hanno domandato un po’ stupidi i magistrati. "Proprio così", ha risposto Ecclestone.
Se a una persona normale può parere strano che qualcuno dia una bustarella da 30 milioni di euro a qualcun altro, senza dirglielo, senza spiegargli perché e senza essere nemmeno sicuro del motivo per cui gliela dà, nel senso che non è certo che l’altro voglia fare qualcosa contro di lui, conviene ricordare che tutto ciò accade nel mondo dell’1 per cento, e che Ecclestone ha di recente regalato a una delle sue due figlie una casa da 100 milioni di euro.
"Vede", ha spiegato Bernie ai giudici di Monaco, "questa era una situazione simile a quei film di gangster dove uno a un certo punto dice, sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli e che strada fanno per arrivarci, e avanti di questo passo, e tu sai esattamente che cosa intendono senza bisogno che sia specificato". I giudici gli hanno allora domandato quanti soldi avrebbe rischiato di perdere, Ecclestone, per le accuse del banchiere tedesco. "Circa 2 miliardi di sterline" (2 miliardi e 300 milioni di euro), ha risposto il boss della Formula Uno. Il che conferma che così è il mondo dell’1 per cento, e il fatto che una bustarella di 30 milioni di euro, per uno così, sono noccioline.
E il playboy italiano, si chiederà chi ha letto questo articolo con attenzione, di cui si parlava all’inizio come comprimario della vicenda, chi sarebbe? L’avrete indovinato: Flavio Briatore. Circa la metà della bustarella è stata versata a Gribowsky da Flavio, ha rivelato Ecclestone, che è grande amico ed è stato socio in varie imprese dell’imprenditore italiano. Briatore sapeva, chiedono i giudici, il motivo del pagamento? "Gli ho detto che quello mi ricattava", replica Bernie. Un film. Vero, però.